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1000 Miglia 2026 tappa 4: Assisi, San Marino e Tonconogy in testa

1000 Miglia 2026 tappa 4: Assisi, San Marino e Tonconogy in testa

La quarta tappa della 1000 Miglia 2026 porta le auto storiche da Roma a Rimini via Assisi, Gubbio, Gola del Furlo e San Marino. Tonconogy ancora in testa.

C’è un momento preciso, nella quarta tappa della 1000 Miglia 2026, in cui la gara smette di essere una competizione e diventa qualcosa di più difficile da classificare. Accade quando il convoglio di auto storiche sale sul sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, ad Assisi, nell’anno che segna gli ottocento anni dalla scomparsa di San Francesco. Un’Alfa Romeo del 1931, un motore che ha guidato il Nordafrica e i circuiti europei del dopoguerra, fermo davanti a uno dei luoghi più visitati al mondo. Il rumore del motore che si spegne, il silenzio, poi il riavvio. È il tipo di momento che non si pianifica nei cronoprogrammi di una gara ma che finisce per definire il carattere di un intero evento.

La 1000 Miglia non è mai stata solo una competizione di precisione su strada. È un modo di attraversare l’Italia che nessun altra manifestazione motoristica al mondo riesce a replicare: non perché il percorso sia il più tecnico o il più impegnativo, ma perché è costruito per incontrare il Paese nei suoi luoghi più carichi di significato, con vetture che appartengono alla stessa storia. La quarta tappa  da Roma verso nord, attraverso TerniFolignoAssisiGubbio, le Marche, la Gola del Furlo e la Repubblica di San Marino, fino a Rimini è stata la dimostrazione più compiuta di questa formula.

Roma–Assisi: il mattino dell’omaggio francescano

La giornata è iniziata sulle strade di Terni e Foligno, le prime prove speciali del mattino a riscaldare motori e piloti dopo la sosta notturna romana. Il paesaggio umbro ha accompagnato il convoglio lungo percorsi che in questa stagione offrono una tavolozza verde profonda, con il verde scuro dei boschi che si alterna agli oliveti e ai campi coltivati della piana di Spoleto.

Il passaggio ad Assisi aveva una valenza che andava oltre la logistica del percorso. Il 2026 è l’anno degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, una delle figure più universalmente riconosciute della storia italiana. Il passaggio delle auto storiche sul sagrato della Basilica della Porziuncola la piccola chiesa che Francesco fece ricostruire con le proprie mani e che è custodita all’interno della grande basilica settecentesca  è stato uno di quegli atti di rispetto che la 1000 Miglia riesce ad inserire nel calendario competitivo senza che sembrino forzati, perché la corsa è essa stessa un pezzo di storia italiana che si muove attraverso un’altra storia italiana.

Prima di lasciare l’Umbria, il convoglio ha affrontato una serie di Prove Cronometrate e il Controllo Timbro nel centro di Gualdo Tadino  gremito di spettatori, come accade invariabilmente nei paesi minori attraversati dalla Freccia Rossa, dove la gara è ancora un evento che ferma le abitudini quotidiane e porta la gente in strada.

Gubbio: il pranzo medievale nella piazza più fotografata dell’Umbria

La piazza Quaranta Martiri di Gubbio  uno degli spazi urbani più integri del Medioevo italiano, con la facciata del Palazzo dei Consoli che domina il lato settentrionale ha ospitato la sosta pranzo. È il tipo di location che un event manager non riuscirebbe a riprodurre con nessun budget: un palazzo del tredicesimo secolo che fa da sfondo a un parcheggio temporaneo di auto costruite tra il 1920 e il 1957.

Il contrasto temporale è deliberato nella filosofia della 1000 Miglia: la corsa non cerca di rendere le auto storiche moderne, né cerca di rendere il paesaggio italiano nostalgico. Le lascia stare insieme, nel presente, e il risultato è una tensione visiva e narrativa che non si esaurisce mai perché i due elementi vettura d’epoca, luogo d’arte si valorizzano a vicenda invece di neutralizzarsi.

Per i circa quattrocento equipaggi in gara, la sosta a Gubbio è anche il momento di recupero mentale di metà giornata: le Prove di Media richiedono una concentrazione sostenuta per ore, e la gestione della stanchezza è uno degli elementi che distingue gli equipaggi esperti da quelli alla prima partecipazione. Andrea Vesco  seconda posizione in classifica generale, con il navigatore Fabio Salvinelli è uno dei piloti che meglio conosce questa dinamica, avendo accumulato anni di esperienza sul percorso.

