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Tony Boy lascia il carcere: la gip dispone i domiciliari dai genitori ed esclude spaccio

Respinta la richiesta di carcere della pm. Per i concerti già in calendario servirà il via libera del giudice

Tony Boy lascia il carcere: la gip dispone i domiciliari dai genitori ed esclude spaccio
Tony Boy

Fuori da San Vittore, ma agli arresti domiciliari nell’abitazione dei genitori. Il trapper padovano Antonio Hueber, 26 anni, noto come Tony Boy, lascia il carcere milanese e torna in provincia di Padova. Lo ha deciso la gip di Milano Chiara Valori, che ha respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla pm Sara Ombra. Per la giudice resta in piedi l’accusa legata alla detenzione della pistola con matricola abrasa, mentre non regge l’ipotesi di spaccio di droga.

“Un’arma clandestina non si compra al mercato”

Il passaggio più duro dell’ordinanza riguarda le frequentazioni del cantante. Pur essendo incensurato, per la giudice “è del tutto evidente che egli è in contatto con ambienti criminali di spessore“, i soli in cui “è possibile acquistare un’arma clandestina“. È il ragionamento che tiene in piedi l’esigenza cautelare: non un precedente penale, ma la rete di relazioni necessaria per procurarsi una Beretta con il numero di serie cancellato.

Domiciliari dai genitori: “Un contesto protetto e controllato”

La gip riconosce quindi un rischio di recidiva, anche rispetto a “gravi delitti con uso di armi”, ma ritiene che possa essere contenuto senza la permanenza in carcere. Da qui la scelta degli arresti domiciliari nella casa dei genitori, considerata “un contesto maggiormente protetto e controllato”. Valori non ritiene necessario neppure il braccialetto elettronico.

Respinta l’accusa di spaccio

Sull’ipotesi di cessione di stupefacenti l’ordinanza smonta la tesi dell’accusa. I quantitativi rinvenuti nella villetta di Milano, circa quattro grammi di cocaina, otto di hashish e uno di marijuana, sono considerati compatibili con il consumo personale. Una conclusione in linea con quanto sostenuto dal difensore Niccolò Vecchioni, che aveva documentato una dipendenza da più sostanze e l’assunzione di psicofarmaci.

Per ogni concerto servirà il via libera del giudice

La misura cautelare si applica nonostante gli impegni professionali già in calendario. Sul punto l’ordinanza è chiara: “gli impegni lavorativi” del cantante “non paiono rappresentare una circostanza idonea ad impedire l’applicazione della misura”. La possibilità di esibirsi, però, non è esclusa in assoluto. La gip precisa che in seguito “potranno essere valutate le necessarie autorizzazioni” sulla base di richieste specifiche presentate dalla difesa. Ogni eventuale concerto dovrà quindi ottenere un’autorizzazione giudiziaria valutata caso per caso.

Hueber resta indagato anche per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e presunto trattamento illecito di dati in relazione alla diretta social realizzata durante la perquisizione. Per tutte le accuse vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.