(IMPRESE-LAVORO.COM) A margine del convegno “Quale sicurezza dopo il D.L. 23/2026?”, promosso a Milano da CGIL Lombardia e SILP CGIL Lombardia, Valentina Cappelletti, segretaria generale della CGIL Lombardia, ha ribadito la necessità di affrontare il tema della sicurezza fuori dalla logica della paura e delle risposte simboliche. “Abbiamo voluto costruire questo confronto – ha ricordato Cappelletti – a partire da una prospettiva culturale e politica precisa: la sicurezza non può essere ridotta a paura, propaganda o risposte simboliche. Va affrontata mettendo insieme professionalità diverse, istituzioni, territori e chi ogni giorno opera sul campo. Il punto di vista delle lavoratrici e dei lavoratori della polizia è fondamentale: sono chiamati quotidianamente a tenere insieme le ragioni istituzionali della loro funzione con emergenze continue, in un contesto in cui le condizioni professionali sono sempre più difficili, anche per l’invecchiamento del personale e per la scarsa attrattività della professione. Per noi la sicurezza democratica si costruisce con politiche reali: prevenzione, inclusione sociale, servizi territoriali, condizioni di lavoro dignitose e strumenti adeguati per chi opera in divisa. Non servono norme manifesto né interventi pensati per rispondere al bisogno politico del momento. Siamo inoltre indisponibili alla criminalizzazione del dissenso sociale, oggi, domani e sempre. Il diritto a manifestare è parte della pratica democratica, politica, sociale ed economica del Paese, e va garantito in condizioni di libertà e sicurezza. La sfida è uscire dal dominio della paura e costruire risposte sostanziali, non solo simboliche, capaci di restituire fiducia nelle istituzioni e di affrontare davvero i bisogni delle persone e dei territori”.

Seguici su
