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Milano
Società Expo spa indagata per violazione della legge 231

La societa' Expo spa e' indagata per la violazione della legge 231 del 2001 nell'ambito dell'indagine nella quale il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e' accusato di avere esercitato pressioni illecite per far ottenere contratti con Eupolis (Ente di ricerca regionale) e con Expo 2015 a due sue ex collaboratrici. L'ipotesi del pm, Eugenio Fusco, che coordina l'inchiesta, e' che la societa', in base alla legge sulla responsabilita' amministrativa, abbia avuto dei vantaggi nell'assegnazione del contratto a Maria Grazia Paturzo. L'iscrizione nel registro degli indagati della societa' Expo risale a qualche mese fa ma se ne e' avuta notizia soltanto mercoledì. L'accusa per Expo si spiega con la circostanza che tra gli indagati figura il dg della societa' Cristian Malangone, a carico del quale e' ipotizzato il reato di induzione indebita. La legge 231 del 2001 prevede infatti che si possa valutare un'eventuale responsabilita' della societa' per reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio da chi ricopre ruoli amministrativi.

Nell'ambito dell'indagine, nata da una 'costola' di quella su Finmeccanica condotta sempre dal pm Fusco, l'ex dg di Eupolis Alberto Brugnoli ha gia' patteggiato una pena di 8 mesi di carcere con la condizionale. Brugnoli era accusato di turbativa del bando attraverso il quale Eupolis aveva affidato il contratto a Mara Carluccio, ex collaboratrice di Maroni, anche lei indagata. Il governatore, difeso dall'avvocato Domenico Aiello da ieri membro del cda della societa', e' accusato di induzione indebita. Sono inoltre indagati il segretario generale della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, il capo segreteria del governatore, Giacomo Ciriello e, appunto, il dg della societa' Malangone. Maroni aveva ricevuto un invito a comparire nel dicembre dello scorso anno ma non si era presentato in Procura.

La Procura ha effettuato accertamenti anche su presunte pressioni relative a un viaggio a Tokyo nell'ambito del World Expo tour, tra fine maggio e i primi giorni di giugno. In quell'occasione la societa' Expo fece presente che non poteva pagare le spese del viaggio anche a un'ex collaboratrice del governatore, Maria Grazia Paturzo. Maroni, poi, decise all'ultimo momento di cambiare programma e recarsi a un altro appuntamento istituzionale a Berna e al suo posto la Regione Lombardia venne rappresentata da una delegazione guidata dal vice presidente, Mario Mantovani. L'altra parte dell'inchiesta riguarda un contratto di collaborazione con la societa' Eupolis che Maroni, attraverso il capo della sua segreteria Giacomo Ciriello (anche lui indagato), avrebbe fatto ottenere a un'altra sua ex collaboratrice, Mara Carluccio. Ora si viene a sapere che anche Expo e' finita sotto inchiesta per il ruolo che avrebbe svolto Christian Malangone. Secondo il pm, Maroni avrebbe premuto su Malangone perche' inserisse nel gruppo dei partenti per la capitale nipponica anche Paturzo. Alla fine non partirono ne' Maroni, ne' Paturzo, ma per la Procura il reato si era gia' perfezionato con le pressioni su Malangone. Durante le indagini, quest'ultimo e' stato a lungo interrogato dal pm per ricostruire cosa accadde tra il 28 e il 29 giugno. L'iscrizione della societa' e' un 'atto dovuto': alla Procura occorrera' poi dimostrare, in sede di un eventuale processo, quale vantaggio abbia ricavato Expo 2015 dall'assegnazione del contratto a Paturzo e dalla vicenda relativa al viaggio in Giappone.

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