Renault e il designer inglese Ross Lovegrove hanno preferito un salone non automobilistico per svelare in anteprima mondiale la concept-car Twin’z. Parliamo del “Salone Internazionale del Mobile di Milano”, appuntamento ineludibile del design, dimostra la volontà di Renault di ampliare il proprio pubblico, rivolgendosi ad un’audience sensibile all’universo della creazione, nella prospettiva di abbattere le frontiere tra il mondo degli oggetti in movimento – “l’auto-mobile” – e quello dell’arredamento.
Quinta creazione della gamma di concept-car che illustrano la strategia di Renault basata sulle grandi tappe della vita – petalo Play – Twin’Z incarna un approccio moderno e ludico alla city car, con un’espressione artistica che stimola l’emozione e gioca con i sensi. La concept car prefigura le linee stilistiche di una piccola, ludica e moderna, che si ispira all’eredità dei modelli emblematici della storia della Marca, seguendo le orme della R5 e di Twingo. Twin’Z è dotata di un’architettura a trazione posteriore, con motore posteriore 100% elettrico.
Renault ha chiesto a Ross Lovegrove di esaltare gli esterni, sintesi con un trattamento che sintetizzasse tecnologia e raffinatezza. Il designer ha avuto carta bianca nella progettazione dell’abitacolo, che si presenta come uno spazio di vita interno. Il progetto mostra l’estensione delle fonti d’ispirazione design e propone un’interpretazione originale della city car.
Ross Lovegrove presenta la sua visione personale dell’automobile, sviluppando una visione che si ispira al mondo naturale. Un risultato ottenuto grazie ad un inedito sfruttamento della luce e di forme organiche, che rendono Twin’Z un oggetto accattivante, quasi vivo.Con Twin’Z, Renault fa valere la sua legittimità nel creare un’auto piccola, ludica e moderna, che propone un approccio innovativo. Questa concept-car si ispira sia all’eredità di Twingo I, sia a quella della R5, due city car che hanno entrambe creato una moda e segnato la propria epoca. Ma Twin’Z rientra in una nuova dimensione, con interni essenziali, estremamente semplici, impreziositi da dettagli raffinati e tecnologici, realizzati grazie a sofisticati dispositivi digitali. La sagoma e le dimensioni sono parametri fondamentali nell’impressione trasmessa dall’auto.
Lunga appena 3,62 m, Twin’Z suggerisce robustezza e protezione, grazie alle proporzioni, alla linea di cintura della scocca rialzata e agli sbalzi ridotti. Un’impressione rafforzata dalle ruote sovradimensionate da 18”. L’architettura con motore a trazione posteriore ha permesso di spostare le ruote ai quattro angoli, a vantaggio di un assetto robusto e di un pianale di ampia superficie, caratteristiche che offrono al modello un’identità esclusiva e un rapporto eccezionale tra abitabilità e compattezza.
Twin’Z presenta linee tese che trasmettono un’impressione di forza e sicurezza. La carrozzeria porta l’impronta dello studio Ross Lovegrove, che l’ha progettata come sintesi di raffinatezza e tecnologia. La calandra è disegnata per creare un effetto vortice, orientando i flussi d’aria e controllandone le turbolenze, in modo da ottimizzare le performance aerodinamiche. Questo motivo si declina anche come un’impronta nel paraurti posteriore, facendo eco alla firma dei gruppi ottici. Le porte di Twin’Z, ad apertura contrapposta, si aprono elettricamente. L’assenza di montante centrale consente di svelare integralmente l’abitacolo, liberando un ampio spazio di accesso a bordo. Questa capacità di apertura sul mondo esterno induce anche un sensibile impatto dal punto di vista ergonomico: l’automobile compatta si libera dal guscio che la opprime. Twin’Z è un oggetto prezioso e tecnologico, come dimostrato da alcuni dettagli, tra cui i pulsanti a sfioramento, che comandano l’apertura elettrica delle porte. Le ruote sono state progettate come entità indissociabili. Il cerchio adotta una tinta verde luminescente e un disegno ispirato alle strutture che si osservano nel mondo organico: partendo da un nucleo centrale, si sviluppa fino alla periferia con sottili ramificazioni d’ispirazione vegetale. Il pneumatico, specificamente messo a punto da Michelin, prolunga tale geometria per collegare i due elementi, permettendo alla ruota di presentarsi come un insieme, invece che come associazione di elementi separati. L’insieme è stato realizzato grazie alla modellizzazione parametrica e alla stampa 3D, per ottenere un’unità strutturale estetica.
