Lo studio T&E confronta elettrico e diesel: risparmi fino a 100.000 euro in cinque anni nei Paesi Bassi, mentre in Italia i costi restano più alti.
Un camion elettrico acquistato nel 2026 può generare risparmi fino a 100.000 euro nei Paesi Bassi e 85.000 euro in Germania nell’arco di cinque anni rispetto a un diesel. Sono le stime di Transport & Environment (T&E), organizzazione ambientalista europea, nel rapporto Are electric trucks cheaper to operate than diesel?, pubblicato il 28 settembre 2026 e firmato dall’analista Nils Hooftman. Il rincaro del gasolio legato al conflitto in Iran, richiamato anche da Reuters, rafforza la convenienza dell’elettrico. Il risultato dipende però dalle condizioni dei singoli mercati: incentivi, pedaggi e prezzi dell’energia modificano il bilancio economico delle flotte.
Camion elettrici e diesel: il confronto sui costi complessivi
Il parametro utilizzato è il costo totale di possesso, o TCO: una valutazione su cinque anni che comprende acquisto, finanziamento, energia, manutenzione, assicurazione, pedaggi e ricarica, considerando anche incentivi e valore residuo. La sintesi dello studio individua condizioni favorevoli all’elettrico in sei dei nove mercati UE analizzati, che rappresentano il 46% delle nuove vendite europee di camion pesanti. Oltre ai risultati di Paesi Bassi e Germania, T&E indica risparmi fino a 69.000 euro in Danimarca. Nei primi due Paesi, il maggiore investimento iniziale può essere recuperato in circa due anni.
Quanto pesa il caro gasolio sui risparmi delle flotte
Il comunicato distingue i risultati di base dallo scenario con gli elevati prezzi del diesel. In quest’ultimo caso, il vantaggio degli elettrici potrebbe salire a 123.000 euro nei Paesi Bassi e 106.000 euro in Germania, sempre su cinque anni.
| Mercato | Risparmio stimato in cinque anni | Scenario con diesel più caro |
| Paesi Bassi | Fino a 100.000 euro | Fino a 123.000 euro |
| Germania | Fino a 85.000 euro | Fino a 106.000 euro |
La crisi petrolifera amplia dunque un vantaggio che deriva anche dalle politiche nazionali e dalla riduzione dei prezzi dei mezzi. Per T&E, le agevolazioni sui pedaggi e il sostegno alla ricarica sono fattori decisivi per accelerare gli investimenti delle imprese di trasporto.
Prezzi d’acquisto e concorrenza dei camion cinesi
Il costo iniziale resta un ostacolo. Per una delle categorie a lunga percorrenza considerate, il modello assume 120.000 euro per un diesel, 265.000 euro per un elettrico europeo e 210.000 euro per un elettrico cinese: valori di riferimento dell’analisi, che non rappresentano un listino valido per ogni veicolo.
La differenza di prezzo apre una questione industriale per i costruttori europei. Secondo T&E, in Germania un mezzo elettrico dei nuovi concorrenti può aggiungere 34.000 euro di risparmio in cinque anni. L’organizzazione sollecita quindi un aumento dei volumi produttivi europei per ridurre i prezzi e difendere le quote di mercato.
Italia, un divario di 94.000 euro rispetto al diesel
Lo scenario italiano presenta un risultato diverso. Nel caso analizzato, un camion elettrico europeo in Italia comporta circa 94.000 euro di costi aggiuntivi su cinque anni rispetto al diesel. T&E collega il divario all’assenza di una differenziazione dei pedaggi basata sulla CO₂, di un mercato dei crediti energetici RED III e di un sistema prevedibile di incentivi per mezzi e ricarica. Nelle proiezioni al 2030, l’organizzazione stima che l’elettrico possa diventare conveniente in tutti e nove i mercati esaminati. È uno scenario condizionato alla prosecuzione delle politiche europee, alla riduzione dei prezzi dei camion e all’introduzione di ulteriori misure nazionali. Le scelte su pedaggi, energia e infrastrutture restano quindi determinanti per il ritorno economico degli investimenti.


