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Chi guadagna di più sulle auto? Mercedes prima, Honda ultima

Chi guadagna di più sulle auto? Mercedes prima, Honda ultima
Fiat

L’EBIT dei 15 costruttori analizzati dal CAM scende a 35,6 miliardi: ricavi quasi stabili, ma margini e profitto per auto arretrano.

L’industria automobilistica globale continua a generare ricavi, ma fatica sempre più a trasformarli in profitti: nel primo semestre 2026 l’EBIT complessivo dei 15 grandi costruttori analizzati dal Center of Automotive Management (CAM) è sceso del 17,5%, passando da 43,2 a 35,6 miliardi di euro. Nello stesso periodo il fatturato è diminuito soltanto dell’1,4%, segnalando che il problema centrale del settore non è tanto la tenuta dei volumi economici quanto l’erosione della redditività.

La marginalità media del campione è scesa dal 3,5% al 3,3%, mentre l’EBIT per automobile consegnata è passato da 1.409 a 1.187 euro, circa il 16% in meno. È questo il dato che meglio fotografa la pressione sui modelli di business dei costruttori: ogni vettura venduta genera mediamente meno risultato operativo proprio mentre elettrificazione, software, normative e riconversione degli stabilimenti continuano a richiedere capitali elevati.

L’analisi del CAM, ripresa tra gli altri da Handelsblatt, Tagesschau, Blue News e MarketScreener, evidenzia una dinamica che accomuna gran parte dell’industria. Guerra dei prezzi in Cina, dazi statunitensi, pressione sui costi, incentivi commerciali e necessità di sostenere contemporaneamente tecnologie termiche, ibride ed elettriche stanno comprimendo i margini più rapidamente dei ricavi.

Il campione non rappresenta però l’intero mercato mondiale. BYD, Geely, SAIC, Chery e altri grandi gruppi cinesi non sono inclusi, poiché al momento dell’elaborazione non erano disponibili dati semestrali pienamente comparabili. È quindi più corretto parlare dei 15 costruttori globali analizzati dal CAM, evitando di considerarli automaticamente i quindici maggiori gruppi del mondo.

Le differenze tra aziende restano profonde. Toyota conserva il maggiore EBIT assoluto, con 8,8 miliardi di euro, confermando il vantaggio di una scala produttiva molto elevata e di un portafoglio tecnologico nel quale l’ibrido continua a svolgere un ruolo determinante. Sul fronte della redditività per singola automobile, invece, domina Mercedes-Benz con 4.122 euro di EBIT per vettura, davanti a BMW con 3.142 euro.

È una fotografia che mostra quanto il posizionamento premium continui a offrire una protezione relativa contro la compressione dei margini, anche se non elimina la pressione derivante dal rallentamento della domanda e dai costi della transizione. Suzuki, con un margine EBIT del 10,1%, emerge invece come il gruppo con la percentuale più elevata nel campione, confermando l’efficacia di una struttura industriale focalizzata su vetture compatte e mercati in crescita come l’India.

Più complessa la posizione di Stellantis, che rappresenta uno dei casi di recupero più evidenti. Secondo i dati CAM, il gruppo è tornato a un EBIT positivo di circa 1,39 miliardi di euro, dopo i -2,71 miliardi del primo semestre 2025. La redditività resta tuttavia contenuta: circa 471 euro per vettura e un margine EBIT vicino all’1,7%.

Il dato segnala che la ristrutturazione sta producendo un miglioramento, ma anche quanto sia ancora ampia la distanza rispetto ai concorrenti più redditizi. Stellantis rappresenta circa il 3,9% dei 35,6 miliardi di EBIT complessivo del campione CAM, pur appartenendo ai gruppi con i maggiori volumi produttivi.

La questione è particolarmente importante perché il gruppo deve finanziare contemporaneamente rinnovo della gamma, piattaforme elettrificate, software, capacità produttiva e rilancio commerciale in mercati strategici. Una redditività per vettura molto inferiore alla media limita il margine finanziario disponibile per sostenere questa trasformazione senza intervenire ulteriormente su costi, capacità industriale e organizzazione della rete.

Nel caso Stellantis occorre inoltre distinguere il dato utilizzato dal CAM dall’Adjusted Operating Income comunicato direttamente dal costruttore. Quest’ultimo si attesta a circa 1,73 miliardi di euro, con un margine adjusted del 2,1%. La differenza deriva dalle diverse metodologie contabili: il CAM utilizza l’EBIT per rendere più omogeneo il confronto tra aziende, mentre Stellantis presenta anche un risultato operativo rettificato da determinate componenti.

La divergenza tra fatturato e redditività interessa direttamente anche la filiera automotive. Quando i margini dei costruttori si riducono, aumenta la pressione sui fornitori per ottenere risparmi sui componenti, ridurre i tempi di sviluppo e localizzare maggiormente la produzione. Parallelamente cresce il rischio di revisione dei programmi industriali meno redditizi e di maggiore selettività sugli investimenti.

Gli effetti coinvolgono anche concessionari e clienti. Per sostenere i volumi, i costruttori possono ricorrere a incentivi e campagne finanziarie che favoriscono le vendite nel breve periodo ma possono comprimere ulteriormente il margine e deteriorare i valori residui. La sfida diventa quindi difendere contemporaneamente quota di mercato, prezzo e redditività.

La seconda metà del 2026 difficilmente eliminerà queste tensioni. Secondo il quadro riportato dalla stampa tedesca sulla base dell’analisi CAM, dazi statunitensi e competizione sui prezzi in Cina continueranno a rappresentare due dei principali fattori di rischio. A questi si aggiunge la necessità di sostenere investimenti elevati nell’elettrico proprio mentre la domanda procede a velocità differenti tra Europa, Stati Uniti e Asia.

Il primo semestre indica quindi un cambio di priorità per l’industria: dopo anni nei quali la crescita dei ricavi e l’aumento dei prezzi avevano sostenuto i risultati, torna centrale il controllo del costo industriale. Il vero terreno competitivo non è più soltanto quante auto vengono vendute, ma quanto profitto resta su ciascuna vettura dopo aver finanziato tecnologia, produzione e distribuzione.

Scheda

EBIT complessivo campione CAM H1 2026: 35,6 miliardi di euro
EBIT H1 2025: 43,2 miliardi
Variazione: -17,5%
Ricavi: -1,4%
Margine EBIT medio: 3,3%
EBIT medio per vettura: 1.187 euro
Toyota: 8,8 miliardi di EBIT
Mercedes-Benz: 4.122 euro di EBIT per vettura
BMW: 3.142 euro per vettura
Suzuki: margine EBIT 10,1%
Stellantis: 1,39 miliardi di EBIT, 471 euro per vettura
Costruttori cinesi esclusi: tra gli altri BYD, Geely, SAIC e Chery