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Auto elettriche usate, arriva il “passaporto” della batteria: il contachilometri non basterà più

Dal 18 febbraio 2027 le nuove batterie EV immesse sul mercato Ue avranno un passaporto digitale. Il SoH diventerà uno dei parametri chiave per valutare l’usato.

Auto elettriche usate, arriva il “passaporto” della batteria: il contachilometri non basterà più

Dal prossimo anno le batterie dei veicoli elettrici immessi sul mercato Ue avranno un’identità digitale. Stato di salute, cicli e prestazioni potranno pesare sul valore dell’usato.

Comprare un’elettrica di seconda mano potrebbe diventare molto meno simile a una scommessa. Il Regolamento europeo sulle batterie prevede che, dal 18 febbraio 2027, ogni batteria per veicoli elettrici immessa sul mercato o messa in servizio abbia un “battery passport”, un registro elettronico collegato a un QR code.

La sigla che può valere migliaia di euro

Il dato da imparare è SoH, State of Health: misura quanta capacità conserva la batteria rispetto a quando era nuova. È cosa diversa dal SoC, il livello di carica del momento. Un’auto può dunque segnare il 100% sul display e avere un accumulatore che ha già perso una parte della capacità originaria.

Ed è qui che l’usato cambia pelle. Due vetture identiche, con chilometraggio simile, potrebbero valere cifre diverse perché una batteria è stata trattata meglio dell’altra. L’ADAC indica come riferimento almeno l’88% di SoH a 100 mila chilometri e l’84% a 150 mila.

La carta d’identità nascosta sotto il pianale

Il passaporto conterrà dati sul modello e, per i soggetti autorizzati, anche informazioni sulla singola batteria: stato di salute, cicli di carica e scarica, condizioni operative ed eventuali eventi negativi. Elementi destinati a incidere su valore residuo, garanzie, riparazioni e seconda vita dell’accumulatore.

Per chi compra usato, insomma, meno “si fidi, la batteria è perfetta” e più numeri. Perché nell’elettrica il pezzo più costoso non è sotto il cofano. È sotto i piedi.