Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Auto e Motori » Audi RS 5 alza il livello: 639 CV e una trazione che cambia tutto

Audi RS 5 alza il livello: 639 CV e una trazione che cambia tutto

Audi RS 5 alza il livello: 639 CV e una trazione che cambia tutto

La nuova Audi RS 5 non porta solo l’ibrido plug-in tra le RS: debutta una nuova trazione quattro capace di cambiare davvero il modo di guidare.

La nuova Audi RS 5 arriva con una missione precisa: dimostrare che l’elettrificazione, anche nel mondo delle sportive più esclusive, può diventare un vantaggio tecnico prima ancora che ambientale. È questa la notizia che conta davvero. Non soltanto perché la nuova RS segna il debutto della prima ibrida plug-in nella storia di Audi Sport, ma perché usa questa architettura per introdurre una delle innovazioni più significative mai viste su una sportiva dei Quattro Anelli.

Sulla carta colpiscono i numeri: 639 CV825 Nm e un powertrain formato dal V6 2.9 TFSI biturbo affiancato da un motore elettrico. Ma la svolta vera è nella trasmissione. Con la nuova Audi RS 5, infatti, debutta l’evoluzione della trazione integrale quattro con differenziale centrale autobloccante e sistema elettromeccanico Dynamic Torque Control, una soluzione che promette di cambiare profondamente agilità, precisione e qualità della risposta dinamica.

In altre parole, Audi non si è limitata ad aggiungere elettrificazione a una RS. Ha usato l’energia elettrica per ripensare il comportamento stesso della vettura.

La vera novità è come scarica la potenza a terra

Il cuore tecnico del progetto è il nuovo torque vectoring elettromeccanico al retrotreno. Un sistema che, secondo Audi, reagisce in appena 15 millisecondi, trasferendo la coppia tra le ruote posteriori con una velocità irraggiungibile per un dispositivo esclusivamente meccanico. Tradotto: la vettura può correggere il proprio assetto quasi in tempo reale mentre entra in curva, mentre percorre la traiettoria o anche quando il guidatore rilascia il gas.

È un passaggio importante, perché cambia il ruolo della trazione quattro. Non serve più soltanto a garantire motricità e sicurezza, ma diventa uno strumento attivo di costruzione del comportamento dinamico. La spinta può essere modulata in modo molto più raffinato, con benefici evidenti in inserimento, percorrenza e uscita di curva.

Il sistema si basa su tre elementi principali: un piccolo motore elettrico sincrono a magneti permanenti raffreddato ad acqua, un pacco ingranaggi in overdrive e un differenziale convenzionale a bassa percentuale di bloccaggio. L’attuatore, alimentato dall’impianto a 400 Volt del sistema plug-in, agisce sugli ingranaggi e consente di trasferire la coppia tra le ruote posteriori con una rapidità che Audi definisce da prima mondiale per un modello di serie.

Il dato più impressionante è la capacità di generare fino a 2.000 Nm di differenza tra il lato destro e quello sinistro dell’assale posteriore. Ma al di là del numero, ciò che conta è l’effetto dinamico: meno sottosterzo, più precisione nell’inserimento di curva, maggiore stabilità e una gestione del sovrasterzo molto più progressiva.

Perché questa RS 5 conta più delle altre

Nel mercato premium ad alte prestazioni, la nuova Audi RS 5 ha un peso che va oltre il singolo modello. Per anni la ricetta delle sportive tedesche è rimasta abbastanza chiara: più potenza, assetti raffinati, elettronica sempre più sofisticata. Oggi, però, la sfida è diversa. I marchi devono tenere insieme prestazioni, normative, elettrificazione e identità. E proprio qui si gioca la partita di Audi Sport.

Questa RS 5 è il modello che prova a dimostrare che una sportiva plug-in non deve per forza essere percepita come un compromesso. Al contrario, può offrire qualcosa in più. Non solo spinta supplementare, ma un nuovo modo di distribuire la coppia e di rendere l’auto più rapida, più intuitiva e più comunicativa.

È una risposta diretta a un tema che attraversa tutto il segmento premium: come mantenere emozione e carattere in un’epoca in cui software, elettrificazione e gestione energetica contano quanto la meccanica pura. La nuova RS 5 prova a farlo con una scelta netta: usare la tecnologia per esaltare la guida, non per filtrarla.

