A- A+
Milano
Tribunale di Milano, il grido dei magistrati: "Non lasciateci soli"

"I magistrati non possono essere lasciati soli". A difendere la magistratura dopo la strage di giovedì in tribunale a Milano e' il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, intervenuto all'assemblea dell'Anm a Milano. "Legnini ha espresso "un ringraziamento vero" alla magistratura milanese "che insieme alle istituzioni, ai cittadini, hanno dato una risposta ferma, addolorata e costernata ma serena. Questa e' Milano e ci rappresenta tutti, rappresenta il nostro Paese". Legnini ha quindi espresso "vicinanza e cordoglio per il dolore dei familiari della vittime: un giudice, Fernando Ciampi, che da ieri rappresenta tutti i magistrati italiani che fanno il loro dovere e che spesso sfuggono all'attenzione della pubblica opinione. L'avvocato, Claris Appiani che simboleggia una nuova generazione di avvocati che danno un contributo fondamentale alla giustizia e Giorgio Erba che con disciplina partecipava all'udienza di ieri". Si terra' giovedì prossimo la riunione tra il guardasigilli Andrea Orlando e i procuratori generali competenti sulla sicurezza nei tribunali. L'intenzione di convocare i pg era stata annunciata giovedì dal ministro della Giustizia nel corso della conferenza stampa a Milano dopo la sparatoria avvenuta in tribunale.

LA MAMMA DI LORENZO - L'avvocato Lorenzo Claris Appiani "e' morto perche' non e' stato una marionetta" in mano al suo cliente. Cosi' lo ha ricordato la mamma, Alberta Brambilla Pisoni, che e' intervenuta all'assemblea convocata dall'Anm nell'aula magna del palazzo di giustizia di Milano, dopo la strage di giovedì. "Sono la mamma di Lorenzo e Francesca, avvocato e giudice - ha esordito la donna, di fronte alla vasta e commossa platea - chi piu' di me puo' sentire la necessita' che questi due mondi stiano insieme. Mia figlia e' giudice fallimentare a Pavia, come lo e' stato Ciampi per molti anni. Anche lei rischia come lui, ma oggi e' morto mio figlio.  Brambilla Pisoni, anche lei avvocato, ha rievocato il momento del giuramento del figlio. "Quando era venuto Lorenzo a giurare, il discorso di accoglienza lo fece l'avvocato Biagi, il quale diceva "voi non dovete fare i ventriloqui, dovete avere la vostra testa e non dovete essere delle marionette, dovete fare quello che e' giusto per il cliente... Mi diceva sempre: 'Sai che il nostro giuramento e' il piu' bello di tutti, e' la cosa piu' bella', quando la formula richiama alla consapevolezza della funzione sociale dell'avvocato". Un lunghissimo applauso ha quindi sottolineato il ricordo di Lorenzo Claris Appiani da parte del presidente dell'Ordine degli avvocati, Remo Danovi, che è stato interroto piu' volte dagli applausi di avvocati, magistrati e operatori della giustizia che hanno affollato l'aula magna. Molti di loro sono apparsi particolarmente commossi. Un ricordo di Claris Appiani e' stato offerto anche dall'ex presidente della camera penale milanese, l'avvocato Vinicio Nardo: "Lorenzo era un figlio d'arte, ma ha deciso di dedicarsi alla professione non per questo, ma per la passione che aveva e per la competenza che di lui tutti apprezzavano. Si e' trovato ad essere solo, l'avvocato e' solo col suo cliente che ha le sue insoddisfazioni. Stamattina, ho provato un po' di disagio perche' entravo con il papa' e la mamma di Lorenzo proprio qui, dove si stava concludendo il giuramento dei giovani avvocati".

IL RICORDO DEL GIUDICE CIAMPI - Marina Tavassi, il 'capo' di Ferdinando Ciampi, il giudice morto ieri sotto i colpi della Beretta impugnata da Claudio Giardiello, ha sottolineato le sue virtu' morali di uomo che "nonostante la vita non gli avesse risparmiato delle difficolta' fisiche, e' stato in grado di superarle con determinazione". "Oggi ci si chiede se siamo preoccupati - ha detto Tavassi, che e' presidente della sezione 'imprese' del tribunale in cui lavorava Ciampi - ma non abbiamo paura o forse solo un po', ma non la daremo a vedere come faceva Ferdinando e continueremo il nostro lavoro come se lui fosse ancora tra noi. Era disponibile al dialogo coi colleghi piu' giovani. Nel suo caso parlare di giudice anziano e' dissonante, perche' era un settantenne giovane pieno di entusiasmo ed energia, capace di darci forti motivazioni". Un'altra collega di Ciampi, ha rievocato il suo ultimo incontro con lui, prima che Giardiello irrompesse nella stanza dove ha freddato il magistrato con due colpi: "Eravamo insieme in camera di consiglio, dove con lui nulla era scontato. Le ultime parole che mi ha detto erano riferite alle cause che avremo dovuto preparare per la settimana prossima. Ora dovremo pensare a lui e al lavoro che ci aspetta, ritornare in camera di consiglio, dove lui non c'e' ma sara' con noi, piu' presente che mai".

