Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in Prefettura oggi a Milano insieme al capo della Polizia, Vittorio Pisani, per partecipare al Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Alla riunione erano presenti le massime cariche delle forze dell’ordine e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il vertice si è svolto a pochi giorni dal clamore suscitato dall’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne ucciso a coltellate il 26 maggio alla stazione di Milano Certosa. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle aree di transito, nelle periferie ferroviarie e nei luoghi più esposti della città.
Piantedosi: “Stazione Milano Certosa, responsabili presto alla giustizia”
Sul delitto della stazione di Certosa, Piantedosi ha parlato di “un episodio molto grave”. Il ministro ha spiegato che sull’omicidio è in corso “un lavoro importante coordinato dalla Procura. È legittimamente auspicabile che verrà portato a soluzione. È importante che gli autori vengano assicurati alla giustizia“, ha dichiarato il titolare del Viminale. Nella zona della stazione Certosa, ha aggiunto, “abbiamo rafforzato il controllo delle forze dell’ordine“. Precisando che, in quell’area, i dati complessivi indicavano un decremento dei reati: “Anche questo testimonia il fatto che episodi gravi possono succedere anche laddove nella loro generalità i fenomeni tendono a manifestare un decremento”.
Il paradosso di Milano: reati in calo ma criminalità sempre più giovane
Il ministro ha rivendicato un quadro statistico in miglioramento per Milano, pur riconoscendo la presenza di criticità specifiche. “Pur nei suoi problemi specifici e ciclici Milano è una città che vede calare enormemente e anche statisticamente la commissione dei reati“. Una tendenza registrata nel 2024 e che, secondo il ministro, i primi cinque mesi dell’anno sembrano confermare.
Il dato che preoccupa, però, riguarda il profilo degli autori dei reati. “Calano i reati, ma cala anche l’età di coloro che li commettono“, ha spiegato Piantedosi, “si registra una sempre maggiore incidenza di reati commessi da persone di età minore rispetto al passato” e anche “una incidenza della criminalità straniera” nel quadro cittadino. L’aumento dei reati commessi da minori richiede una risposta che non può limitarsi al solo piano repressivo. Il governo, ha spiegato, è impegnato sia con “l’azione delle forze dell’ordine” sia con interventi “a 360 gradi per affrontare il tema del disagio giovanile“.
Il ministro ha collegato alcuni fenomeni criminali anche ai cambiamenti sociali e alle fragilità educative: “Stiamo ponendo in campo anche delle azioni nei confronti del disagio giovanile che talvolta è dietro questi fenomeni”. Poi il riferimento ai risultati ottenuti, a livello nazionale, sul calo della dispersione scolastica. “Sono fenomeni che vanno curati – ha aggiunto – c’è una società che cambia, soprattutto in contesti come questi”.
Milano, aree di transito e movida estiva sotto osservazione
Tra le priorità discusse nel Comitato ci sono le aree di transito, le stazioni e i luoghi attraversati quotidianamente da migliaia di persone. Dopo l’omicidio di Certosa, l’attenzione su questi spazi è tornata centrale, anche perché episodi isolati ma gravissimi possono avere un forte impatto sulla percezione della sicurezza. Nel vertice è stata affrontata anche la questione della movida estiva. L’arrivo dei mesi più caldi modifica infatti abitudini, flussi e concentrazioni di persone nelle ore serali e notturne. Da qui la necessità, secondo il Viminale, di adeguare i dispositivi di controllo a “una città che cambia”, con esigenze e problemi che si trasformano.
Terrorismo e radicalizzazione online, Piantedosi: “Fenomeni insidiosissimi”
Piantedosi è intervenuto anche sul tema della radicalizzazione, dopo il recente arresto in Brianza di un giovane sospettato di terrorismo. “Questi fenomeni sono insidiosissimi perché è molto difficile individuare persone che anche da sole, come lupi solitari, in qualche modo si radicalizzano avendo un rapporto esclusivo diretto sul web che è difficilmente percepibile“, ha dichiarato. Il ministro ha però sottolineato la capacità investigativa delle forze di polizia, anche sul fronte digitale. “Le nostre forze di polizia manifestano la loro grande capacità di individuare questi casi”, ha detto, parlando di “capacità di penetrazione anche sul web” e di individuazione delle persone che si stanno radicalizzando, “soprattutto tra i giovani”. La conclusione è una linea di prudenza e vigilanza: “È un fenomeno rispetto al quale bisogna mantenere alta l’attenzione”.

