E’ polemica sul “tesserino dei trans”. Nella odierna seduta del consiglio di zona 2 di Milano è infatti in programma la discussione e votazione relativa alla mozione presentata dai consiglieri di Pd, Idv e Verdi e relativa alla “possibilità per i dipendenti comunali di avere un tesserino consono al proprio genere di elezione”. La richiesta avanzata agli assessori milanesi Pierfrancesco Majorino e Chiara Bisconti nasce sulla scia dell’analogo provvedimento già adottato a Torino.
Ma indipendentemente dall’esito che avrà tale richiesta, questa è lo spunto per le considerazioni al vetriolo di Silvia Sardone, membro della segreteria regionale di Forza Italia e consigliere di zona 2. Che afferma: “Prendo atto dell’ennesima dimostrazione delle priorità di questa amministrazione. La sinistra chiude gli occhi di fronte al degrado crescente in città e sottovaluta, colpevolmente, il bisogno di sicurezza espresso dai milanesi. Ma perde tempo per il tesserino dei trans. E’ incredibile che per Pisapia e la sua maggioranza i temi importanti su cui battersi siano esclusivamente il registro delle coppie di fatto o le trascrizioni delle nozze gay fino appunto alla questione dei tesserini dei dipendenti comunali. Sarebbe interessante andare a chiedere ai cittadini milanesi se questi argomenti sono rilevanti e urgenti nella loro scala di prorità. E intanto le cronache dei giornali segnalano episodi di criminalità crescenti, un disagio sociale allarmante in tutta la città e l’emergenza profughi gestita malissimo. Ma evidentemente per la sinistra incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini è meglio sviare l’attenzione dei cittadini, puntando tutte su iniziative ideologiche e clamorosamente secondarie”.
