Abdel Majid e’ “in condizioni fisiche gravemente compromesse” ed e’ “incapace di riconoscere le persone”. A scriverlo, in un comunicato, sono i legali del giovane marocchino che si trova nel Cie di Torino, in attesa della sua espulsione in Marocco disposta dalla Prefettura di Milano, dopo che la Corte d’Appello ha stabilito che non puo’ essere estradato in Tunisia perche’ rischia di essere condannato a morte in relazione all’attentato del Bardo dello scorso marzo.
Gli avvocati Silvia Fiorentino e Guido Savio, scrivono nella nota, dopo aver visitato il giovane al Cie in giornata: “Abbiamo constatato che le sue condizioni fisiche e soprattutto psichiche sono gravemente compromesse: lo sguardo e’ perso nel vuoto, e’ incapace di riconoscere le persone – come l’avvocato Fiorentino che l’ha assistito in tutta la procedura finalizzata all’estradizione – e nemmeno la madre la cui voce non ha riconosciuto telefonicamente. Continua a ripetere di essere innocente mostrando di non comprendere la situazione in cui si trova, ha difficolta’ enormi ad esprimersi in arabo, nonostante l’alternarsi di due interpreti, di cui una di nazionalita’ marocchina, in una parola ci e’ stato impossibile dialogare con lui”.
