Non sarebbe stato un incidente a provocare la morte di Rosalba Persico, l’83enne disabile rimasta intrappolata nell’incendio del suo appartamento in via Bottoni 16, nel quartiere Vigentino a Milano. Le tracce di benzina individuate nell’abitazione hanno rafforzato la pista del rogo doloso, aprendo nuovi scenari investigativi su una tragedia che, fin dalle prime ore, aveva sollevato sospetti tra gli abitanti del condominio. L’attenzione della polizia si concentra su un vicino di casa, un uomo di 52 anni con precedenti e già segnalato dai residenti per comportamenti violenti. La sua eventuale responsabilità resta però da dimostrare: al momento non risultano provvedimenti nei suoi confronti.
Si concretizza l’ipotesi del rogo doloso
La svolta è arrivata martedì 27 ottobre, a poco più di ventiquattr’ore dall’incendio che ha devastato il bilocale al secondo piano dello stabile di edilizia popolare gestito da MM. Gli specialisti dei vigili del fuoco hanno individuato tracce di liquido accelerante nei pressi dell’ingresso e nella zona giorno dell’abitazione, elementi che indicano un’origine intenzionale delle fiamme.
Gli accertamenti tecnici, condotti con il supporto del Nucleo investigativo antincendi, sono ormai in fase avanzata. La relazione conclusiva sarà trasmessa all’autorità giudiziaria, mentre la Squadra Mobile di Milano prosegue le verifiche per ricostruire la sequenza degli eventi e individuare chi possa aver appiccato il fuoco. La presenza della sostanza infiammabile rappresenta un elemento significativo, ma rimangono da chiarire le modalità esatte dell’innesco e le eventuali responsabilità penali.
La vittima intrappolata tra le fiamme
Un dettaglio delle abitudini della vittima potrebbe rivelarsi decisivo per comprendere quanto accaduto. Rosalba Persico, che aveva gravi difficoltà motorie, lasciava spesso la porta di casa aperta o socchiusa, permettendo ai vicini di entrare in caso di necessità. Secondo l’ipotesi investigativa, chi ha provocato l’incendio potrebbe aver sfruttato proprio questa circostanza per introdurre il liquido infiammabile e dare fuoco all’appartamento. La donna si trovava all’interno dell’abitazione quando il rogo si è sviluppato rapidamente, senza lasciarle la possibilità di raggiungere una via di fuga.
L’incendio, divampato poco prima delle 13, ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e l’evacuazione dei residenti. Sette persone sono rimaste intossicate dal fumo, mentre i danni provocati dalle fiamme hanno compromesso l’agibilità dello stabile, costringendo alcuni condomini a trovare una sistemazione temporanea.
I sospetti sul vicino e le precedenti segnalazioni dei condomini
Le testimonianze raccolte dagli investigatori hanno indirizzato l’attenzione su un residente di 52 anni che abita al piano superiore rispetto all’appartamento della vittima. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è sottoposto alla misura della sorveglianza speciale dopo un’aggressione al fratello e risulta coinvolto in precedenti episodi di violenza familiare.
Diversi inquilini avevano presentato segnalazioni nei suoi confronti, denunciando minacce e comportamenti aggressivi. Secondo quanto riferito dai residenti, il 52enne avrebbe più volte manifestato l’intenzione di incendiare il condominio.
A rendere ancora più delicato il contesto è un precedente rogo verificatosi nello stesso edificio l’11 ottobre, sul quale stanno indagando gli agenti del Commissariato Scalo Romana. Anche in quell’occasione erano emersi sospetti nei confronti dell’uomo, senza che fosse possibile accertarne il coinvolgimento. L’assenza di immagini di videosorveglianza e di prove dirette rappresenta uno degli ostacoli nell’attività investigativa. Le dichiarazioni dei condomini sono ora oggetto di verifica, ma non costituiscono, da sole, elementi sufficienti per attribuire al 52enne la responsabilità dell’incendio mortale.
Il 52enne ascoltato in Questura, poi la minaccia di suicidio e il ricovero
Subito dopo l’incendio, il vicino indicato dai residenti come possibile responsabile è stato accompagnato in Questura e ascoltato a lungo dagli agenti. Non essendo emersi riscontri decisivi a suo carico, è stato successivamente lasciato libero. A causa dell’inagibilità del condominio, l’uomo ha trascorso alcune ore in una struttura alberghiera insieme alla madre e al fratello. Nelle ore successive, però, è tornato in via Bottoni, dove la situazione è nuovamente precipitata.
In evidente stato di agitazione, il 52enne ha contattato il 112 minacciando di togliersi la vita. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti e i sanitari del 118, che lo hanno soccorso e trasportato in codice giallo all’ospedale San Paolo di Milano, per una valutazione psichiatrica.
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