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Sciopero dei trasporti a Milano e Monza, venerdì 9 ottobre metro, bus e tram a rischio

Venerdì 9 ottobre sciopero di 24 ore proclamato da AL Cobas e Confial Trasporti. Possibili disagi sull’intera rete ATM. Regolare invece il servizio Trenord

Sciopero dei trasporti a Milano e Monza, venerdì 9 ottobre metro, bus e tram a rischio
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Milano e Monza si preparano a una giornata di possibili disagi sul fronte del trasporto pubblico. Venerdì 9 ottobre è previsto uno sciopero che potrebbe coinvolgere le linee ATM e NET, dalle metropolitane ai tram ai bus. L’agitazione è stata proclamata da AL Cobas e Confial Trasporti ed è inserita nel calendario ufficiale degli scioperi del Ministero dei Trasporti.

Per chi dovrà spostarsi in città, la giornata potrebbe essere particolarmente complicata, soprattutto nelle ore centrali e serali. ATM ha comunicato che il servizio potrebbe non essere garantito dalle 8:45 alle 15:00 e dalle 18:00 fino al termine del servizio. Restano garantite le corse che avverranno nella fascia del mattino fino alle 8:45 e nel pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00.

Metro, tram e autobus: le fasce a rischio

Lo sciopero riguarda l’intera rete ATM. Sono quindi potenzialmente interessate le cinque linee della metropolitana, M1, M2, M3, M4 e M5, oltre alla rete di superficie composta da autobus, tram e filobus. L’effettiva entità dei disagi dipenderà dall’adesione del personale allo sciopero. ATM invita chi deve viaggiare a tenere conto delle possibili modifiche al servizio e a verificare gli aggiornamenti prima di mettersi in viaggio. Lo sciopero non riguarda invece i treni di Trenord, che venerdì dovrebbero circolare regolarmente. Per chi deve attraversare la città, il servizio ferroviario regionale e il Passante potranno quindi rappresentare un’alternativa alla rete ATM.

Monza, disagi anche per le linee NET

Lo sciopero riguarda anche le linee NET che servono Monza e l’area circostante, un collegamento importante per i pendolari diretti verso Milano. Per le linee urbane di Monza il servizio potrebbe non essere garantito dalle 9 alle 11.50 e dalle 14.50 fino al termine del servizio. Per le linee extraurbane le fasce a rischio coincidono invece con quelle previste per ATM: dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18.

Le ragioni dello stop

Alla base della mobilitazione ci sono diverse rivendicazioni. AL Cobas contesta in particolare i processi di liberalizzazione, privatizzazione e finanziarizzazione e l’ipotesi di gare d’appalto per i servizi oggi gestiti dal Gruppo ATM. Tra le richieste figurano inoltre il ripristino del distanziamento tra i conducenti della superficie, maggiore pulizia dei mezzi e più sicurezza per il personale, anche alla luce delle aggressioni. Inoltre, il sindacato chiede interventi sulla gestione delle ferie, la trasformazione dei contratti part-time in full-time e un aumento di 150 euro netti.

Confial Trasporti ha invece indicato una serie di ulteriori questioni, tra cui l’adeguamento degli impianti per favorire l’accessibilità alle persone non vedenti, alcuni aspetti economici e fiscali, l’assegnazione di alloggi ai dipendenti e l’organizzazione dei turni del personale di guida, comprese le modalità di inizio e fine servizio e le pause. Tra i temi della vertenza anche la viabilità, i bus elettrici e la convenzione con i Caf.