di Fabio Massa
Ormai è questione di ore. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, l’era di Norberto Achille e di Luigi Legnani è finita. In Trenord e in Ferrovie Nord Milano (che è la controllante di Trenord, insieme a Trenitalia) Maroni sta per varare la rivoluzione definitiva. Complici i dati sui ritardi (come scritto da Affari, il tasso di puntualità è costantemente sceso fino a far lanciare un allarme molto esplicito all’assessore regionale competente, Maurizio Del Tenno), il numero uno della Regione ha deciso di ingranare la marcia e azzerare tutti i vertici. Anche perché affrontare il tema della fusione senza aver messo nelle migliori condizioni l’azienda – questo il senso di quanto si sarebbero detti l’assessore Garavaglia e il presidente Maroni – sarebbe un vero e proprio suicidio. In più, la freddezza dell’attuale management sulla fusione ha fatto il resto. Maroni vuole la svolta, e l’avrà. Anche perché il riassetto societario vedrà un amministratore delegato con grandissimi poteri: sarà, esattamente come ai tempi di Giuseppe Biesuz, da una parte direttore generale di Fnm, e dall’altra capoazienda di Trenord. Chi sarà? Nome scontato: fin dall’inizio il progetto fusione e il progetto efficientemento, che a questo punto è balzato in testa alle priorità di Maroni, è stato seguito da Giuseppe Bonomi, ex numero uno di Sea. La presidenza toccherà quindi o a Forza Italia o a Nuovo Centrodestra. Per quanto riguarda Trenord, invece, i patti impongono che sia Trenitalia a scegliere, quindi la partita non si aprirà neppure.
@FabioAMassa
