Sarà l’”Otello” di Giuseppe Verdi ad aprire il prossimo 7 dicembre la stagione 2026-2027 del Teatro alla Scala, segnando ufficialmente l’inizio dell’era di Myung-Whun Chung come direttore musicale del Piermarini. Un incarico che accompagnerà il maestro sudcoreano almeno fino al 2030 e che rappresenta il coronamento di un rapporto artistico costruito in quasi quattro decenni di collaborazione con il teatro milanese.
L’opera inaugurale mancava dal palcoscenico scaligero da 37 anni e sarà proposta con la regia di Damiano Michieletto. Una scelta che assume anche un forte valore simbolico: il 2026 segnerà infatti il cinquantesimo anniversario della storica diretta Rai dell’”Otello” diretto da Carlos Kleiber e firmato da Franco Zeffirelli il 7 dicembre 1976. Inoltre ricorreranno i dieci anni dalla ripresa delle trasmissioni televisive dell’inaugurazione della Scala, che anche quest’anno sarà proposta in diretta su Rai 1 grazie a Rai Cultura.
Ortombina: “Otello non sarà dipinto di nero”
Tra gli aspetti più discussi della nuova produzione vi è la scelta di rinunciare al tradizionale trucco scuro del protagonista. “Per la prima volta si fa l’Otello non nero. L’Otello non sarà dipinto di nero, questa è la cosa più importante, dopo, da lì, viene tutto il resto”, ha spiegato il sovrintendente Fortunato Ortombina durante la presentazione della stagione. Secondo Ortombina, la forza drammatica del personaggio va oltre il colore della pelle. “Se leggiamo bene Boito e Verdi, questo aspetto ha poca importanza. La forza di Otello trascende il colore della pelle”, ha osservato, ricordando come anche in passato alcune scelte artistiche inizialmente accolte con scetticismo siano poi diventate punti di riferimento nella storia del teatro.
Una stagione tra grandi classici e nuove sfide
La nuova programmazione punta a riportare stabilmente alla Scala i grandi titoli del repertorio operistico. Accanto a “Otello” e “Macbeth”, entrambi diretti da Chung, figurano infatti produzioni molto attese come “La Bohème” nell’allestimento storico di Zeffirelli. Spazio però anche alle novità. Debutteranno infatti per la prima volta alla Scala opere come “Nixon in China” del compositore americano John Adams e “Don Quichotte” di Jules Massenet. Ortombina ha inoltre rivendicato la necessità di recuperare opere assenti da troppo tempo dal cartellone scaligero. Tra queste figurano “I Puritani” di Bellini, che torneranno alla Scala dopo sessant’anni.
“Non deve più accadere che grandi titoli del repertorio restino lontani dalla Scala per decenni perché si teme di non trovare le voci adatte”, ha affermato il sovrintendente. “Se le voci non ci sono, dobbiamo trovarle e coltivarle. La Scala deve contribuire alla formazione di una nuova generazione di cantanti”.
Chung: “Posso offrirvi il mio amore per la Scala”
Visibilmente emozionato, Chung ha raccontato il significato personale di questo nuovo incarico. “Sono ancora un uomo libero”, ha scherzato davanti ai giornalisti, spiegando che inizierà le prove di “Otello” in autunno. “Da ottobre sarò schiavo dell’orchestra e del teatro, ma lo sarò molto volentieri”. Il maestro ha sottolineato il legame speciale che lo unisce alla Scala e alla città di Milano. “Trentasette anni fa ero forse troppo giovane, avevo molta energia. Oggi ho più esperienza e soprattutto un amore molto più grande per questo teatro”, ha detto.
“Forse il fatto che Verdi abbia scritto Otello a 73 anni, esattamente la mia età, mi rende almeno umanamente qualificato per affrontare ancora una volta quest’opera”, ha aggiunto. Infine ha rivolto una sorta di dichiarazione d’intenti al pubblico milanese: “A voi posso offrire questo amore. Sono pronto a fare tutto quello che serve per aiutare la Scala. Studierò meglio l’italiano e imparerò a conoscere ancora più profondamente Milano”.

