Chery è il primo costruttore auto nella classifica Kantar 2026 e accelera su produzione locale, tecnologia e crescita internazionale.
Chery conquista il primo posto tra le case automobilistiche nella Kantar BrandZ Top 50 Chinese Global Brand Builders 2026, salendo all’11ª posizione assoluta e confermando per il nono anno consecutivo la propria presenza nella classifica. Il risultato misura qualcosa di più delle esportazioni: segnala la capacità del gruppo cinese di trasformarsi da produttore orientato ai volumi in un marchio radicato nei mercati internazionali, con strutture industriali, ricerca, personale e catene di fornitura sempre più locali.
Per il settore automotive europeo, questa evoluzione rappresenta un passaggio rilevante. I costruttori cinesi non competono più soltanto attraverso prezzi, dotazioni e rapidità di lancio, ma cercano di costruire fiducia, riconoscibilità e una presenza stabile nei singoli Paesi. Chery, attraverso marchi come Omoda & Jaecoo, sta seguendo proprio questa direzione, affiancando all’espansione commerciale investimenti nella produzione, nelle tecnologie e nella rete distributiva.
La classifica, presentata il 24 luglio da Kantar, colloca Chery davanti agli altri operatori automotive cinesi per capacità di costruire valore fuori dal mercato domestico. Il rapporto descrive una nuova fase della globalizzazione dei marchi del Paese, definita come una crescita più selettiva e fondata sul brand. Non basta quindi vendere automobili all’estero: occorre adattare prodotti, comunicazione e servizi alle esigenze locali, riducendo la distanza culturale tra costruttore e cliente.
È il concetto sintetizzato da Zhang Guibing, Executive Vice President di Chery Auto e Presidente di Chery International. Secondo il manager, l’industria cinese è entrata nell’“era 3.0” dell’espansione globale, nella quale il rapporto qualità-prezzo e la forza del prodotto non sono più sufficienti. A diventare determinanti sono «il radicamento nella mente dei consumatori e la fiducia locale costruita nel lungo periodo».
Dietro questa impostazione c’è una strategia che Chery riassume nella formula “In somewhere, For somewhere, Be somewhere”: operare in un mercato, sviluppare soluzioni per quel mercato e diventarne parte integrante. Il gruppo punta così a superare il modello dell’esportazione unidirezionale, cercando di essere percepito come un’impresa locale con origine e competenze cinesi, anziché come un semplice importatore.
La localizzazione coinvolge personale, ricerca, produzione e approvvigionamenti. Chery dispone oggi di otto centri di ricerca e sviluppo nel mondo e impiega oltre 20.000 persone fuori dalla Cina, l’85% delle quali assunte localmente. Numeri che indicano la costruzione di una struttura internazionale meno dipendente dalla sola attività industriale domestica e più capace di rispondere a normative, gusti e condizioni di utilizzo differenti.
Anche il portafoglio tecnologico segue una logica flessibile. Chery continua a investire contemporaneamente in motori a benzina, ibridi HEV, plug-in hybrid, elettrici a batteria e idrogeno. La scelta riflette la frammentazione della domanda globale: mentre alcuni mercati accelerano sui veicoli elettrici, altri mantengono una forte richiesta di motorizzazioni termiche o ibride per ragioni legate a infrastrutture, prezzi dell’energia e regolamentazione.
La strategia si estende inoltre oltre l’automobile. Dal 2026 AiMOGA, il marchio di robotica del gruppo, avrebbe superato le 1.000 unità vendute in oltre 50 Paesi e regioni. L’iniziativa suggerisce la volontà di trasferire competenze maturate in automazione, intelligenza artificiale e produzione intelligente verso altri settori, creando un ecosistema tecnologico più ampio intorno al gruppo.
In Europa, e in particolare in Italia, la crescita è affidata soprattutto a Omoda & Jaecoo. A giugno 2026 il marchio ha registrato 4.189 immatricolazioni nel nostro Paese, raggiungendo una quota del 2,83%. Nel primo semestre le consegne sono salite a 21.503 unità, pari al 2,27% del mercato. Sono dati che mostrano una penetrazione rapida in un mercato tradizionalmente difficile per i nuovi operatori.
A livello globale, Omoda & Jaecoo ha consegnato 75.102 vetture a giugno, con una crescita dichiarata del 178% su base annua, sostenuta in particolare da Jaecoo 5 e Jaecoo 7. Il prossimo passaggio sarà l’arrivo della Omoda 4, crossover compatto destinato a un pubblico giovane e caratterizzato da un’impostazione digitale più marcata. Il modello introdurrà un abitacolo con AI Intelligent Cockpit, interazione vocale continua e gestione di più scenari d’uso.
L’espansione di Chery ha anche una dimensione industriale e occupazionale. Nel nuovo stabilimento di Rosslyn, in Sudafrica, il gruppo ha mantenuto i 692 dipendenti già presenti e stima quasi 3.000 nuovi posti di lavoro nell’indotto. È un esempio del modello con cui i costruttori cinesi cercano di rafforzare la propria accettazione nei mercati esteri: non soltanto importazioni, ma investimenti produttivi, occupazione locale e coinvolgimento dei fornitori.
Il riconoscimento Kantar non garantisce automaticamente una crescita duratura, ma fotografa un cambiamento competitivo ormai evidente. Chery sta cercando di passare dalla velocità commerciale alla costruzione di una presenza industriale e reputazionale stabile. Il successo dipenderà dalla capacità di mantenere qualità, assistenza e valore residuo nel tempo, oltre che dalla solidità della rete. Per i costruttori europei, la sfida non arriva più soltanto da prodotti convenienti, ma da gruppi cinesi che stanno imparando a comportarsi come aziende globali.
Scheda
Classifica: Kantar BrandZ Top 50 Chinese Global Brand Builders 2026
Posizione Chery: 11ª assoluta, prima nell’automotive
Presenze consecutive: 9
Centri R&S globali: 8
Dipendenti all’estero: oltre 20.000
Personale assunto localmente: 85%
Omoda & Jaecoo Italia, giugno: 4.189 immatricolazioni
Quota italiana di giugno: 2,83%
Consegne globali Omoda & Jaecoo: 75.102 a giugno
Prossimo modello: Omoda 4







