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Milano

di Sara Valmaggi, vicepresidente del Consiglio regionale

La nostra decisione di non partecipare al voto della mozione sull’utilizzo del metodo Stamina non è stata dettata dalla volontà “pilatesca di lavarsene le mani” ma da una precisa presa di posizione, consapevolmente maturata nell’ultima settimana. Il non partecipare al voto è una posizione politica precisa e non equivale in alcun modo all’astensione. Martedì scorso, 15 ottobre, alcuni componenti della Commissione Sanità e l’assessore Mantovani hanno incontrato i famigliari dei bambini interessati al metodo Stamina. Nell’incontro Mantovani ha tentato di scaricare sul Consiglio le proprie responsabilità e di far assumere all’aula decisioni che avrebbe potuto prendere in totale autonomia. Due le soluzioni proposte, entrambe non condivisibili e non praticabili: da una parte dare garanzia di prosecuzione in altre strutture regionali e extraregionali dei trattamenti già avviati agli Spedali civili di Brescia, soluzione impraticabile perchè la competenza in materia è dei Comitati etici degli ospedali. Dall’altra far assumere la responsabilità del rischio ai pazienti tramite il “consenso informato”, anche questa impraticabile perché, oltre che in contrasto con la legge nazionale in materia in caso di trattamenti pericolosi, è anch’essa di competenza dei Comitati etici. Soluzioni non percorribili dunque quelle prospettate da Mantovani, tanto che non hanno potute nemmeno essere inserite nella mozione votata in aula. Il documento elaborato, non senza un’accesa discussione interna alla maggioranza, è ben diverso da quello annunciato la settimana scorsa e non fa altro che complicare pericolosamente un quadro già di per se confuso. Ecco dunque perché non abbiamo partecipato al voto: perché non condividiamo in nessun modo il merito e il metodo delle proposte avanzate da Mantovani prima e dalla maggioranza poi. Siamo convinti che la confusione gettata sulle tragedie famigliari non fa bene a nessuno. E’ una semplice presa in giro delle persone che soffrono. Non si cavalca la sofferenza per trarne consenso. La politica ha i suoi limiti e la coscienza impone di accettarli. Non spetta a noi decidere sul valore delle sperimentazioni ma alla comunità scientifica. E sul metodo stamina la bocciatura è stata unanime e senza appello. Il Comitato di esperti nominato dal Ministero della Salute non solo ne ha sancito l’inefficacia ma ne ha evidenziato “potenziali rischi” per i pazienti, come si evince dai documenti pubblicati sul sito del Ministero stesso. A noi spetta accettarne il responso con umiltà. Avremmo preferito poter dare un’occasione di speranza, ma in tutta coscienza non abbiamo potuto farlo.

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