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Via Solferino e il silenzio deciso di Pisapia. Inside

di Fabio Massa

Da via Solferino la voce che si leva è sempre la stessa. Perché Giuliano Pisapia non si compra l’immobile del Corriere della Sera al posto del fondo Blackstone? L’idea è che quei 10,3 milioni di affitto potrebbero essere un buon introito per Palazzo Marino. E i giornalisti del Corriere potrebbero stare tranquilli. Anche perché – ed è un retropensiero maligno – con il Comune avrebbero un potere contrattuale non da poco. A questa proposta, fatta passare velatamente dalle stanze che furono di Montanelli e Buzzati, il Comune ha risposto però con un silenzio che – secondo quanto può riferire Affaritaliani.it – non è affatto imbarazzato. Anzi, molto deciso. Ufficialmente il sindaco Pisapia scrive, nero su bianco: “Voglio sottolineare che ho seguito da vicino l’evolversi dei fatti, monitorando costantemente la situazione,  incontrando i rappresentanti del Cdr e confrontandomi anche con rappresentanti della proprietà. In questo modo ho agito concretamente e non solo a parole, nell’ambito, e nei limiti, delle competenze dell’Amministrazione comunale”. E ancora: “Mi limito a ricordare che lo storico palazzo di via Solferino è stato vincolato con una destinazione d’uso ‘produttiva editoriale’, rendendo così impossibile ogni tipo di speculazione su di un Palazzo che è parte integrante della storia di Milano. Questa è la migliore risposta a chi sostiene che vi sarebbe stata indifferenza da parte mia e dell’Amministrazione comunale”.

E la proposta di acquistarlo? Ovviamente, non essendo stata avanzata in via ufficiale, una risposta ufficiale non c’è. Ma fonti di Affari la bollano come “irricevibile”. “Come facciamo a comprare un immobile che vale 30 milioni di euro se facciamo fatica a chiudere il bilancio?”, è la risposta che gira ai piani alti di Piazza della Scala. Quindi, mandato del silenzio su tutta la linea. A tutti. La vicenda è in capo direttamente al sindaco. Che è in una brutta posizione: se si schiera in un senso si potrebbe inimicare la proprietà, se si schiera nell’altro si potrebbe inimicare i giornalisti. Quindi, lavoro sotto traccia e silenzio. Anche perché – è il ragionamento di Palazzo Marino – se dovesse intervenire per il Corriere poi tutte le aziende in difficoltà chiederebbero al sindaco di essere acquistate. E creare il precedente è la cosa più pericolosa.

@FabioAMassa