Il differenziale centrale cambia filosofia

Accanto al Dynamic Torque Control, Audi introduce anche un’evoluzione del differenziale centrale autobloccante. È una modifica meno appariscente, ma potenzialmente decisiva nel comportamento su strada. Il nuovo componente adotta infatti un precarico inedito: in pratica è sempre almeno parzialmente bloccato.

Questo significa che la distribuzione della coppia tra i due assali è più pronta e più lineare, soprattutto nelle fasi in cui il guidatore rilascia l’acceleratore entrando in curva. A differenza di sistemi che intervengono solo quando emerge una perdita di trazione, qui l’effetto è più immediato e più naturale. Il beneficio atteso è una vettura meno sottosterzante, più omogenea nei trasferimenti di carico e con un avantreno più leggibile.

Anche questo aspetto racconta bene la filosofia della nuova Audi RS 5: non puntare tutto sulla brutalità della prestazione, ma costruire un equilibrio più sofisticato tra efficacia, precisione e coinvolgimento.

La meccanica da sola non basta più

C’è poi un altro elemento che spiega bene il posizionamento di questa RS 5: il ruolo centrale del software. Il nuovo sistema lavora in sinergia con la piattaforma HCP1, che analizza condizioni della strada, stile di guida e modalità selezionata con una frequenza di 200 Hz, quindi ogni 5 millisecondi.

È il segno di una trasformazione ormai irreversibile nel mondo delle sportive premium. Le auto ad alte prestazioni non vengono più definite soltanto dal motore o dallo schema sospensivo, ma dalla capacità di coordinare in tempo reale trazione, freni, sterzo, risposta dell’acceleratore e gestione energetica. In questo senso, la nuova Audi RS 5 è forse uno dei modelli che racconta meglio dove sta andando il settore.

Più che un’erede della RS 4, è un nuovo inizio

Leggere la nuova RS 5 soltanto come evoluzione della Audi RS 4 sarebbe riduttivo. Certo, raccoglie quell’eredità fatta di prestazioni elevate e fruibilità quotidiana, ma lo fa cambiando linguaggio tecnico. Dove prima dominava la meccanica tradizionale, oggi entrano in scena elettrificazione e gestione digitale della dinamica. Dove prima la potenza era il messaggio principale, oggi conta sempre di più il modo in cui quella potenza viene amministrata.

Per questo la nuova Audi RS 5 è un modello chiave per Audi Sport. Perché segna il passaggio da una generazione di RS costruite attorno al motore a una nuova fase in cui la differenza la faranno integrazione, velocità di calcolo e capacità di rendere la guida più precisa senza sacrificarne il coinvolgimento.

La promessa, in sostanza, è chiara: non una RS più addomesticata, ma una RS più intelligente. E, proprio per questo, potenzialmente ancora più veloce e appagante.

In Breve 

Modello: Audi RS 5
Architettura: ibrida plug-in ad alte prestazioni
Motore termico: V6 2.9 TFSI biturbo
Motore elettrico: sì
Potenza complessiva: 639 CV
Coppia complessiva: 825 Nm
Trazione: integrale quattro
Sistema chiave: Dynamic Torque Control
Torque vectoring: elettromeccanico al posteriore
Tempo di reazione: 15 millisecondi
Attuatore elettrico: motore sincrono a magneti permanenti
Potenza attuatore: 10,9 CV
Coppia attuatore: 40 Nm
Tensione impianto: 400 Volt
Differenziale centrale: autobloccante con precarico inedito
Ripartizione coppia: fino al 70% all’avantreno, fino all’85% al retrotreno
Piattaforma dinamica: HCP1, frequenza di calcolo 200 Hz
Obiettivo dinamico: maggiore agilità, più precisione in curva, stabilità superiore, gestione più progressiva del sovrasterzo

Audi RS 5 alza il livello: 639 CV e una trazione che cambia tutto
Audi RS 5 alza il livello: 639 CV e una trazione che cambia tutto
Audi RS 5 alza il livello: 639 CV e una trazione che cambia tutto