La SS3 e la Gola del Furlo: dove la strada diventa spettacolo

Nel pomeriggio il percorso è entrato nella sua fase più paesaggisticamente drammatica. La SS3 Via Flaminia  l’antica via consolare che collegava Roma ad Ariminum (l’odierna Rimini)  sale verso l’Appennino attraverso una serie di tornanti che rappresentano un banco di prova tecnico preciso per gli equipaggi: velocità di percorrenza diverse da quelle delle prove cronometrate pianeggianti, assetti dei veicoli storici messi alla prova da variazioni rapide di pendenza, navigazione che richiede riferimenti diversi rispetto alle strade aperte.

La Gola del Furlo  il passo naturale attraverso il Monte Pietralata dove la Flaminia è incisa nella roccia calcarea per oltre duecento metri  è uno dei passaggi più fotografati dell’intera rievocazione. Non è una prova cronometrata, ma i piloti la citano regolarmente come uno dei momenti più intensi del percorso: la strada si restringe, le pareti rocciose si alzano su entrambi i lati, e il rumore dei motori torna amplificato dalla conformazione naturale della gola. È un’acustica che non si può progettare  è il prodotto della geologia e della fisica, e funziona in modo diverso per ogni tipo di motore.

Dopo la Gola, il percorso ha attraversato le Marche attraverso una serie di curve con panorami sull’Adriatico: quella “finestra privilegiata sul mare” che nelle giornate limpide offre la sensazione di guidare sul bordo di un continente.

San Marino: la salita al Titano con la folla del Titano

L’ingresso nella Repubblica di San Marino lungo la strada di Montegiardino ha segnato il momento più carico di suggestione visiva della tappa. La piccola Repubblica con i suoi tre castelli sulle tre cime del Monte Titano, patrimonio UNESCO  è una delle tappe più attese del percorso dall’edizione in cui fu inserita, e la sua topografia  una salita che porta le vetture fino al centro storico a 739 metri sul livello del mare  è unica nel calendario della manifestazione.

Le Prove Cronometrate di via Gamella, prima della salita verso il centro, hanno consegnato ulteriori dati di classifiche parziali. Poi le auto sono salite nel cuore del Titano per il Controllo Timbro in piazza della Libertà, accolte da una folla che per un paese di trentatremila abitanti rappresenta una mobilitazione straordinaria.

Piazza della Libertà è lo spazio pubblico simbolo di San Marino: il Palazzo Pubblico, le guardie in uniforme medievale, le merlature che si aprono sul panorama adriatico. Parcheggiare qui una Bugatti del 1935 o un’Alfa Romeo 8C del 1932 è già di per sé un atto di storia — e la folla che si raccoglie ogni anno intorno a questo momento lo riconosce.

La classifica: Tonconogy resiste, il podio è ancora aperto

I rilevamenti aggiornati alla PC112 confermano al comando della corsa delle vetture storiche l’equipaggio argentino Juan e Margarita Tonconogy su Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider del 1931  al vertice dalla prima tappa, con la capacità di gestire il vantaggio senza cedere nei momenti più tecnici del percorso. La coppia dimostra una coerenza di rendimento che va oltre la velocità nelle singole prove: è la somma di tante piccole decisioni corrette accumulate in quattro giorni.

In seconda posizione inseguono Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, freschi vincitori del recente Gaburri e tra i piloti con la maggiore esperienza nella rievocazione moderna. Il distacco dalla testa è ancora tale da non chiudere il discorso: domani, nella tappa del ritorno a Brescia, le ultime prove cronometrate potrebbero rimescolare il podio.

Il terzo posto è occupato da Lorenzo e Mario Turelli, che completano un podio virtuale tutto italiano nella classifica generale delle vetture storiche  con la sola eccezione dei Tonconogy, argentini ma con radici italiane e una profonda conoscenza del percorso costruita in anni di partecipazioni.

Nelle categorie parallele, nella Gran Turismo Experience comanda l’equipaggio composto da Shimitzu Ryotaro e Jari-Matti Johannes Latvala  quest’ultimo noto al grande pubblico per la propria carriera nel Campionato Mondiale Rally WRC, dove ha gareggiato per anni tra i top driver mondiali. Nel Ferrari TributeVittorino Bertaglia e Giordano Mozzi si confermano al vertice.

Domani: il ritorno a Brescia decide tutto

La quinta e ultima giornata quella del ritorno a Brescia  è da sempre la più delicata dal punto di vista della classifica. Gli equipaggi che hanno costruito un vantaggio nelle prime quattro tappe devono difenderlo nelle ultime prove cronometrate, spesso su percorsi che molti concorrenti conoscono bene per via della vicinanza geografica agli ambienti di allenamento.

Il vantaggio di Tonconogy è reale ma non blindato. La 1000 Miglia è una gara dove un singolo errore di navigazione o una prova cronometrata andata male può ribaltare distacchi costruiti in giorni. È questa imprevedibilità  non la velocità pura che tiene alta la tensione fino all’ultimo timbro sulla rampa di Brescia.