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Urbanistica Milano, sequestrato il cantiere di un hotel in pieno centro. Il gip: “Comune inerte”

Ci sono 39 indagati, la decisione del gip: “Area sottratta alla città”. Nel mirino una presunta lottizzazione abusiva su un sito archeologico

Urbanistica Milano, sequestrato il cantiere di un hotel in pieno centro. Il gip: “Comune inerte”
(foto di repertorio)

Nuovo capitolo nelle inchieste sull’urbanistica milanese. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha eseguito il sequestro dell’area di cantiere in via Zecca Vecchia, nel cuore della città, dove era in corso la realizzazione di un hotel da 199 stanze. Il provvedimento è stato disposto dal gip Mattia Fiorentini nell’ambito di un’indagine coordinata dalla pm Marina Petruzzella.

Il gip: “Inerzia del Comune su un’area di valore pubblico”

Nel decreto di sequestro il giudice punta il dito anche contro Palazzo Marino. Secondo il gip, il Comune “con la sua inerzia” avrebbe consentito alle imprese di occupare un’area che i Piani di governo del territorio destinavano al recupero come spazio aperto per la fruizione pubblica. Un’area ritenuta di particolare rilievo “per la monumentalità e importanza archeologica e storica”, che sarebbe stata così sottratta alla collettività.

Le accuse sono di lottizzazione abusiva e atti falsi

L’inchiesta coinvolge 39 indagati tra imprenditori, tecnici ed ex dirigenti e funzionari comunali. Le ipotesi di reato vanno dalla lottizzazione abusiva al falso. Tra i nomi compare anche Giovanni Oggioni, già arrestato nel marzo dello scorso anno in un altro filone per corruzione.

Secondo gli inquirenti, sull’area di oltre 3mila metri quadrati, dove si troverebbe un importante sito del demanio archeologico – identificato come il foro della città romana antica – sarebbe stata portata avanti una operazione edilizia illegittima. Attraverso una serie di atti ritenuti falsi e aggirando il necessario piano attuativo, si sarebbe arrivati alla progettazione dell’albergo, mai realizzato, violando anche i limiti edificatori.

Tra gli altri indagati figurano anche l’architetto Marco Cerri e gli ex dirigenti comunali Franco Zinna, Andrea Viaroli e Simona Collarini. Coinvolti inoltre ex componenti ed ex presidenti della Commissione paesaggio, tra cui Alessandro Scandurra e Giuseppe Marinoni, già citati in altri filoni investigativi. Indagati anche il legale rappresentante della società Cha Thorr srl e un notaio.

La convenzione “palesemente illegittima” e la “assenza di trasparenza”

L’operazione immobiliare contestata si sarebbe consolidata con la firma di una convenzione nell’agosto 2023, con l’avallo della Commissione paesaggio. Tuttavia, secondo quanto emerge dagli atti, quella convenzione sarebbe “palesemente illegittima”, circostanza riconosciuta anche da dirigenti comunali ascoltati dagli inquirenti. Nonostante ciò, le imprese coinvolte avrebbero continuato a presidiare l’area e a inviare richieste al Comune per ottenere i permessi di costruire “alle loro condizioni”, in un contesto descritto come di stallo.

Nel provvedimento si parla di “assenza di trasparenza” e dell’“arrabattarsi dei pubblici ufficiali” di fronte a “condizionamenti indebiti”. Gli uffici comunali, secondo il gip, si sarebbero trincerati in una “colpevole inerzia” senza annullare la convenzione. Da qui la decisione di disporre il sequestro dell’area per bloccare una situazione ritenuta illegittima.