Sanità, Sala: “Ripensare il sistema? Ci sto, ma Regione si esponga”
Il sindaco Beppe Sala è intervenuto al convegno online organizzato dai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil dal titolo “Quale sanita’ a Milano – Le sfide post Covid” partendo dal tema delle scuole, con la riapertura oggi dei nidi e delle materne: “Sulle scuole vediamo un po’ cosa succede perche’ nessuno ha la bacchetta magica. L’importante e’ arrivare il piu’ preparati possibile”.
“Come Comune di Milano – ha aggiunto il primo cittadino – abbiamo comprato un grande numero di termoscanner e di dpi per i dipendenti, abbiamo cercato di facilitare l’accesso scuole, istituendo vie ‘car-free’ o allargando lo spazio sui marciapiedi, abbiamo messo risorse per sei milioni per migliorare la pulizia all’interno dell’aule e nei plessi e abbiamo usato i poteri commissariali attribuiti al sindaco per velocizzare i lavori e la ridefinizioni degli spazi scolastici. Faremo tutto il possibile e chiediamo la collaborazione di tutti per la vaccinazioni sia quelle obbligatorie sia quelle facoltative. Credo che – ha chiosato Sala – sia una tematica assolutamente rilevante”.
La pandemia rende necessario pensare a un ripensamento, a una riorganizzazione del sistema sanitario. Per esempio, per il sindaco Giuseppe Sala, “servira’ un numero di presidi socio sanitari. Noi siamo disponibili, ma credo, lontano da me ogni intento polemico, che sia il momento che Regione Lombardia si esponga” e “chiarisca quale strategia c’e’ per il futuro” dopo la consapevolezza maturata in questi mesi. Sala assicura “estrema disponibilita’” a favorire uno sviluppo dei presidi territoriali”.
Ma serve “capire se questo tema e’ condiviso e se poi c’e’ da lavorare insieme”. Il sindaco Sala ha allargato poi il discorso parlando della necessita’ di una semplificazione del Paese, in cui convivono troppe realta’, che rendono complicato anche dare il via a delle riforme, “c’e’ un’organizzazione troppo complessa”. In particolare troppe regioni e troppe citta’ metropolitane. “Io penso che 20 regioni siano oggettivamente troppe, che le citta’ metropolitane siano un’incompiuta. Questa struttura con 8 mila comuni, un centinaio di province, venti regioni e 14 citta’ metropolitane non sia la cosa piu’ adatta per la gestione dell Paese, anche quando si parla di sanita’” ha detto. “Se da un lato si puo’ dire, ‘meno male che ci sono le Regioni’, ma dall’altro, un Paese che non ha mai avuto il coraggio di riformare il sistema amministrativo locale, avra’ sempre difficolta’”, anche nella sanita’.
L’evento si e’ aperto con gli interventi dei segretari, Melissa Oliviero della Cgil, Roberta Vaia della Cisl e Ciro Capuano della Uil, e prevede anche la partecipazione del vice-ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri. Nel suo intervento la presidente della Conferenza dei sindaci di Ats Citta’ Metropolitana Sara Santagostino sottolinea che il sistema locale “in questi mesi di pandemia e’ stato capace di dare una risposta alla citta’, e ora siamo piu’ pronti e abbiamo una maggiore tranquillita’ nell’affrontare eventuali nuovi focolai”.