"NON VOGLIAMO PONTI LEVATOI" - "Noi non ci sentiamo una fortezza assediata, non vogliamo alzare ponti levatoi ma continuare a essere aperti alla cultura, agli studenti, ai cittadini". E' l'esortazione lanciata dal presidente della corte d'appello di Milano, Govanni Canzio, nel suo intervento all'assemblea. Oggi e' tempo di guardare avanti e superare il rischio piu' grande, quello della solitudine della giurisdizione. Le tre persona cadute ieri sotto la furia omicida di Claudio Giardiello "hanno un valore drammaticamente simbolico della solitudine in cui e' lasciata la giustizia, che comprende magistrati, avvocati e i cittadini che entrano tutti i giorni nei tribunali". Lo ha detto il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli. Oggi tutti i magistrati e gli avvocati d'Italia sono a Milano, siamo sgomenti per la violenza che colpisce un palazzo che e' l'antitesi della violenza". Sabelli ha sottolineato che sul tema della giustizia "si raccolgono troppe tensioni" e, per questo, ha chiesto "rispetto verso la giustizia che e' la pre condizione per contenere la rabbia". "Bisogna ripartire da zero - ha aggiunto - sulla giustizia, sul ruolo dei magistrati e degli avvocati, che hanno bisogno della fiducia delle istituzioni per avere i mezzi, la forza e la capacita' di dare risposte alle tensioni".

GIARDIELLO INTERROGATO SABATO - Claudio Giardiello, l'autore della strage, sarà interrogato già sabato 11 aprile alle 9,30 nel carcere di San Quirico di Monza e non lunedi'. L'uomo sara' ascoltato dal gip Patrizia Gallucci, che ha ricevuto dal pubblico ministero, Franca Macchia, la richiesta di convalida dell'arresto. Nel verbale redatto al momento dell'arresto, la ricostruzione dei fatti da parte dell'uomo: "Sono uscito tranquillamente dal tribunale", passando attraverso il varco riservato agli avvocati senza mostrare alcun tesserino. All'ingresso, "quando ho superato il varco ho pensato: se mi fanno passare con la pistola, lo faccio". Quindi, una volta uscito dal Palazzo di Giustizia, si è "fermato a Vimercate per prendere un caffè e fumare una sigaretta". Avrebbe aggiunto: "Meno male che mi avete fermato, stavo andando ad uccidere un altro coimputato nella vicenda che non era in tribunale". Nell'abitazione di Claudio Giardiello non e' stato trovato alcun falso tesserino da avvocato ma gli investigatori hanno sequestrato alcuni tesserini simili a quelli dei legali che potrebbe avere mostrato per entrare nel palazzo di giustizia di Milano ingannando la vigilanza. E' quanto emerge dalle indagini coordinate dalla procura di Milano e da quella di Brescia.

PREOCCUPAZIONE PER EXPO - Nessun rilievo penale emerge al momento dai primi accertamenti degli inquirenti sul sistema di sicurezza del Tribunale. Ma la scoperta che la società di sorveglianza del Palazzo di Giustizia è la stessa alla guida della rete di imprese che si è aggiudicata l'apalto per la sicurezza privata del sito di Expo sta suscitando parecchie perplessità e polemiche politiche. "Mi sento tranquillo - ha commentato il governatore della Regione Roberto Maroni - ma mi auguro che, soprattutto in vista di Expo dove i rischi aumentano, si faccia tutto quello che serve per garantire la sicurezza dei cittadini, il governo deve garantire le risorse promesse". Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia): "Se questa è la sicurezza garantita nel tribunale di a Milano, non voglio pensare a Expo". Ed anche da sinistra si levano voci preoccupate. Così Daniele Farina, deputato Sel: "Rimane l'inquietudine sull'efficacia delle misure previste dal Governo in vista di Expo".

Tags:
tribunale di milanostrageanmcsmgiovanni legninifernando ciampiclaris appianiandrea orlandi







A2A
A2A
i blog di affari
Luoghi dell’anima: le “piccole case” di Bruno Messina
di Mariangela Turchiarulo
FSBA: ANNULLATE LE SENTENZE DEL TAR DEL LAZIO
Green pass, non l’avete capito? Non serve a controllare il virus, ma voi
L'OPINIONE di Diego Fusaro


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.