Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Auto e Motori » BMW riapre il Mondiale WEC con la vittoria in Brasile

BMW riapre il Mondiale WEC con la vittoria in Brasile

BMW riapre il Mondiale WEC con la vittoria in Brasile
2026 FIA World Endurance Championship São Paulo, Brazil July 9th – 12th 2026 Photo: Michele Scudiero / Drew Gibson Photography

BMW vince la 6 Ore di San Paolo davanti a Ferrari e Cadillac, rilanciando la corsa al titolo Hypercar nel Mondiale WEC 2026.

La BMW M Hybrid V8 ha conquistato la 6 Ore di San Paolo, firmando il secondo successo stagionale del marchio bavarese nel FIA World Endurance Championship 2026 e rilanciando la sfida per il titolo Hypercar. La vittoria ottenuta a Interlagos assume un peso che va oltre la classifica: conferma la crescita tecnica del programma BMW, premia il lavoro di sviluppo svolto con il Team WRT e rafforza il confronto industriale tra i principali costruttori impegnati nelle competizioni endurance.

Sul circuito brasiliano, davanti a quasi 85.000 spettatori, la gara è stata decisa dall’efficienza complessiva del pacchetto BMW più che da un singolo episodio. Kevin Magnussen, Raffaele Marciello e Dries Vanthoor hanno costruito il successo attraverso ritmo, gestione delle gomme, affidabilità e precisione ai box, elementi che nelle corse di durata pesano quanto la velocità pura.

Le Cadillac avevano monopolizzato la prima fila dopo la Hyperpole, ma il vantaggio iniziale del costruttore americano è durato poco. Magnussen ha portato rapidamente la BMW numero 15 alle spalle della vettura di testa, superando Earl Bamber alla Ferradura e iniziando la pressione su Will Stevens. Il passaggio chiave è arrivato durante la prima sequenza di soste, quando un problema al dado ruota ha rallentato la Cadillac numero 12, consegnando alla BMW una posizione di comando che il team tedesco-belga non avrebbe più ceduto.

Da quel momento la corsa è diventata un esercizio di controllo. Magnussen e Marciello hanno mantenuto un passo costante, mentre Vanthoor ha affrontato gli ultimi stint sotto la pressione della Ferrari 499P numero 51 e della Cadillac in rimonta. Al traguardo, meno di sette secondi separavano i primi tre equipaggi, una distanza minima dopo sei ore di gara che fotografa l’equilibrio raggiunto nella categoria Hypercar.

La vittoria ha inoltre interrotto una tendenza che fino a quel momento aveva premiato le vetture partite dalla prima fila. Per la prima volta, la gara brasiliana del WEC è stata conquistata da un equipaggio scattato più indietro, un risultato che sottolinea l’importanza della strategia e della capacità di reagire agli imprevisti.

Magnussen, tornato a Interlagos dopo gli anni trascorsi in Formula 1, ha definito il successo come il risultato di una prestazione completa. Il danese ha sottolineato soprattutto la qualità della vettura e l’esecuzione del team, indicando nella combinazione tra strategia, pit stop e lavoro dei compagni la chiave del risultato.

Alle spalle della BMW, la Ferrari numero 51 di Antonio Giovinazzi, Alessandro Pier Guidi e James Calado ha chiuso al secondo posto. I campioni del mondo in carica hanno recuperato progressivamente terreno, evitando errori e sfruttando una gara lineare. Il piazzamento eguaglia il loro miglior risultato stagionale e conferma la competitività della 499P anche su un tracciato con caratteristiche diverse da Le Mans.

Terza la Cadillac numero 12, protagonista di una rimonta importante dopo il contrattempo ai box e alcuni contatti in pista. Il prototipo americano ha dovuto recuperare dalla parte centrale del gruppo, ma ha salvato un podio prezioso, il primo dopo dodici mesi. La vettura gemella numero 38 ha concluso quarta, completando una giornata solida ma inferiore alle aspettative dopo il dominio mostrato in qualifica.

Il risultato di Cadillac conferma comunque la crescita del progetto V-Series.R, anche se la gara di San Paolo ha evidenziato quanto gli errori operativi possano compromettere un vantaggio tecnico. In un campionato caratterizzato da distacchi minimi, la qualità delle procedure ai box e la gestione del traffico diventano parte integrante della competitività industriale.

La Ferrari numero 83 di Phil Hanson, Robert Kubica e Yifei Ye ha terminato quinta, precedendo inizialmente la seconda BMW. La vettura numero 20 di René Rast, Sheldon van der Linde e Robin Frijns è però scivolata all’ottavo posto dopo una penalità assegnata per un contatto con la Ferrari di Antonio Fuoco. Nonostante la sanzione, Rast e Frijns sono tornati in testa alla classifica del campionato, a pari punti con Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries, vincitori della 24 Ore di Le Mans.

Il fine settimana brasiliano è stato invece particolarmente difficile per Toyota. Le due nuove TR010 Hybrid non hanno mai trovato il passo necessario per competere nelle posizioni di vertice. La numero 7, reduce dal successo a Le Mans, ha concluso soltanto dodicesima, mentre la numero 8 ha perso oltre dieci giri ai box dopo un contatto con la Genesis numero 17.

La prestazione della casa giapponese rappresenta un segnale importante sul piano tecnico. Il WEC 2026 sta mostrando come la competitività possa cambiare rapidamente da un circuito all’altro, rendendo ancora più delicato il lavoro di messa a punto, simulazione e sviluppo aerodinamico. Per i costruttori, ogni gara diventa quindi un banco di prova non solo sportivo, ma anche tecnologico.

Delusione anche per Alpine, che aveva tentato una strategia aggressiva con la vettura numero 35. Ferdinand Habsburg, Charles Milesi e António Félix da Costa hanno occupato a lungo le prime posizioni, ma la scelta tattica non ha prodotto il risultato atteso. L’equipaggio francese ha chiuso decimo, raccogliendo un solo punto dopo una gara che sembrava poter offrire prospettive più ambiziose.

La 6 Ore di San Paolo ha confermato anche l’elevato livello di affidabilità del campionato: tutte le 35 vetture partite hanno raggiunto il traguardo, nonostante un breve periodo di Full Course Yellow e l’arrivo della pioggia leggera nelle fasi finali. È un dato significativo per programmi tecnologicamente complessi, nei quali motori ibridi, sistemi elettronici, batterie e aerodinamica lavorano al limite per molte ore consecutive.

Per BMW, il successo brasiliano rafforza la credibilità del progetto Hypercar e offre ricadute importanti in termini di immagine, sviluppo e posizionamento. Le competizioni endurance restano infatti un laboratorio per materiali, software, gestione energetica e sistemi ibridi, tecnologie che possono influenzare anche la produzione di serie e la comunicazione commerciale dei marchi.

Il campionato tornerà dopo la pausa estiva con la gara di Austin, prevista dal 4 al 6 settembre sul Circuit of The Americas. Con quattro round ancora da disputare e una classifica molto corta, il successo di San Paolo ha aperto una fase decisiva della stagione, nella quale BMW, Ferrari, Cadillac, Toyota e gli altri costruttori dovranno trasformare la velocità in continuità di risultati.