In Italia oltre 136 mila veicoli vengono rubati ogni anno. Geotab indica AI, geofencing e tracking multilivello come nuove difese.
In Italia vengono rubati ogni giorno 285 autoveicoli e quasi 90 tra moto e motorini, mentre le aziende europee devono fare i conti con reti criminali sempre più organizzate e capaci di neutralizzare i tradizionali sistemi di localizzazione. È il quadro che emerge dai dati raccolti da Geotab, secondo cui la sicurezza delle flotte non può più dipendere da un singolo tracker: servono sistemi multilivello, intelligenza artificiale e monitoraggio preventivo.
Il problema assume una dimensione particolare durante l’estate, quando la minore presenza di persone in città, aree industriali e depositi può creare condizioni favorevoli ai furti. Ma il fenomeno ha ormai caratteristiche strutturali. Secondo un’analisi di Facile.it basata sui dati del Ministero dell’Interno, in Italia vengono sottratti oltre 136 mila veicoli l’anno. Le statistiche Eurostat collocano inoltre il Paese al quarto posto in Europa, con 231 furti di veicoli ogni 100 mila abitanti, dietro Lussemburgo, Svizzera e Svezia.
Per le imprese il rischio non riguarda soltanto il mezzo. Una ricerca di Geotab indica che nel 2025 le aziende europee hanno registrato in media 34 furti di carico, valore che sale a 36 in Italia. Dal 2022 le perdite economiche legate alla sottrazione delle merci sarebbero aumentate del 438%, segnalando una trasformazione del furto da episodio occasionale a problema operativo capace di incidere su costi assicurativi, consegne, contratti e continuità della supply chain.
La risposta tecnologica, però, non è automatica. Uno dei principali errori dei gestori di flotte è considerare la presenza di un dispositivo telematico sufficiente per ritrovare il veicolo. Le organizzazioni specializzate conoscono ormai bene questi sistemi e utilizzano jammer, disturbatori di frequenza relativamente economici, per interrompere o alterare la trasmissione del segnale.
Il fattore tempo diventa determinante. Tra l’uscita del mezzo da un deposito e la sua intercettazione possono trascorrere pochi minuti, mentre un singolo dispositivo di localizzazione può essere individuato o neutralizzato. In questo scenario, la telematica continua a essere fondamentale, ma deve essere inserita all’interno di un’architettura di sicurezza più ampia.
Anche affidarsi esclusivamente ai sistemi installati dal costruttore può non bastare. La telematica di fabbrica nasce soprattutto per raccogliere informazioni sul funzionamento del veicolo, sulla manutenzione e sui servizi connessi. In alcuni modelli, inoltre, il conducente può utilizzare una modalità privacy che interrompe la trasmissione dei dati. Una funzione legittima dal punto di vista della riservatezza, ma che può trasformarsi in una vulnerabilità se utilizzata da chi sottrae il mezzo.
Per questo Geotab indica nella ridondanza dei sistemi di tracciamento uno degli elementi più importanti. Un secondo dispositivo indipendente, installato separatamente e capace di utilizzare differenti percorsi di comunicazione, rende più difficile interrompere contemporaneamente tutte le fonti disponibili. La logica è quella già utilizzata in altri settori critici: non affidare la protezione dell’asset a un solo punto potenzialmente vulnerabile.
Il secondo cambiamento riguarda il passaggio da una sicurezza reattiva a una sicurezza predittiva. Tradizionalmente il processo parte quando il veicolo risulta scomparso: viene generato un allarme e comincia la ricerca. Ma in quel momento il mezzo potrebbe essere già diretto verso un’area di smontaggio, un porto o un confine nazionale.
Il geofencing, il controllo dei movimenti nelle ore notturne e gli alert legati all’attraversamento di determinate aree consentono invece di individuare comportamenti anomali prima della conferma del furto. Gli algoritmi di intelligenza artificiale possono confrontare spostamenti, orari e localizzazione con i normali schemi operativi della flotta e segnalare attività sospette nelle zone considerate a rischio.
La capacità di anticipare l’allarme può diventare decisiva soprattutto per le flotte commerciali, dove pochi minuti possono separare il recupero del veicolo dalla sua perdita definitiva. La conseguenza economica non è limitata al valore dell’asset: entrano in gioco fermo operativo, sostituzione del mezzo, merci mancanti, premi assicurativi e possibili penali verso i clienti.
La complessità aumenta per le aziende che operano su più mercati europei. Le modalità dei furti cambiano da Paese a Paese, così come le rotte utilizzate dalle organizzazioni criminali, i tempi di intervento delle autorità e le procedure per il recupero transfrontaliero. Un sistema configurato esclusivamente sulle caratteristiche del mercato italiano può quindi risultare meno efficace in Germania, Spagna o Irlanda.
Le reti organizzate tendono inoltre a utilizzare corridoi internazionali e a trasferire rapidamente i veicoli verso Paesi nei quali localizzazione e recupero possono diventare più complessi. Per le flotte paneuropee, la sicurezza assume così una dimensione simile alla gestione del rischio logistico: richiede dati, procedure comuni e capacità di intervento coordinata.
“La protezione dei veicoli è una decisione di sistema”, osserva Stefano Peduzzi, Vice President Technology Solutions di Geotab, sottolineando come ogni livello di protezione possa prima o poi essere messo alla prova dalle organizzazioni criminali. Il principio diventa quindi quello della ridondanza, con più tecnologie chiamate a operare contemporaneamente.
La direzione indicata per le flotte combina tracciamento multilivello, analisi AI delle anomalie e centri operativi dedicati alla sicurezza. È un cambiamento che riguarda direttamente anche l’evoluzione della fleet management: la telematica non serve più soltanto a ridurre consumi, controllare percorsi o pianificare la manutenzione, ma diventa parte dell’infrastruttura di protezione degli asset e delle merci. In un mercato in cui veicoli e carichi hanno un valore crescente, la sicurezza digitale e quella fisica sono ormai sempre meno separabili.
Scheda
Veicoli rubati in Italia: oltre 136.000 l’anno
Media giornaliera: 285 autovetture e quasi 90 moto e motorini
Furti ogni 100.000 abitanti: 231
Posizione dell’Italia in Europa: quarta
Furti di carico medi per azienda in Europa: 34
Media in Italia: 36
Aumento delle perdite da furti di merci dal 2022: 438%
Tecnologie chiave: tracking multilivello, geofencing, AI, alert automatici
Principio strategico: ridondanza dei sistemi di sicurezza

