Nel pieno centro di Milano, al civico 14 di Corso Matteotti, da anni un intero palazzo di quattromila metri quadrati resta nascosto dietro le impalcature. Dove avrebbe dovuto sorgere il prestigioso The Core Club, simbolo di un nuovo lusso esclusivo in città, oggi ci sono invece un cantiere immobile e un futuro sempre più incerto. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il gestore degli spazi ritiene ormai risolto il contratto per inadempienza e sarebbe pronto ad affidare l’immobile a un’agenzia per una nuova locazione.
Attorno al progetto si erano raccolti circa settecento soci, molti dei quali appartenenti al mondo dell’imprenditoria e dell’alta finanza, attratti dalla promessa di eventi riservati, servizi esclusivi e relazioni internazionali. Le sole quote d’ingresso avrebbero già superato i 10 milioni di euro, con importi compresi tra i 10mila e i 50mila euro per ciascun aderente. A queste si sarebbero dovute aggiungere quote annuali tra i 18mila e i 30mila euro dopo l’apertura del club, mai avvenuta. Ora diversi membri starebbero valutando un’azione legale collettiva per recuperare le somme versate.
La complessa vicenda contrattuale e immobiliare dell’edificio
La proprietà dell’edificio fa capo alla Provincia Veneta dell’Ordine dei Servi di Maria, legata alla Curia milanese. Nel 2019 l’immobile era stato concesso in locazione alla società Core Milan con un contratto commerciale di lungo periodo, fino a quarant’anni. Il progetto prevedeva la nascita di un club internazionale con ristoranti, bar, terrazze panoramiche, spazi culturali, sale riunioni e aree fitness. L’apertura inizialmente era stata annunciata entro il 2022, ma i lavori hanno accumulato ritardi fino a fermarsi del tutto.
Nel 2025 è entrata in scena Reinvest, società italiana che avrebbe rilevato Core Matteotti per rilanciare il progetto insieme alla statunitense Core LLC. Il nuovo accordo prevedeva una sublocazione di lunga durata a favore di Core Milan, ma secondo Reinvest le garanzie finanziarie richieste, superiori ai 10 milioni di euro, non sarebbero mai arrivate entro i termini stabiliti. Per questo la società considera il contratto decaduto per inadempienza, aprendo un nuovo fronte di scontro tra le parti.
Dalla controparte americana, però, respingono ogni accusa. Core LLC sostiene di aver già investito oltre 10 milioni di euro nel progetto milanese, tra costi di progettazione, pratiche amministrative e servizi dedicati ai soci. La società conferma inoltre che il contratto sarebbe ancora valido e che l’apertura del club verrebbe ora spostata alla primavera del 2027. Nel frattempo, però, dietro le impalcature di Corso Matteotti restano soltanto un cantiere incompiuto e una disputa che rischia di finire in tribunale.

