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BYD prepara il sorpasso a Toyota: ecco la strategia

BYD prepara il sorpasso a Toyota: ecco la strategia

BYD vuole superare Toyota entro cinque anni puntando su Europa, batterie, ricarica rapida e produzione internazionale.

BYD punta a superare Toyota e diventare il primo costruttore automobilistico mondiale per volumi entro cinque anni. L’obiettivo, indicato dal presidente e fondatore Wang Chuanfu, segna un cambio di scala nella strategia del gruppo cinese: non più soltanto leader nelle auto elettrificate, ma produttore globale capace di competere con la struttura industriale, commerciale e finanziaria dei maggiori gruppi storici.

La distanza resta considerevole. BYD si colloca attorno a 4,5 milioni di veicoli, mentre Toyota supera i 10 milioni di unità annue. Per conquistare il primato, il costruttore cinese dovrà quindi più che raddoppiare i volumi, sviluppando contemporaneamente fabbriche, reti di vendita, assistenza, logistica e capacità finanziarie in mercati molto diversi tra loro.

La sfida dovrebbe essere affrontata senza entrare direttamente negli Stati Uniti, dove le barriere politiche e commerciali rendono poco probabile un’espansione nel breve periodo. Secondo Stella Li, responsabile delle attività internazionali di BYD, il gruppo può raggiungere la leadership mondiale attraverso la crescita organica, senza acquisire un costruttore occidentale. Il baricentro sarà rappresentato da Europa, Sud-est asiatico e America Latina, regioni nelle quali la domanda di vetture elettriche e ibride plug-in offre ancora ampi margini di sviluppo.

L’internazionalizzazione diventa necessaria anche per compensare il rallentamento del mercato domestico. Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni BYD sono aumentate del 65%, mentre le consegne in Cina sono diminuite di oltre il 20%. Brasile, Regno Unito e Australia figurano tra i principali mercati della nuova fase espansiva, ma la crescita estera non ha ancora bilanciato completamente la debolezza interna.

Per il 2026 BYD punta a vendere 1,5 milioni di automobili fuori dalla Cina, contro circa 1,05 milioni dell’anno precedente. È un passaggio decisivo: il gruppo deve trasformarsi da esportatore cinese in costruttore realmente multinazionale, capace di produrre vicino ai mercati finali e di adattare gamma, prezzi e servizi alle esigenze locali.

L’Europa rappresenta il banco di prova più complesso. Il continente offre volumi, margini e una domanda crescente di modelli elettrificati, ma presenta anche dazi, normative stringenti e una concorrenza consolidata. BYD sta rispondendo con una progressiva localizzazione industriale. L’avvio dell’assemblaggio nello stabilimento ungherese, previsto nel quarto trimestre del 2026, consentirà di ridurre l’esposizione alle tariffe sulle importazioni e di rafforzare il legame con la filiera europea.

La produzione locale non riguarda soltanto il contenimento dei costi doganali. Costruire in Europa significa accorciare la logistica, adattare più rapidamente i prodotti, aumentare la disponibilità dei ricambi e migliorare la percezione del marchio. L’incognita riguarda il valore industriale che resterà nel continente: molto dipenderà dalla quota di batterie, componenti elettronici e tecnologie che verranno prodotte localmente anziché importate dalla Cina.

La strategia europea comprende anche un investimento vicino ai 2 miliardi di euro nella ricarica rapida. La rete dovrebbe sostenere la diffusione dei modelli BYD e del marchio premium Denza, riducendo uno degli ostacoli principali all’acquisto di un veicolo elettrico. Per il gruppo si tratta anche di estendere il controllo della catena del valore oltre l’automobile, entrando nelle infrastrutture e nei servizi collegati all’utilizzo del veicolo.

Il vantaggio competitivo di BYD nasce proprio dall’integrazione verticale. Il costruttore produce batterie, motori elettrici, semiconduttori e numerosi componenti strategici, riducendo la dipendenza dai fornitori e mantenendo un maggiore controllo su costi, sviluppo e capacità produttiva. L’aumento della produzione della Blade Battery e le tecnologie di ricarica ultraveloce saranno due elementi centrali della scalata.

La crescita non poggia però esclusivamente sulle auto elettriche. Le ibride plug-in consentono a BYD di entrare nei mercati dove le infrastrutture sono ancora insufficienti o i clienti non sono pronti a passare completamente al BEV. Questa flessibilità tecnologica amplia la platea potenziale e riduce il rischio di dipendere da una sola motorizzazione.

Parallelamente, BYD vuole aumentare i margini salendo di fascia. Denza e Yangwang sono chiamati a competere nel premium con BMW, Audi, Land Rover e Porsche. Il passaggio sarà delicato: il vantaggio di prezzo e la dotazione tecnologica possono facilitare l’ingresso, ma costruire reputazione, valore residuo e fedeltà richiede tempo, una rete post-vendita efficace e una qualità costante.

Toyota conserva vantaggi difficili da replicare rapidamente. Il gruppo giapponese dispone di una presenza industriale distribuita in tutto il mondo, di reti commerciali capillari e di un’offerta che comprende benzina, full hybrid, plug-in, elettrico e celle a combustibile. La sua leadership non dipende soltanto dai volumi, ma dalla capacità di generare redditività in mercati e segmenti differenti.

Per BYD, superare Toyota significa quindi affrontare una trasformazione più profonda del semplice aumento delle vendite. Il gruppo dovrà mantenere qualità e margini mentre moltiplica stabilimenti, concessionarie e servizi. Dovrà inoltre gestire le tensioni commerciali con Europa e Stati Uniti e ridurre la dipendenza da un mercato cinese sempre più competitivo.

Il traguardo dei cinque anni appare ambizioso, ma la dichiarazione rende chiara la direzione industriale. BYD vuole diventare un gruppo automobilistico globale, utilizzando batterie, produzione integrata, ricarica rapida e presenza locale per modificare gli equilibri del settore. La partita con Toyota si giocherà soprattutto sulla capacità di trasformare la velocità cinese in una struttura mondiale sostenibile.

Scheda

Obiettivo BYD: primo costruttore mondiale entro cinque anni
Volumi BYD: circa 4,5 milioni di veicoli
Volumi Toyota: circa 10,5 milioni
Target estero 2026: 1,5 milioni di vetture
Vendite estere precedenti: circa 1,05 milioni
Crescita export nei primi cinque mesi 2026: +65%
Andamento del mercato cinese: consegne in calo di oltre il 20%
Mercati strategici: Europa, Sud-est asiatico e America Latina
Produzione europea: stabilimento ungherese dal quarto trimestre 2026
Investimento nella ricarica europea: quasi 2 miliardi di euro
Marchi premium: Denza e Yangwang