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ES, una sigla storica di Volvo, torna a vivere con la Concept Estate

ES, una sigla storica di Volvo, torna a vivere con la Concept Estate
volvo 1800 es (1)
ES, una sigla storica di Volvo, torna a vivere con la Concept Estate
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ES, una sigla storica di Volvo, torna a vivere con la Concept Estate

Al recente Salone di Ginevra oltre alla Concept Estate in passerella Volvo ha presentato anche la versione shooting break della stessa vettura storica, la 1800ES, una delle auto stilisticamente più innovative e significative mai prodotte da Volvo.
Con il recupero della sigla ES e il ripetuto parallelo fra passato e presente, Volvo sottolinea come l’autenticità delle proprie vetture di oggi, anticipazione delle auto di domani, derivi anche dalla reinterpretazione in chiave moderna di alcuni dei temi che hanno reso unico e inconfondibile lo stile Volvo.
 Presentando la terza concept car che annuncia il nuovo corso del design di Volvo e svelando al tempo stesso i criteri di stile e tecnologia che verranno utilizzati per gli interni dei modelli futuri, Volvo getta così un ponte ideale fra tradizione e innovazione in nome della più perfetta svedesità.
 La sottile ispirazione ai modelli della serie 1800 risulta evidente da numerosi dettagli all’interno della Concept Estate, come ad esempio il volante a due razze, il quadro strumenti e i quadranti. Come spiega Robin Page, Responsabile Stilistico Interni di Volvo: “I primi quarant’anni della storia di Volvo sono stati caratterizzati da maestrìa artigianale espressione della tradizione e dall’impiego di materiali di alta qualità. Ora stiamo fondendo questa parte vitale del DNA del nostro marchio con una concentrazione su tecnologia e funzionalità intelligenti. Con laConcept Estate esprimiamo inoltre il lato creativo della Scandinavia. Il risultato è un abitacolo insolito che si distingue per i materiali autentici e i dettagli curatissimi.”
 Era l’autunno del 1971 allorché venne presentata una nuova versione delle già celebre coupé Volvo P1800. Tale variante di carrozzeria venne chiamata 1800ES. Una hatchbacksportiveggiante con una linea del tetto che si estendeva verso il posteriore e una coda che richiamava quella di una break, caratterizzato da un portellone con un grande lunotto. In pratica, una GT e una wagon (o, all’epoca, giardinetta) combinate, il primo, vero esempio di sports wagon. La 1800ES vantava una maggiore capacità di carico rispetto alla coupé, e offriva lo spazio che serviva per sistemare equipaggiamento da golf o da caccia, tanto per fare qualche esempio.
La ES fu disegnata a Göteborg e attirò molta attenzione in virtù della sua originalità; al tempo, stesso, ovviamente, divise i giudizi in maniera netta. Comunque, a dispetto delle critiche di una parte del pubblico, è diventata una vettura di culto al pari della sorella coupé e molti sono gli esemplari ancora circolanti.
 Sotto la diversa carrozzeria, lavorava una meccanica assolutamente analoga a quella della P1800 Coupé. La 1800ES venne prodotta dal 1971 al 1973 per un totale di 8.078 unità. L’uscita di produzione fu determinata essenzialmente dalle regole sempre più severe che in tema di sicurezza si stavano introducendo soprattutto negli USA, mercato di fondamentale importanza per Volvo. Essere in linea con quanto richiesto dalle nuove normative sarebbe stato semplicemente troppo oneroso considerando i volumi espressi dal modello. Che pertanto uscì di scena.
 
Volvo 1800 ES – Specifiche tecniche
Carrozzeria: coupé break 2+2 posti.
Dimensioni: lunghezza 438 cm, passo 245 cm.
Motore: 4 cilindri di 1,986 cc, alesaggio x corsa 88.9 x 80 mm; potenza 124-135 CV.
Trasmissione: cambio manuale a 4 rapporti con overdrive elettrico, leva del cambio montata sul pavimento; cambio automatico a 3 rapporti con leva al piantone dello sterzo.
Freni: idraulici a disco sulle quattro ruote.
 
Applicare la filosofia che aveva ispirato all’epoca la 1800ES, esempio di funzionalità scandinava, a una moderna station wagon – che rappresenta l’essenza della versatilità di Volvo – significa realizzare un’automobile al tempo stesso bella e diversa. Come la Volvo Concept Estate. Il generoso rapporto tra asse anteriore e montante ‘A’, il cofano ribassato, il profilo filante e il tetto in vetro sono tutti elementi che contribuiscono a creare l’impressione di una wagon sportiva a tre porte dinamica eppure capace.
Come nel caso delle Concept Coupé e Concept XC Coupé, la Volvo Concept Estate si distingue per una nuova topografia del cofano e per la griglia anteriore ‘fluttuante’, ai cui lati spiccano i fari anteriori con nuove luci a LED per marcia diurna a forma di ‘T’. I caratteristici gruppi ottici posteriori sono un altro elemento distintivo della nuova direzione stilistica intrapresa da VolvoCars.
 L’elemento stilistico della Volvo Concept Estate che più colpisce è la sua semplicità. In abitacolo, i tradizionali tasti e i comandi a manopola sono stati sostituiti da un unico grande schermo di controllo con tecnologia touchscreen che assomiglia a un tablet, collocato nella console centrale, che crea in modo evidente un’atmosfera da 21° secolo nell’abitacolo. “L’idea di base è quella di organizzare i comandi in modo assolutamente intuitivo e facile da utilizzare. Tutto si trova esattamente dove ci si aspetta e questo rende la guida più piacevole, efficiente e sicura,” spiega Thomas Ingenlath,
Volvo è la Casa automobilistica che ha ridefinito il concetto di station wagon abbinando la funzionalità, la robustezza e la praticità alle prestazioni dinamiche e la nuova Concept Estate indica come la Casa potrebbe sfruttare la propria tradizione ed esperienza automobilistica per la realizzazione dei suoi modelli futuri.
 Le variopinte ed estroverse tendenze nell’ambito del design e del lifestyle svedese contemporaneo sono state importanti fonti di ispirazione per il team di designer della Concept Estate. Gli occupanti di tutti e quattro i sedili sono avvolti da cinture di sicurezza arancioni, e la stessa intensa tonalità è ripresa anche dall’esclusiva moquette in lana realizzata dal designer svedeseKasthall. Persino la leva del cambio in cristallo di Orrefors/Kosta Boda ha un riflesso arancione, mentre il rivestimento in tessuto di lana a scacchi bianchi e neri all’interno del padiglione e sulla parte posteriore dello schienale dei sedili anteriori aggiungono un tocco di giocosità alla ‘stanza’.