di Lorenzo Zacchetti
Durante la campagna elettorale ho avuto il piacere di accompagnare Beppe Sala in alcuni quartieri di periferia e di parlare con lui di vari centri sportivi comunali. Ho scoperto con piacere come fosse molto ben informato sui diversi impianti in quanto calciatore ancora in attività, seppure amatoriale. Ci siamo detti che, appena possibile, avremmo organizzato una partita e, anche se c’è voluto quasi un anno, ce l’abbiamo fatta.
Non poteva esserci occasione migliore di “Calcio e resistenza”, l’iniziativa organizzata per sabato 29 aprile all’Arena Civica dall’associazione W il Calcio – Milano, di cui sono Presidente. L’evento si inserisce nel ricco palinsesto di iniziative che il Comune ha realizzato per celebrare la Festa della Liberazione nel migliore dei modi e, mi auguro, superando le polemiche dei giorni scorsi. Pur essendo un’associazione appena nata, possiamo dire con orgoglio che anche il nostro contributo sarà significativo.
Il programma di “Calcio e resistenza” infatti si apre con un torneo di calcio al quale hanno aderito Uisp Milano, Radio Popolare, Camera del Lavoro, Richiedenti asilo, il gruppo “Bella Ciao” del PD milanese e la squadra del Comune di Milano, nella quale il Sindaco farà il suo debutto, ovviamente con la fascia di Capitano. Chi ha già avuto modo di giocare con lui in occasione di Expo me lo ha descritto come un difensore centrale di tutto rispetto: a voi l’opportunità di giudicarlo coi vostri occhi, vedendolo in opera all’Arena.
Ci sarà spazio anche per il calcio femminile: nata lo scorso settembre, la squadra formata dalle Consigliere comunali di Palazzo Marino si esibirà contro altre esponenti di questo sport, così colpevolmente sottovalutato nel confronto con quello maschile.
Alle 19.00 nella splendida Sala Alessi si svolgerà l’incontro pubblico dal titolo “Minuti di silenzio – Pedate di memoria”, con la presenza di due dei più grandi giornalisti sportivi della nostra epoca: Gianni Mura e Gigi Garanzini. Visto il mestiere che faccio, non posso che considerarli due maestri… anche in senso letterale, visto che entrambi erano docenti in un Master che ho frequentato ormai – ahimè – diversi anni fa.
Mi fa altrettanto piacere la presenza di Sergio Ferrentino, inventore del leggendario “Bar Sport” di Radio Popolare, una trasmissione che andrebbe fatta studiare in tutti i corsi di giornalismo. Grazie alla sua poliedricità, Sergio da allora si è occupato di tantissime cose e sabato sarà con noi nelle vesti di regista di “Olimpicamente – Resistenze”, audiostoria firmata da Fonderia Mercury.
W il Calcio – Milano è nata solo lo scorso gennaio in occasione del torneo dedicato ad Arpad Weisz, l’allenatore che vinse lo scudetto con l’Inter e che poi finì nel campo di concentramento di Auschwitz. Nei due appuntamenti in Sala Alessi (“Minuti di silenzio” e “Olimpicamente”) ricorderemo altre storie simili, nelle quali le sciagure della storia si intrecciano con le vicende di sportivi chiamate a sfide ben più difficili di quelle nelle quali sapevano primeggiare.
Mi preme sottolineare che tutti questi eventi sono aperti alla partecipazione del pubblico a titolo gratuito e senza alcun esborso economico da parte del Comune. Se siamo riusciti a realizzare un programma di questo tipo – e a queste condizioni – è anche grazie alle persone che hanno creduto nel nostro impegno e ci hanno voluto aiutare ad organizzarlo.
Il primo ringraziamento spetta di diritto al primo cittadino di Milano, la cui presenza conferisce un significato speciale a tutta la giornata, ma è doveroso ringraziare di cuore anche Luca Gibillini del Gabinetto del Sindaco, il d.g. di Uisp Antonio Iannetta, Corrado Mandreoli della Camera del Lavoro e tutti coloro che collaboreranno al progetto giocando, discutendo o semplicemente venendoci a trovare.
Stare insieme in questo modo ci è sembrato il modo migliore per celebrare la memoria di chi ha perso la vita in nome della libertà. Proprio all’Arena Civica, il 19 dicembre del ’43, avvenne il primo eccidio decretato da un tribunale fascista durante l’occupazione nazista a Milano. Che ciò non accada mai più dipende anche da noi.
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