Alla Milano Design Week debutta la Urus SE Tettonero Capsule: 800 CV ibridi, 630 unità e oltre 70 configurazioni.
Lamborghini porta alla Milano Design Week una Urus che serve a leggere bene la fase attuale del lusso automotive: l’ibrido non viene più presentato come compromesso, ma come piattaforma per alzare insieme prestazioni, personalizzazione e valore percepito. La nuova Urus SE “Tettonero” Capsule, prodotta in 630 esemplari, nasce esattamente su questa linea: una serie limitata che usa il powertrain plug-in hybrid da 800 CV come base tecnica e il programma Ad Personam come leva commerciale per spingere ancora più in alto il livello di individualizzazione del prodotto. Alla Design Week, più che un semplice esercizio di stile, Lamborghini mette in mostra un modello di business ormai centrale per i marchi ad altissima marginalità: vendere esclusività attraverso configurazioni sempre più profonde e coerenti con il profilo del cliente.
La vera notizia, infatti, non è solo la tiratura limitata, ma il modo in cui il marchio di Sant’Agata Bolognese costruisce il posizionamento della vettura. La Tettonero Capsule viene proposta in due versioni di lancio, Viola Pasifae e Verde Mercurius, ma soprattutto porta all’estremo la logica combinatoria che oggi sostiene una parte crescente della redditività nel segmento high-end. Lamborghini parla della più ampia gamma cromatica mai sviluppata per una propria Capsule e di oltre 70 configurazioni possibili già solo sul fronte di carrozzeria e livree. In un mercato dove il prodotto di serie deve convivere con l’esigenza di apparire sempre irripetibile, la personalizzazione diventa molto più di un accessorio: è uno strumento per tenere alto il prezzo medio, difendere la rarità percepita e rendere ogni esemplare meno confrontabile con l’altro.
La costruzione estetica della vettura è coerente con questa strategia. Sei tinte per la carrozzeria, tra cui le nuove Giallo Tenerife e Verde Mercurius disponibili per la prima volta su Urus, vengono abbinate al Nero Shiny che definisce la parte superiore del corpo vettura, dal tetto ai montanti fino allo spoiler posteriore e ai terminali di scarico. A queste si aggiungono sei colori dedicati alla livrea esterna, sei opzioni per le pinze freno, cerchi da 21, 22 e 23 pollici e la possibilità di inserire il logo “63” sulle portiere anteriori. È una grammatica visiva costruita per rendere riconoscibile il modello anche a distanza, ma soprattutto per ampliare il numero di combinazioni possibili senza uscire dal linguaggio stilistico Lamborghini.
Lo stesso approccio vale per l’abitacolo, dove la personalizzazione non si limita al colore ma diventa parte dell’esperienza materiale del prodotto. La base è il Nero Ade, accompagnato da sei colori a contrasto e da dodici tonalità per i ricami di sedili, poggiatesta e rivestimenti. Il carbonio compare sulla fascia lato passeggero della plancia, sul tunnel centrale, sul cruscotto e sui pannelli porta, mentre una placca dedicata richiama il decimo anniversario dello studio Ad Personam e oltre vent’anni del programma Lamborghini dedicato alla personalizzazione. In altre parole, Lamborghini non vende soltanto una variante della Urus SE: vende l’idea che anche in un prodotto già esclusivo ci sia ancora spazio per costruire una propria firma individuale.
Sotto questa pelle, però, resta una base tecnica molto precisa. La Tettonero Capsule adotta l’architettura della Urus SE, cioè il V8 biturbo 4.0 abbinato a un motore elettrico sincrono a magneti permanenti e a una batteria agli ioni di litio da 25,9 kWh. Il sistema sviluppa 800 CV e 950 Nm, consente uno 0-100 km/h in 3,4 secondi, uno 0-200 in 11,2 secondi e una velocità massima di 312 km/h. Sono numeri che collocano la vettura nel territorio prestazionale tipico del marchio, ma il dato più interessante è che l’ibridizzazione non riduce l’identità dinamica della Urus: la rafforza, aggiungendo coppia immediata, nuove logiche di gestione della trazione e una modalità elettrica pura con oltre 60 km di autonomia.
Qui si vede il senso industriale dell’operazione. Lamborghini usa l’elettrificazione non tanto per cambiare la natura del prodotto, quanto per alzare il contenuto tecnico della piattaforma e ampliare la narrativa del modello. La Urus SE resta un Super SUV progettato per offrire comportamento sportivo, ma introduce una gestione più raffinata della dinamica grazie al ripartitore di coppia centrale a controllo elettronico continuo e al differenziale autobloccante elettronico al posteriore, che rendono possibile un comportamento sovrasterzante on demand. È il modo scelto dal marchio per dire che la transizione energetica, nella fascia alta del mercato, non passa necessariamente dalla rinuncia alla performance, ma dalla sua reinterpretazione.
La scelta di presentare la vettura alla Milano Design Week non è marginale. Lamborghini colloca la Tettonero Capsule in un contesto dove design, moda, materiali e cultura visiva hanno un peso almeno pari alla tecnica. È una collocazione coerente con un prodotto che non punta solo alla vendita dell’oggetto automobile, ma al suo valore come bene configurabile, esibibile e fortemente identitario. Nel caso della Urus, che da tempo è uno dei pilastri commerciali del marchio, la serie limitata serve anche a questo: mantenere il modello al centro del discorso culturale del brand mentre l’ibridizzazione amplia la base tecnica e la personalizzazione ne alza il potenziale economico. Alla fine, la Tettonero Capsule racconta meno una semplice edizione speciale e più la direzione con cui Lamborghini intende difendere il proprio posizionamento nell’era della propulsione elettrificata.
In Breve
Lamborghini Urus SE “Tettonero” Capsule
Presentazione: Milano Design Week 2026
Tiratura: 630 esemplari
Versioni di lancio: Viola Pasifae, Verde Mercurius
Powertrain: V8 biturbo 4.0 + motore elettrico
Batteria: 25,9 kWh
Potenza complessiva: 800 CV
Coppia massima: 950 Nm
Autonomia elettrica: oltre 60 km
0-100 km/h: 3,4 secondi
0-200 km/h: 11,2 secondi
Velocità massima: 312 km/h
Cerchi: 21, 22 e 23 pollici
Configurazioni colore: oltre 70
















