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Milano
Trasporti dializzati, maxi-truffa a Brescia: 32 denunciati

Al termine di una complessa indagine nel settore della spesa sanitaria, coordinata dalla Procura di Brescia, i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno eseguito dei decreti di perquisizione nei confronti di 2 amministratori pubblici e di 11 dipendenti dell'Asl di Brescia, di 23 associazioni e 1 società che svolgono, in convenzione, il servizio di trasporto pazienti nefropatici sottoposti a trattamento di dialisi.

Le associazioni e le società in questione, avrebbero posto in essere una truffa ai danni dell'Asl di Brescia, chiedendo, negli anni 2011, 2012 e 2013, rimborsi per quasi 1,5 milioni di euro non spettanti attraverso la presentazione di documentazione falsa che attestava più di 2 milioni di chilometri mai percorsi. Sono state innanzitutto esaminate le due convenzioni che regolavano il rapporto tra l'Asl e associazioni e società: quella in vigore dal 2011 al marzo 2013 e quella dall'aprile 2013 ad oggi. Nella prima sono stabiliti i rimborsifissi per trasporti urbani, maggiorati di una quota, che varia a seconda delle distanze percorse, per quelli extraurbani.

La seconda, oltre che adeguare economicamente i rimborsi per i trasporti nel comune di Brescia, nei comuni entro un raggio di 15 chilometri e per i trasporti extraurbani, viene prevista una nuova tipologia di trasporto rimborsabile, quella con autovetture o automezzi atti al trasporto di persone disabili. L'esame delle convenzioni stipulate dall'Asl con le associazioni e la società di trasporto ha fatto emergere l'applicazione di criteri di rimborso più costosi rispetto a quelli stabiliti dalla Regione Lombardia. Inoltre, le indagini condotte hanno accertato che i rimborsi, sostengono gli inquirenti, venivano richiesti calcolando ciascun trasporto a partire dalla sede dell'associazione o della società e non, come previsto dalla convenzione, dalla dimora del paziente fino al centro dialisi più vicino.

Richieste venivano fatte anche presentando una documentazione che attestava, per ciascun paziente, un numero di dialisi superiore a quello certificato dal relativo centro dialisi; per trasporti extraurbani 'falsi' per i quali la convenzione prevede dei rimborsi più elevati; conteggiando trasporti singoli invece che trasporti di più persone con lo stesso mezzo, caso in cui la tariffa è dimezzata.

Al termine delle indagini sono stati denunciati 2 amministratori pubblici, per abuso d'ufficio, 30 legali rappresentati delle associazioni e/o società che hanno nel tempo svolto, in convenzione con l'Asl il servizio di trasporto per truffa e falsità ideologica. I militari della Guardia di Finanza hanno, inoltre, eseguito un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, delle disponibilità finanziarie e dei beni mobili e immobili riconducibili alle associazioni e alla società coinvolta e ai loro rappresentanti legali,fino a 1,5 milioni di euro circa. E' stata contestata, inoltre, in capo alle 23 associazioni ed alla società, la responsabilità per gli illeciti amministrativi dipendenti dal reato, in quanto la truffa ai danni del Servizio sanitario regionale è stata posta in essere a vantaggio dei predetti enti dai relativi rappresentanti legali.

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