Il pm Fabio Roia ad Affari: “Stavo convalidando degli arresti al momento degli spari. Gravissimo che sia riuscito a entrare armato e a uscire. E’ stato preso a 30 km,poteva uccidere ancora. Sicurezza? In Italia si interviene solo a tragedia avvenuta”. L’INTERVISTA
di Lorenzo Lamperti
Fabio Roia è un ex membro del Csm e ora pm alla Procura di Milano. Si trovava all’interno del Tribunale quando sono stati esplosi gli spari nell’aula del terzo piano.
Che cosa è successo?
Io mi trovavo al pianterreno e stavo convalidando degli arresti. Non appena ho sentito degli spari ho messo i detenuti in sicurezza. Personalmente comunque non ho visto l’attentatore o altro visto che mi trovavo, come detto, al piano terra.
Come è possibile che l’attentatore sia potuto entrare in Tribunale armato senza che nessuno lo fermasse?
E’ una cosa gravissima e inspiegabile. Ma oltre al fatto che sia riuscito a entrare è altrettanto grave che sia riuscito a uscire. L’attentatore, nonostante tutto, è infatti riuscito a scappare dal Tribunale ed è stato arrestato solamente a 30 chilometri di distanza da Milano. Questo significa che avrebbe potuto sparare anche ad altre persone lungo il suo tragitto e all’esterno del Palazzo di Giustizia.
Qual è l’elemento più inquietante, il fatto che sia riuscito a entrare oppure che sia riuscito a uscire?
E’ tutta la dinamica della vicenda a essere inquietante perché investe in pieno un luogo che dovrebbe essere il tempio inviolabile della sicurezza, della legalità e della giustizia. Questo è un fatto devastante, è come essere colpiti dentro al cuore. E poi c’è la drammaticità di queste morti… Sconvolgente, davvero sconvolgente.
E’ normale che in aula si trovassero solo guardie giurate?
L’accesso è curato da un istituto di vigilanza e la presenza delle forze dell’ordine è obbligatoria solo quando in aula ci sono imputati arrestati e non credo questo fosse il caso visto che si trattava di un pcorsso per bancarotta fraudolenta.
Lei che frequenta da anni il Tribunale di Milano ha mai avuto la percezione di non essere sicuro al suo interno?
No, non ho mai avuto questa percezione. Mi sono sempre sentito sicuro, ma il problema è che qui in Italia i problemi ce li si pone solo quando accadono. Si interviene sempre a tragedia avvenuta, non si pensa mai ad affrontare la questione a monte.

