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Sempre più cuore, sempre meno bisturi: il Policlinico di Milano tra i leader della cardiologia interventistica mini-invasiva

Oltre 100 impianti di valvola aortica per via transcatetere (TAVI) e più di 30 riparazioni valvolari con Clip nei primi sei mesi del 2026. Carugo: «L’innovazione ci consente di offrire cure sempre più efficaci e meno traumatiche». Stocco: «Non è un traguardo numerico, ma la conferma di una strategia che mette il paziente al centro».

Sempre più cuore, sempre meno bisturi: il Policlinico di Milano tra i leader della cardiologia interventistica mini-invasiva

Le malattie delle valvole cardiache si curano sempre meno con il bisturi e sempre più attraverso procedure mini-invasive che evitano l’apertura del torace e consentono un recupero più rapido. Una rivoluzione silenziosa che sta cambiando la cardiologia moderna e che vede il Policlinico di Milano protagonista, grazie a una crescita costante dell’attività clinica e a un investimento continuo in innovazione tecnologica.

Nel primo semestre del 2026 il Policlinico ha superato le 100 procedure di impianto transcatetere della valvola aortica (TAVI) e le 30 riparazioni delle valvole mitrale e tricuspide mediante dispositivi Clip, numeri che collocano l’ospedale tra i principali centri di riferimento della Lombardia e del panorama nazionale per la cardiologia interventistica strutturale. Un risultato che testimonia l’evoluzione del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare diretto dal professor Stefano Carugo, dove l’innovazione tecnologica si traduce quotidianamente in nuove opportunità di cura per pazienti che fino a pochi anni fa avrebbero avuto come unica possibilità un intervento cardiochirurgico tradizionale.

Pagnotta: “Risultati sempre più vicini a quelli della chirurgia tradizionale”

«La valvola malata viene sostituita attraverso un catetere introdotto generalmente dall’arteria femorale, senza aprire il torace e, nella maggior parte dei casi, senza ricorrere all’anestesia generale profonda», spiega Paolo Pagnotta, coordinatore del progetto di innovazione tecnologica della Cardiologia Interventistica. «La cardiologia interventistica strutturale rappresenta oggi uno dei settori con il più alto tasso di innovazione della medicina cardiovascolare. Le tecnologie disponibili ci consentono di ottenere risultati sempre più vicini a quelli della chirurgia tradizionale, ma con un impatto decisamente inferiore sul paziente».

La TAVI è oggi la tecnica di riferimento per il trattamento della stenosi della valvola aortica, una patologia particolarmente diffusa nella popolazione anziana. Grazie all’evoluzione delle protesi biologiche e delle piattaforme tecnologiche è possibile affrontare casi sempre più complessi, riducendo significativamente i tempi di ricovero e favorendo un ritorno più rapido alle normali attività quotidiane.

Accanto a questa procedura cresce anche il trattamento mini-invasivo dell’insufficienza della valvola mitrale e della tricuspide mediante dispositivi come Clip e Pascal, che consentono di ripristinare la funzionalità delle valvole senza ricorrere alla cardiochirurgia. Con oltre trenta interventi eseguiti nei primi sei mesi dell’anno, il Policlinico consolida ulteriormente la propria esperienza in un ambito destinato a diventare sempre più centrale nella cardiologia del futuro.

Per il professor Stefano Carugo, direttore del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, questi risultati rappresentano la conferma di una strategia costruita negli anni: investire contemporaneamente nelle persone, nelle competenze multidisciplinari e nelle tecnologie più avanzate per offrire ai pazienti percorsi terapeutici sempre più personalizzati, efficaci e meno invasivi.

Stocco: “La nostra sfida è offrire ad ogni paziente la migliore soluzione terapeutica possibile”

«Questo importante traguardo di procedure TAVI e Clip eseguite al Policlinico rappresenta molto più di un risultato numerico: testimonia la crescita costante della nostra attività cardiovascolare e conferma la volontà di investire in tecnologie avanzate e in percorsi di cura sempre più efficaci e meno invasivi», sottolinea il Direttore generale Matteo Stocco. «La nostra sfida non è aumentare semplicemente il numero delle procedure, ma offrire a ogni paziente la migliore soluzione terapeutica possibile, scegliendo il trattamento più appropriato e meno invasivo, soprattutto per coloro che non possono essere sottoposti a un intervento cardiochirurgico tradizionale».

Dietro questi numeri c’è il lavoro quotidiano di un’équipe altamente specializzata composta da cardiologi interventisti, cardiochirurghi, anestesisti, infermieri e tecnici che operano in stretta integrazione. Un modello multidisciplinare che ha consentito di aumentare progressivamente l’attività, ridurre i tempi di attesa e diventare un punto di riferimento per pazienti provenienti non solo dalla Lombardia, ma anche da numerose altre regioni italiane. La crescita non si fermerà qui. L’apertura del Nuovo Policlinico permetterà infatti un ulteriore salto di qualità grazie a sale di emodinamica di ultima generazione, sistemi di imaging sempre più sofisticati e strumenti supportati anche dall’intelligenza artificiale per la pianificazione e l’esecuzione delle procedure.

Una medicina sempre più tecnologica, ma soprattutto sempre più orientata alla persona: è questa la direzione intrapresa dal Policlinico di Milano, che attraverso la guida del professor Stefano Carugo e la visione strategica del direttore generale Matteo Stocco continua a rafforzare il proprio ruolo tra i principali centri italiani della cardiologia interventistica, portando innovazione, ricerca e cure d’eccellenza al servizio dei pazienti.