Tra i rom del campo di via San Dionigi ci sono anche due studenti di violino del Conservatorio di Milano. Lunedì le baracche in cui vivono 130 persone verranno abbattute, come annunciato dal Comune. Ora i due giovani violinisti sono in Romania con le loro famiglie, grazie a un benefattore che ha pagato loro il viaggio. Ma quando torneranno dovranno trovarsi una sistemazione. Non sono gli unici del campo ad essere riusciti a frequentare con successo le scuole. Altri non solo hanno conseguito, spesso con buoni voti, la licenza media, ma hanno anche frequentato corsi professionali. Tutto questo grazie all’impegno delle numerose realtà del volontariato che hanno operato nel campo. Tra queste la comunità del Nocetum, che sorge a poche centinaia di metri dal campo, fondata nel 1988 da suor Ancilla Beretta e Gloria Mari. “È doloroso pensare che i bambini dovranno ricominciare da capo, in un’altra zona della città -commenta Gloria Mari-. Ma se le famiglie rom mi chiederanno un consiglio, dirò loro di accettare l’offerta del Comune”. L’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli, ha infatti predisposto che le persone sgomberate siano ospitate nei centri di emergenza sociale di via Lombroso o via Barzaghi. Potranno restarci al massimo 140 giorni, durante i quali saranno aiutate a trovare una casa e, per chi non l’ha, anche un lavoro. “È un’opportunità per uscire da una situazione, quella del campo abusivo, che dura ormai da troppi anni e che si è un po’ incancrenita”, conclude Gloria.
Lo sgombero di via San Dionigi è solo l’ultimo di una lunga serie. Nei primi tre mesi del 2014 gli sgomberi a Milano sono stati 117, più di quanti ne sono stati eseguiti nel 2013 (108). Secondo la Polizia Locale nei campi irregolari vivono circa 2.500 persone, mentre in quelli comunali poco più di 600.

Vivono nel campo di via san Dionigi a Milano. Ora sono in Romania e quando torneranno dovranno trovarsi una nuova sistemazione. Non sono gli unici ragazzi del campo che in questi anni sono riusciti a frequentare con successo le scuole
