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Al-Attiyah spinge Dacia verso il successo nel W2RC

Al-Attiyah spinge Dacia verso il successo nel W2RC

Dacia Sandriders a sette secondi dalla vittoria al Desafío Ruta 40 con Al-Attiyah e Lurquin.

Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin affronteranno l’ultima giornata del Desafío Ruta 40 a soli sette secondi dalla vetta della classifica generale. Per Dacia Sandriders è un passaggio cruciale: il team, al debutto nella gara argentina, può completare la terza vittoria consecutiva nel Campionato Mondiale FIA Rally-Raid 2026 dopo i successi alla Dakar e al Rally-Raid del Portogallo. La notizia conta per il settore automotive perché il rally-raid è diventato per Dacia un laboratorio estremo di affidabilità, resistenza meccanica, gestione pneumatici e sviluppo di tecnologie legate anche ai carburanti sostenibili.

La quarta tappa, da San Rafael a San Juan, ha riportato gli equipaggi attraverso la cordigliera delle Ande, con un percorso di 306 chilometri cronometrati e una quota massima di 3.110 metri. Un terreno duro, roccioso, segnato da dislivelli, fesh-fesh e passaggi stretti, dove non bastava la velocità: servivano gestione, attenzione e capacità di portare la vettura al traguardo senza compromettere la gara.

Al-Attiyah e Lurquin hanno chiuso con il terzo tempo di giornata in 3h36’08”, confermando una progressione costante dopo la vittoria di tappa ottenuta nei giorni precedenti. Il pilota qatariota ha parlato di una battaglia ancora aperta tra le prime tre vetture e ha indicato chiaramente l’obiettivo: correre per vincere, ma con intelligenza. Su una tappa finale di 340 chilometri cronometrati, ogni errore può pesare quanto una foratura o una scelta di navigazione sbagliata.

Resta in corsa anche Sébastien Loeb, navigato da Édouard Boulanger. L’equipaggio francese ha chiuso quarto nella penultima tappa, rallentato da un cambio gomme obbligatorio e da due forature, ma conserva il quinto posto nella generale a 5’24”. Per Loeb, leader del Mondiale, il podio resta possibile, anche se servirà una giornata finale senza problemi e con un ritmo alto. Il francese ha descritto una prova poco fluida, con molte rocce e letti di fiumi, più adatta alla sopravvivenza tecnica che alla guida spettacolare.

Più complicata la situazione di Lucas Moraes e Dennis Zenz. Dopo il ritiro nella terza tappa per un danno alla sospensione posteriore della Dacia Sandrider, l’equipaggio è ripartito con l’obiettivo di recuperare ritmo e supportare la strategia del team. Per una parte della prova Moraes è stato tra i più veloci, ma tre pneumatici danneggiati nel giro di 60 chilometri lo hanno fatto scivolare al diciannovesimo tempo di giornata. In classifica generale è ormai fuori dalla lotta per le posizioni di vertice, ma può ancora avere un ruolo tattico nell’ultima tappa.

Il quadro conferma la natura del Desafío Ruta 40: una gara che alterna dune, piste veloci, roccia, altitudine e navigazione complessa, molto vicina per durezza a una mini-Dakar. Per Dacia, la corsa argentina è anche una verifica industriale del progetto Sandrider, una vettura pensata per competere nella categoria Ultimate e costruire credibilità sportiva su scala internazionale.

L’ultima giornata porterà gli equipaggi su altri 340 chilometri cronometrati, con dislivelli, letti di fiumi e tratti che ricordano prove del Mondiale Rally. L’arrivo e la premiazione sono previsti al Teatro Bicentenario di San Juan. Per Al-Attiyah e Lurquin la missione è chiara: trasformare sette secondi di ritardo in una vittoria che darebbe ai Dacia Sandriders un altro segnale forte nella stagione 2026.

Scheda 

Gara: Desafío Ruta 40 2026
Campionato: FIA World Rally-Raid Championship
Team: Dacia Sandriders
Vettura: Dacia Sandrider
Carburante: sostenibile
Tappa 4: San Rafael-San Juan
Distanza tappa 4: 306 km cronometrati, 647 km totali
Quota massima: 3.110 metri
Al-Attiyah/Lurquin: 3° in tappa, 2° generale a 7 secondi
Loeb/Boulanger: 4° in tappa, 5° generale a 5’24”
Moraes/Zenz: 19° in tappa, 21° generale
Tappa finale: 340 km cronometrati, 573 km totali