San Siro, Uguccioni (Pd): "Si perde solo se si decide di non decidere" - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 18:54

San Siro, Uguccioni (Pd): "Si perde solo se si decide di non decidere"

La capogruppo del Pd a Palazzo Marino Beatrice Uguccioni: "Stadio, il consiglio si è espresso più volte mettendo al centro gli interessi della città. Non conto i voti, ma conto sul fatto che la delibera contenga le nostre priorità". L'intervista

di Nicolo Rubeis

San Siro, Uguccioni (Pd): "Si perde solo se si decide di non decidere"

"Su San Siro si perde solo se si decide di non decidere" commenta la capogruppo del Pd a Palazzo Marino Beatrice Uguccioni in vista del passaggio in Consiglio comunale sulla vendita dello stadio a Inter e Milan. "In questi anni l'Aula si è espressa più volte, mettendo al centro di tutto gli interessi e i benefici del quartiere e della città" osserva l'esponente dem. Alcuni consiglieri di maggioranza, però, potrebbero far mancare il loro appoggio: "Oggi - osserva Uguccioni - non conto i voti, ma conto sul fatto che al termine di questo percorso la delibera che verrà presentata all'Aula contenga le priorità da noi stabilite". E anche sul Leoncavallo "credo che il Comune faccia bene a salvaguardare l'idea di un percorso che possa portare alla regolarizzazione del centro sociale". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Uguccioni, il 2 settembre ci sarà un incontro su San Siro poi la delibera arriverà in Aula. I voti ci saranno?

L'incontro del 2 settembre fa parte di un percorso avviato da tempo tra giunta e maggioranza su San Siro, che è un tema di cui parliamo da almeno 6 anni, non certo per inerzia del Comune ma perché si tratta di una vicenda complessa che coinvolge attori diversi. In questi sei anni, in cui si è tenuto anche il dibattito pubblico previsto dalla legge, il Consiglio comunale si è espresso più volte sullo Stadio, sempre a maggioranza, mettendo al centro di tutto gli interessi e i benefici del quartiere e della città in relazione a ogni ipotesi o progetto. E su questi rimaniamo fermi. Oggi non conto i voti ma conto sul fatto che al termine di questo percorso la delibera che verrà presentata all'Aula contenga le priorità da noi stabilite e faccia emergere in maniera chiara i benefici per la città.

Si è parlato di uno sconto di 30 milioni per i club. Il prezzo fissato rispecchia i valori?

Il prezzo è stato fissato dall'Agenzia delle Entrate e verificato e confermato da due Università fino a prova contraria indipendenti, oltreché di eccellenza mondiale. In questi giorni si è parlato degli eventuali costi delle bonifiche e di chi debba farsene carico, secondo la norma. Qualcuno ipotizza un tetto di trenta milioni? Io credo che sia più corretto giudicare l'esito della trattativa, non le ipotesi. Una volta stabiliti i termini reali, cifre e numeri alla mano, si potranno fare tutte le valutazioni con cognizione di causa.

Palazzo Marino nel tempo ha già fissato dei paletti sulla vendita. Non votare la delibera sarebbe una sconfitta, oltre che per la giunta, anche per il Consiglio comunale?

La politica viene sconfitta quando non affronta le questioni che si pongono alla sua attenzione o quando oppone solo dei ‘No’ preventivi cercando riparo in un passato idealizzato o in un'idea che non è mai esistita. Per come la vedo io, su San Siro si perde solo se si decide di non decidere, se si sceglie di non dare una risposta alle istanze che emergono intorno al futuro e alla fruizione di questa infrastruttura. Non è una partita tra due tifoserie, è la ricerca di una risposta che tuteli l'interesse pubblico - che significa anche considerare l'eventuale difficoltà finanziaria del Comune a gestire un impianto vuoto o l'impatto ambientale generato dalla costruzione di un nuovo stadio alle porte della città, lasciando in piedi il Meazza - di fronte alla legittima proposta avanzata dai privati che, al momento, hanno in concessione questa infrastruttura.

Sul Leoncavallo fa bene il Comune a insistere su una soluzione alternativa con il bando per lo stabile di via San Dionigi?

Il Comune da anni sta cercando una soluzione alla questione Leoncavallo, che rappresenta - comunque la si pensi - un pezzo di storia della città. Si era avviato un dialogo che puntava alla regolarizzazione, ma alla fine è arrivato il colpo di mano del Governo che, senza avvertire il Comune, ha sgomberato. Io la vedo come una mossa sbagliata, irrispettosa dell'istituzione comunale e propagandistica, e credo che il Comune faccia bene a salvaguardare l'idea di un percorso che possa portare alla regolarizzazione del centro sociale.

Dopo l'estate ci saranno probabilmente dei cambiamenti anche in giunta e si parla di modifiche in diverse caselle. Lei cosa si aspetta? 

Come sempre, mi aspetto scelte frutto di confronto politico con la maggioranza. Nel caso in cui vi fosse un rimpasto dovrà avvenire in maniera ragionata e condivisa, guardando sempre prima di tutto al programma che vogliamo portare a termine e alle idee che vogliamo sviluppare.

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