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San Siro, una demolizione da 127 milioni (e 225mila tonnellate di macerie). I seggiolini ai tifosi come souvenir

Il nuovo Rapporto ambientale Vas depositato da Inter e Milan dettaglia la trasformazione dell’area: del vecchio stadio resterà solo una porzione delle tribune, mentre sono previsti circa 98mila metri quadrati di nuove funzioni e 140mila di verde

San Siro, una demolizione da 127 milioni (e 225mila tonnellate di macerie). I seggiolini ai tifosi come souvenir
San Siro

Prende forma il futuro dell’area di San Siro. Il nuovo Rapporto ambientale Vas depositato da Inter e Milan definisce con maggiore precisione sia la configurazione del quartiere dopo la costruzione del nuovo stadio sia le modalità con cui verrà demolita gran parte dell’attuale Giuseppe Meazza. Il nuovo impianto dovrebbe sorgere poco più a ovest rispetto allo stadio esistente, verso via Tesio. Dell’attuale San Siro verrebbe invece mantenuta soltanto una porzione limitata, costituita da un tratto dei settori blu e arancio e dall’angolo che li collega, formando una struttura a “L” tra l’ex ippodromo del trotto e piazza Axum.

Nove edifici e 140mila metri quadrati di verde

Sul sedime oggi occupato dal Meazza troverebbe spazio la parte principale del nuovo sviluppo urbanistico. Come ricostruisce Calcio e Finanza, il progetto prevede nove edifici con altezze comprese tra cinque e diciassette piani, oltre ad altri quattro fabbricati di dimensioni più contenute. Le nuove costruzioni ospiterebbero complessivamente circa 98 mila metri quadrati destinati a uffici, strutture ricettive, attività commerciali e altre funzioni previste dal masterplan. Il progetto contempla inoltre circa 140 mila metri quadrati di aree verdi. Il Rapporto ambientale prende in considerazione quattro diversi scenari urbanistici. Volumi complessivi e collocazione generale degli edifici rimangono sostanzialmente invariati, mentre a cambiare sono soprattutto disposizione e altezze dei fabbricati. In una delle ipotesi, parte del grande parco centrale assumerebbe la funzione di una vera e propria piazza verde circondata dagli edifici. Nel documento vengono analizzati anche accessi, parcheggi e mobilità, con la conferma dell’utilizzo del tunnel Patroclo per raggiungere i parcheggi sotterranei e la previsione di strumenti di compensazione delle emissioni.

Prima della demolizione, via impianti e copertura

Il Rapporto Vas entra nel dettaglio anche della fase di smantellamento del Meazza. Secondo quanto ricostruisce il Corriere della Sera, una delle prime operazioni potrebbe riguardare i seggiolini: Inter e Milan ipotizzano di consentire ai tifosi di ritirarne una parte come ricordo dello stadio, attraverso giornate dedicate e procedure di smontaggio assistito. Non è ancora chiaro se si tratterà di donazioni o una vendita. Successivamente partirebbe lo “strip out”, vale a dire la rimozione di impianti, cavi, quadri elettrici, illuminazione, sistemi di riscaldamento e condizionamento, tubature, impianti antincendio e altre componenti interne. La stima è di circa 5 mila tonnellate di materiali, alle quali si aggiungerebbero circa 2 mila tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Un passaggio particolarmente complesso riguarderà poi la copertura dello stadio, realizzata in vista dei Mondiali di Italia ’90. Tra travi, strutture di sostegno e copertura vera e propria, il peso complessivo viene stimato tra 19 e 20 mila tonnellate.

Dalla demolizione 225mila tonnellate di macerie

Una volta rimossi impianti e copertura, partirebbe la demolizione vera e propria. Secondo il Rapporto Vas, l’abbattimento produrrebbe circa 225 mila tonnellate di macerie, pari a circa 93.750 metri cubi. Una parte consistente deriverebbe dagli spalti dei tre anelli, mentre altre decine di migliaia di tonnellate arriverebbero dalle grandi spirali, dalle rampe e dalle torri. Le macerie dovrebbero essere trattate direttamente nell’area di cantiere prima del trasporto: il materiale verrebbe frantumato, separando il ferro dal cemento e riducendo così volumi e costi di smaltimento. Tra le ipotesi considerate c’è anche quella di utilizzare l’attuale terreno di gioco come spazio operativo per frantumatori, escavatori e deposito temporaneo dei materiali. Per limitare la dispersione di polveri durante le lavorazioni è inoltre previsto un sistema continuo di nebulizzazione dell’acqua.

Il costo della demolizione: 127 milioni

Il documento contiene infine una stima economica dell’operazione. La demolizione di spalti, rampe e torri viene valutata in circa 65 milioni di euro, ai quali si aggiungerebbero 12 milioni per altre lavorazioni, 23 milioni per lo smaltimento del calcestruzzo e 6,5 milioni per il consolidamento della porzione di stadio destinata a essere conservata. Il costo complessivo stimato per la decostruzione del Meazza arriva così a circa 127 milioni di euro. Il Rapporto ambientale Vas rappresenta uno dei passaggi amministrativi del progetto e servirà a valutarne la sostenibilità ambientale. Il quadro che emerge è però già più definito: nuovo stadio verso via Tesio, demolizione quasi integrale del Meazza, conservazione di una parte limitata delle tribune e trasformazione dell’area in un nuovo comparto urbano con edifici, servizi e ampie superfici verdi.