di Fabio Massa
Era l’8 maggio 2013 e Roberto Maroni si mostrava deciso davanti ai cronisti: “Andiamo verso l’Aler unica. Tagliamo i cda e risparmiamo 3,5 milioni”. E ancora: “L’agenzia unica avrà comunque sedi distaccate, perché bisogna tener conto delle esigenze territoriali, ma con un governo regionale che abbia la visione di ciò che avviene in Regione”. Un intento molto chiaro, quello dell’allora neogovernatore (non erano passati neppure i canonici 100 giorni). Poi le cose si sono un po’ complicate. Al punto che l’assessore alla Casa Paola Bulbarelli, in un’intervista ad Affaritaliani.it spiegava: “Maroni ha dato impulso alle cose chiedendo un’agenzia unica. Ci arriveremo. Ma nel frattempo ci sono tappe intermedie”.
Adesso però, è arrivato il momento delle cifre. E di altre polemiche. Perché c’è un vertice di maggioranza che si preannuncia infuocato sull’Aler. Che a Milano ha una situazione di buco spaventoso, reso ancor più tremendo dal fatto che – secondo il commissario straordinario Lombardi – è originato da motivi endemici, sistemici. Ma il punto, nella giornata di oggi, è assolutamente un altro: quanto costa risistemare le Aler, rimodulandole? Quanto costa accorpare, che sia in un’agenzia unica oppure in più agenzie con l’obiettivo finale di averne una sola? Al Pirellone, tra i consiglieri, girano varie proiezioni decisamente poco incoraggianti. Secondo un calcolo che è stato fatto, ma tutto da confermare a livello ufficiale (cosa della quale si occuperà l’assessorato), ogni contratto di locazione da rifare, tra spese amministrative ed altro, verrebbe a costare 68 euro. Il totale? Mostruoso: 20 milioni di euro circa. Quindi, sette volte tanto il risparmio derivante dall’eliminazione di tutti i cda (nel caso di un’agenzia unica) e dieci volte tanto il risparmio nel caso di cinque agenzie. Ovviamente i dati sono tutti da confermare. Ma se così fosse, sarebbe davvero preoccupante.
@FabioAMassa

