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Milano

"In queste ore sarebbero partite le prime lettere di licenziamento delle lavoratrici e dei lavoratori del San Raffaele". E' quanto si sostiene in una nota, in cui i sindacati, Fp Cgil, Cisl Fps e Uil Fpl annunciano la decisione di "aprire lo stato di agitazione al fine di riportare al tavolo di contrattazione l'azienda per cercare di trovare tutte le soluzioni per impedire che 244 lavoratrici e lavoratori del San Raffaele perdano il posto di lavoro". I sindacati, si spiega, "ritengono che sia indispensabile ripartire dalle proposte fatte negli scorsi mesi dai sindacati confederali sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali".

"Nei prossimi giorni, oltre all'apertura dello stato di agitazione, le organizzazioni sindacali confederali - prosegue la nota - metteranno in campo tutte le iniziative di sensibilizzazione, di informazione e di lotta al fine di tutelare i lavoratori dell'ospedale San Raffaele a partire da un presidio dei lavoratori della sanita' milanese previsto per la mattinata di venerdi' 19 aprile".

"Siamo rimasti spiazzati dall'invio di queste lettere - afferma Angelo Sangiovanni, segretario della Cisl Fps di Milano - perche' i tempi per il licenziamento scadevano a maggio e pensavamo di avere dei margini di trattativa, ma evidentemente l'azienda ha deciso di andare avanti da sola". Le lettere sono circa 40 e arrivano dopo l'annuncio da parte dell'ospedale di licenziare 244 persone. All'azione dell'azienda e' seguita una richiesta dei sindacati al Prefetto di Milano affinche' convochi le parti per una conciliazione.

OSPEDALE, LICENZIAMENTI ESITO INEVITABILE - L'ospedale San Raffaele "conferma che le lettere di licenziamento rappresentano l'inevitabile esito del mancato accordo con la rappresentanza sindacale unitaria (rsu) e rappresentano oggi uno strumento necessario per affrontare il grave stato di crisi dell'ospedale". E' quanto si legge in una nota. "Purtroppo - si prosegue nella nota -l'intesa raggiunta con la rsu il 21 gennaio 2013 al ministero del Lavoro e delle politiche sociali - intesa che consentiva, tramite altri strumenti, di evitare i licenziamenti - e' stata respinta nel referendum interno con il 55% dei voti, e successivamente la rsu ha anche respinto la mediazione del prefetto di Milano e rifiutato di indire un nuovo referendum come richiesto da una petizione firmata da 919 dipendenti". "In questo contesto i licenziamenti diventano pertanto necessari secondo la tempistica prevista dalla legge 223 - si conclude - anche se l'amministrazione ospedaliera non esclude che, in presenza di fatti nuovi, l'intera procedura possa essere rivista".

Tags:
san raffaele







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