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San Siro, continua lo scandalo: disabili su sedia a rotelle discriminati

San Siro, continua lo scandalo: disabili su sedia a rotelle discriminati

A seguito della questione sollevata da Affaritalialiani.it Milano a inizio settimana (qui l'articolo) con il racconto di un diversamente abile dotato di stampelle al quale era stato impedito l'accesso al Meazza in occasione della partita Inter-Cagliari perché le stampelle, in base a una nuova regola sulla sicurezza della società nerazzurra, erano considerate pericolose, è arrivata alla redazione di Affaritaliani.it la mail di Senad, disabile su sedia a rotelle. Senad sottolinea come l'obbligo di accompagnatore per disabili, che spesso sono assolutamente autonomi, sia discriminatorio e lesivo della libertà di scelta. Nel ricordare che l'Inter, dopo la denuncia di Affaritaliani.it, ha deciso di rivedere la norma sulle stampelle (qui l'articolo) permettendo così l'accesso ai disabili che ne necessitano, riportiamo di seguito la mail di denuncia di Senad che porta alla luce un'altra falla nel regolamento.

Buongiorno, sono una persona disabile su sedia a rotelle, tifoso interista, che va regolarmente allo stadio seguendo la procedura di accreditamento per le persone con disabilità presente sul sito dell’Inter. Fino ad ora, una persona disabile poteva scegliere se andare allo stadio con l’accompagnatore o da solo (come tra l’altro farebbe qualunque persona, disabile o no). Il 28 Gennaio 2020 è stato pubblicato un comunicato di servizio sul sito dell’Inter, che potete trovare al seguente link https://www.inter.it/disabili/, e di cui vi allego il testo: 'Vi ricordiamo che i Diversamente Abili che hanno richiesto e ricevuto l'accredito gratuito per la partita dovranno presentarsi all’ingresso nr. 11 obbligatoriamente con l’accompagnatore maggiorenne inserito al momento della richiesta di accredito.Qualora l'accompagnatore segnalato nella conferma di accredito fosse impossibilitato a venire bisogna comunicare alla mail diversamenteabili@inter.it, i dati del nuovo accompagnatore entro le ore 13.00 del giovedì antecedente la gara per le partite di Campionato ed entro le ore 13.00 del Lunedì antecedente la gara per le partite di Coppa Italia ed Europa Leagu. In mancanza dell’accompagnatore, il Diversamente abile anche se munito di conferma di accredito non verrà fatto accedere allo stadio.' Questo comunicato è molto grave e discriminatorio perché dice che, da ora, una persona disabile e in grado di muoversi autonomamente non possa SCEGLIERE di venire da sola allo stadio. La maggior parte delle persone disabili che vengono allo stadio sono autonome, usano una propria macchina per spostarsi, lavorano, si muovono nella città da soli e spesso abitano anche da soli. Per quale motivo non dovrebbero avere il diritto di scegliere se  venire da soli o accompagnati? Pensate se dicessero ad una persona sulla sedia a rotelle (che magari ha lottato anni e anni per rendersi autonomo) che non può entrare da sola in un ristorante, un museo, un concerto, una chiesa, un centro commerciale ecc..., vi sembrerebbe normale? E' assurdo che la figura dell'accompagnatore da DIRITTO diventi un OBBLIGO. E' assolutamente corretto dare la possibilità alle persone disabili e non autosufficienti di avere un accompagnatore, ma questo non può diventare un obbligo e far si che, le persone disabili autonome, siano costrette ad avere un accompagnatore (non sarebbe quindi più una scelta o un diritto) e non potersi recare a un determinato evento senza di esso. Le persone che prendono certe decisioni hanno evidentemente poca conoscenza del mondo della disabilità e della sua eterogeneità, non si spiegano altrimenti certe scelte. Soprattutto vorrei che si ponesse l’attenzione sul fatto che sarebbe discriminante se ad una persona disabile fosse vietato di recarsi da solo in determinati luoghi e/o concerti/eventi, a maggior ragione se la struttura (come lo stadio di San Siro) ha degli spazi riservati ai disabili e messi in sicurezza. Si è lottato per i diritti dei disabili e per eliminare le barriere architettoniche ed ora sembra che si stia tornando indietro con scelte discriminatorie, che vanno a togliere diritti (e di conseguenza dignità) alle persone disabili. Credo davvero che ci sia confusione sul tema “disabilità” e che, a volte, per fare una cosa buona (probabilmente certe decisioni sono prese per motivi di “sicurezza”) non ci si renda conto di farne una pessima, come quella di trasformare un diritto ad avere accompagnatore in un obbligo. Vi scrivo per far emergere la problematica, e sperando di sensibilizzare chi di dovere, al fine di migliorare la situazione attuale.

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