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Milano

E' Antonio Rodella, 50 anni, conosciuto alle forze dell'ordine per vecchi precedenti di rapina e detenzione armi risalenti agli anni '90, l'uomo che nella mattinata di ieri ha confessato tramite il suo avvocato, l'omicidio di Franco Cangini, il 48enne ucciso a colpi d'arma da fuoco martedi' 19 novembre di fronte alla sede della sua ditta di trasporto rottami in via Sabin a Seguro, frazione di settimo Milanese. Nella sparatoria era rimasto anche lievemente ferito alla spalla il figlio di Cangini, Igor, 21 anni. Secondo la ricostruzione che Rodella ha fornito ai carabinieri e al pm Letizia Mannella l'omicidio e' avvenuto al culmine di una rapina finita male.

Rodella e un complice si erano presentati presso la ditta di Cangini a bordo di un'auto, fingendo di avere del rame da rivendere. La ditta di Cangini e' separata dalla strada da un cancello elettrico: una volta dentro, il complice si e' calato un passamontagna sul volto e Rodella ha indossato una maschera da clown, poi i due hanno mostrato le armi e' dichiarato le loro intenzioni ma si sono trovati di fronte a una reazione imprevista. Cangini, uomo dalla corporatura possente che aveva gia' subito altre rapine nei mesi precedenti, si e' scagliato contro i due e ha chiuso il cancello elettrico alle loro spalle per intrappolarli, provocando la reazione dei malviventi. Rodella ha mantenuto il silenzio sull'identita' del complice, dichiarando di essere l'unico responsabile dell'omicidio. L'uomo, che abita nel novarese, ha scelto di consegnarsi ai carabinieri perche' avvertiva la pressione che si stava creando attorno al caso. Gli investigatori dovranno adesso effettuare i rilievi tecnici - come quelli sul dna della maschera da clown indossata dall'assassino e sulle immagini riprese dalla telecamera di sorveglianza - per verificare la sua confessione.

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settimo milanese







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