L’illuminazione di Twin’Z è esclusivamente assicurata da LED che consentono di pilotare sequenze di animazione e di esaltarne l’identità luminosa. I fari anteriori sono stati ridotti ad espressione grafica minima. Sottolineati da una palpebra, offrono a Twin’Z una vivacità positiva, rafforzata dall’utilizzo di una quantità minima di linee che conferiscono al modello uno sguardo decisamente ottimista. A loro volta, i proiettori addizionali delle luci diurne, veri e propri gioielli tecnologici, sono dotati di una struttura a lamine che evoca l’iride dell’occhio umano, e contribuiscono al carattere antropomorfico del frontale che conferisce a Twin’Z una personalità intrisa di umanità.
Twin’Z è animata da un’originale rete di LED, che le consente di illuminarsi progressivamente. La luce nasce nella losanga e si propaga verso i fanali, prima di risalire sui montanti del parabrezza per correre poi lungo il padiglione e ridiscendere fino al paraurti posteriore. Questo percorso crea un effetto magico che sembra infondere vita a Twin’Z.Il tetto in vetro stratificato si prolunga nel lunotto, esaltando la sensazione di abitabilità, ed è animato da una molteplicità di LED integrati che risvegliano i sensi degli occupanti. Secondo Ross Lovegrove, «Questi ultimi si trovano così avviluppati in uno scrigno tecnologico, che li inonda di luce in simbiosi con l’energia emessa da Twin’Z».
Il retrovisore laterale è stato sostituito da una videocamera integrata, “immersa” nella carrozzeria. Uno spoiler posteriore in cristallo aumenta la portanza dell’auto e completa con dinamismo la fluidità delle linee, rialzandole visivamente e ispirando una sensazione di leggerezza.
I gruppi ottici posteriori sono scomparsi, sostituiti da un’illuminazione a LED integrata nel vetro. Questo gioco di luci consente nuove configurazioni: ad esempio, premendo il pedale del freno, la luminosità delle luci di stop risale dolcemente verso il tetto, assicurando maggiore visibilità e sicurezza. Twin’Z prosegue la tradizione delle piccole Renault, compatte ed abitabili. Grazie all’architettura originale, Z28 propone un ampio volume interno con un ingombro ridotto. La presenza di un doppio pianale è accompagnata da una posizione di guida rialzata. Conducente e passeggero beneficiano di un’eccellente visibilità sulla strada e l’ambiente esterno. Di stile essenziale, l’abitacolo esprime una grande semplicità, offrendo un’impressione di unità e spazio.
“L’abitacolo non è diviso in elementi separati. I passeggeri posteriori beneficiano al massimo dell’esperienza di viaggio. Abbiamo integrato lo schienale dei sedili posteriori nel pianale, per creare più spazio e una nuova estetica disinvolta”. Ross Lovegrove.Le porte ad apertura contrapposta e l’assenza del montante centrale offrono una visione completa dell’abitacolo, che ispira purezza ed estrema leggerezza: purezza delle linee, che propagano liberamente e voluttuosamente il loro flusso luminoso nell’abitacolo, senza mai incontrare freni né ostacoli. Evocando i flussi energetici, le linee bicolori illuminano l’abitacolo di un verde luminescente, che ne rivela la topografia, e contribuiscono alla percezione di uno spazio di vita unificato e particolarmente abitabile.
Leggerezza dei 4 sedili, il cui volume è stato ridotto allo stretto necessario. Costituiti da un’ossatura verde, che sembra essersi spontaneamente sviluppata dal pianale, essi sono ricoperti da una fibra blu tessuta sulla base di una maglia 3D che riunisce tutte le qualità: leggera, pur restando particolarmente confortevole; impermeabile e ignifuga, pur essendo traspirante. Visibile e luminescente sotto la trama, l’ossatura del sedile offre una dimensione eterea all’insieme dell’abitacolo. I sedili sono provvisti di diodi a LED, incorporati nei montanti del telaio che ne sottolineano le forme attraverso il tessuto, illuminando l’abitacolo dell’auto.
L’Interfaccia Uomo/Macchina è ridotta al minimo. Il cruscotto scompare, mentre gli strumenti sono raggruppati su un semplice tablet, montato su un’asta tra i due sedili anteriori, capace di fare tutto ciò che esiste nel campo della domotica: controllo dei parametri del veicolo (riscaldamento, regolazione sedili, accensione dei fanali e del tetto), ma anche GPS e connettività. Uno smartphone, disposto davanti al conducente, gli consente di visualizzare la velocità, l’autonomia e le spie principali.

