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Milano
Impresa offre assunzioni, i colloqui vanno deserti: "Grazie, ma nel weekend sto in famiglia"

"Caro dottor Ledda è più importante la famiglia del lavoro. Per questo sabato mattina non ci sarò al colloquio che lei ha indetto per la selezione di personale da inserire all’interno dei nuovi punti vendita del progetto Mail Express Posta & Finanza nelle città di Bologna, Verona, Milano e Genova”. Incredibile ma vero. E in più nero su bianco. Questa la risposta tipo che l’ufficio delle risorse umane di CityPoste Payment si è visto recapitare.

Come riporta l'agenzia Klaus Davi&Co, è accaduto durante la selezione del personale per il progetto Mail Express Posta & Finanza, nato dalla sinergia di tre importanti società (Mail Express Poste Private, CityPoste Payment e LepidoFin) operanti da anni nel comparto postale, dei servizi di pagamento e finanziari. 104 nuove assunzioni, 50 punti vendita diretti da aprire in 6 regioni, oltre 5 milioni di euro di investimento. Ma nonostante questo l’opportunità non è sufficientemente appetibile per gli italiani.

“Stiamo selezionando personale in tutta Italia – racconta Bachisio Ledda, imprenditore di riferimento del gruppo - grazie al cielo la nostra azienda va bene con tassi di crescita considerevoli e necessitiamo di  assumere funzionari di vendita per le nostre filiali di prossima apertura. E’ partito quindi l’iter della selezione in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Liguria”.

Tutto bene dunque? Non proprio, come racconta Ledda, “abbiamo scelto di fare le selezioni durante i fine settimana per consentire a chi ha già un lavoro o altri impegni di partecipare. Ma l’esito è stato talmente catastrofico da lasciare me e il mio staff letteralmente a bocca aperta”. A guardare i dati in effetti la situazione è sconfortante. Su un totale di 563 profili recapitati ai responsabili del personale appena 25 persone (4,4%) si sono presentate il giorno del colloquio. “A fronte dei curriculum vitae arrivati – commenta Ledda - eravamo preoccupati che le dimensioni della sala per i colloqui fossero troppo piccole, invece alla fine eravamo più noi della direzione che candidati presenti”.

Delle regioni coinvolte nella selezione la Lombardia si è dimostrata la meno propensa a cercare lavoro nel fine settimana. Sono soltanto 6 le persone (1,9%) che si sono presentate all’appuntamento a fronte di 317 profili ricevuti. In Emilia Romagna invece hanno risposto all’annuncio 96 persone, delle quali 16 hanno confermato l’incontro conoscitivo e appena 8 (8,3%) si sono presentate al colloquio. In Veneto le cose non cambiano con 95 profili arrivati e appena 5 presenze (5,2%) registrate nel giorno delle selezioni. Va un po’ meglio, per così dire, in Liguria dove si è partiti da 55 curriculum per poi vedere arrivare solamente 6 persone (10,9%).

Ma quali sono le motivazioni fornite dai candidati per giustificare la loro assenza il giorno del colloquio? L’Italia è un paese di mammoni e il fine settimana si rivela sacro per la maggior parte dei candidati. Tra un “mi dispiace ma sabato sono impegnato con la mia compagna” e un “non posso perché questo week end torno a casa dai miei”, quasi la metà dei candidati (48%) afferma di non poter essere presente al colloquio per ragioni riconducibili alla famiglia. C’è chi invece, come nel 14,5% dei casi, a pochi giorni dalla selezione rinuncia perché ha accettato un’altra proposta. Lo stress sembra essere una preoccupazione che affligge particolarmente coloro che cercano un’occupazione, testimoniato da messaggi tipo “il lavoro da svolgere mi sembra troppo impegnativo”. Motivo per il quale non si è presentato un candidato su cinque (11,4%). Immancabili gli appassionati di sport che preferiscono seguire la squadra del cuore in trasferta o andare a sciare piuttosto che sostenere un colloquio di lavoro (5%).

Tags:
lavorodisoccupazione







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