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San Raffaele, riapre il laboratorio di Embriologia dopo l’errore nell’impianto di un embrione

Riprende pienamente l’attività del Centro di Medicina della Riproduzione. L’ospedale: rafforzate procedure, tracciabilità e controlli dopo il caso del 23 luglio

San Raffaele, riapre il laboratorio di Embriologia dopo l’errore nell’impianto di un embrione
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Torna pienamente operativo il Centro di Medicina della Riproduzione dell’Ospedale San Raffaele di Milano, dopo la sospensione temporanea del Laboratorio di Embriologia disposta in seguito all’errato impianto di un embrione avvenuto lo scorso 23 luglio. L’attività ambulatoriale era già ripresa il 24 agosto, al termine della programmata pausa estiva, e non era stata interessata dal provvedimento di sospensione. Da oggi, 31 agosto, riparte invece anche il Laboratorio di Embriologia, consentendo la progressiva ripresa dei percorsi di procreazione medicalmente assistita.

Il piano di miglioramento dopo il caso del 23 luglio

Nelle ultime settimane il San Raffaele ha lavorato in interlocuzione con gli organi competenti, dando seguito ai rilievi formulati da Ats Città Metropolitana di Milano e dal Centro Nazionale Trapianti. Secondo quanto comunica l’ospedale, sono state implementate le azioni correttive e preventive previste dal piano di miglioramento, con particolare attenzione all’identificazione delle pazienti e dei materiali biologici, alla tracciabilità dei diversi passaggi e all’organizzazione delle attività. La struttura ribadisce inoltre che le coppie direttamente coinvolte nell’evento del 23 luglio erano state informate tempestivamente dell’accaduto e che era stata assicurata loro la disponibilità dell’ospedale a fornire assistenza e supporto.

La segnalazione dell’errore, sottolinea il San Raffaele, ha consentito di avviare fin dalle prime ore l’analisi dell’accaduto, coinvolgendo i professionisti interessati e adottando le prime misure correttive, poi confluite in un piano più ampio di revisione delle procedure.

Papaleo (San Raffaele): “La gravità di quanto accaduto non può essere minimizzata”

“Riprendere oggi pienamente l’attività del Centro significa innanzitutto farlo con piena consapevolezza della gravità di quanto accaduto”, afferma Enrico Papaleo, responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione dell’Irccs Ospedale San Raffaele. “Un evento come quello che si è verificato non può e non deve essere minimizzato, soprattutto perché riguarda persone che ci affidano un progetto di vita estremamente importante e delicato”, aggiunge Papaleo. Da qui, spiega il responsabile del Centro, la scelta di “analizzare in profondità quanto avvenuto” e di rafforzare procedure e sistemi di controllo. “Crediamo che la sicurezza passi anche dalla capacità di riconoscere e segnalare tempestivamente le criticità, analizzarle con trasparenza e trasformarle in opportunità concrete di miglioramento”.

Ogni anno 2.500 cicli di Pma e circa mille coppie seguite

Il Centro del San Raffaele segue ogni anno circa mille coppie ed esegue circa 2.500 cicli di procreazione medicalmente assistita. “Sono numeri importanti, dietro ai quali ci sono soprattutto migliaia di persone, ciascuna con la propria storia, le proprie attese e la fiducia riposta nei nostri professionisti”, sottolinea Papaleo. Negli ultimi tre anni, secondo i dati forniti dalla struttura, sono nati oltre 400 bambini all’anno grazie ai percorsi seguiti dal Centro.

“Oggi ripartiamo da questa esperienza, ma anche da ciò che è accaduto: con procedure ulteriormente rafforzate, controlli più stringenti e la determinazione di continuare a offrire alle coppie che si rivolgono a noi un percorso di procreazione medicalmente assistita all’altezza della fiducia che ci accordano”, conclude Papaleo.