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Milano
Strage in tribunale, Giardiello non risponde alle domande

L'autore della strage al tribunale di Milano, Claudio Giardiello, si e' avvalso della facolta' di non rispondere. Lo ha riferito il suo legale, Nadia Savoca, uscendo dal carcere di Monza, dove si e' tenuto l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, Patrizia Gallucci e al pm, Franca Macchia. Il legale ha poi riferito che Giardiello "e' ancora in stato confusionale, non e' stata disposta nessuna perizia psichiatrica ne' prima ne' ora, ma e' stata fatta una valutazione medica", dopo il malore avuto sabato scorso che ha impedito l'interrogatorio di garanzia. Il gip del tribunale di Monza, Patrizia Gallucci, gia' sabato scorso aveva confermato l'ordinanza di arresto ed emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giardiello. Il gip, dopo l'interrogatorio di garanzia, spedira' gli atti a Brescia, che e' la Procura competente a indagare sulla strage al tribunale di Milano.

L'autopsia svoltasi lunedì mattina all'Istituto di Medicina Legale del capoluogo lombardo sui corpi di Fernando Ciampi, Lorenzo Claris Appiani e Giorgio Erba ha svelato che furono otto i colpi esplosi dal killer con la sua Beretta giovedì scorso nel Palazzo di Giustizia di Milano. Nell'aula della seconda sezione penale, dov'era in corso il processo a suo carico per bancarotta, Giardiello esplose due colpi, di cui uno a vuoto, all'indirizzo del giovane avvocato Claris Appiani, uno contro Erba e un altro verso Davide Limongelli, che restera'  ferito. Altri due colpi colpirono sulle scale tra il secondo e il terzo piano Stefano Verna. Infine, altri due colpi furono 'riservati' al giudice Ciampi, nella sua stanza.

Intanto, all'assemblea dei lavoratori del Palazzo di Giustizia di Milano convocata dopo la strage, il Presidente facente funzione del Tribunale di Milano, Roberto Bichi, ha chiesto che vengano garantiti dei "presidi di sicurezza" anche in occasione delle udienze che si svolgono davanti ai giudici civili. All'incontro, al quale hanno partecipato una quarantina di lavoratori del Palazzo, e' intervenuto anche il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati, il quale ha comunicato che "il Comando Provinciale dei Carabinieri ha messo a disposizione forze ulteriori per garantire la sicurezza", mentre "i controlli agli ingressi in questi giorni si sono fatti piu' severi". Il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni Canzio, ha detto di attendere "risposte sulla sicurezza dalla riunione che si svolgera' al ministero della Giustizia a cui parteciperanno tutti i procuratori generali delle Corti D'Appello".

Anche Canzio, come Bruti Liberati, ha voluto sottolineare "la sobrieta' e il comportamento adeguato tenuto dai lavoratori durante lo svolgersi dei tragici eventi" e il fatto che "non c'e' stato nessun caos o panico in quei momenti". I lavoratori che si sono succeduti sul palco hanno tuttavia evidenziato "l'assenza di un piano di evacuazione" in caso di emergenza. I dipendenti del Palazzo di Giustizia chiedono "un incontro urgente con il presidente del Tribunale e con il prefetto per misure urgenti in tema di sicurezza". Il rappresentante della Funzione Pubblica della Cgil, Natale Cremonesi, ha rilevato che potrebbe essere utile ricorrere a "tornelli e badge elettronici per controlli piu' seri". Prima che iniziasse l'assemblea, i dipendenti hanno osservato un minuto di silenzio in ricordo delle tre vittime della strage. Per l'ex magistrato Gian Carlo Caselli "bisogna individuare possibili soluzioni" per garantire la sicurezza nei palazzi di giustizia e poi, "pero', confrontarsi con la disponibilita' di mezzi e risorse".

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