Al G7 di Évian Renault schiera 117 veicoli e valorizza produzione francese, elettrico, ricerca e filiera industriale.
Renault usa il vertice del G7 di Évian-les-Bains come vetrina industriale per mostrare non soltanto una flotta istituzionale, ma una precisa idea di competitività: produzione nazionale, elettrificazione, tecnologie accessibili e filiera corta. Dal 15 al 17 giugno 2026 la Casa francese affianca la Presidenza della Repubblica come partner ufficiale dell’evento, mettendo a disposizione 117 veicoli destinati agli spostamenti di ministri, capi di Stato, delegazioni internazionali, corpi diplomatici, personale tecnico, sicurezza e team organizzativi.
La scelta non è casuale. In un momento in cui l’industria europea dell’auto è chiamata a difendere quote di mercato, occupazione e sovranità tecnologica, Renault porta al G7 una flotta che racconta la trasformazione del gruppo più della semplice fornitura di servizio. Al centro ci sono Renault 5 E-Tech Electric e Scénic E-Tech Electric, due modelli elettrici prodotti a Douai e certificati Origine France Garantie. Entrambi hanno ottenuto il titolo di Car of the Year, rispettivamente nel 2025 e nel 2024, e rappresentano la parte più visibile dell’offensiva elettrica del marchio.
Per Renault, il messaggio industriale è evidente: l’elettrico europeo può ancora avere una base produttiva forte in Francia, purché sia sostenuto da volumi, piattaforme dedicate e integrazione della catena del valore. Douai, insieme a Maubeuge e Ruitz, fa parte di ElectriCity, il polo con cui il gruppo ha concentrato nel Nord della Francia una parte strategica della produzione di veicoli elettrici. È qui che il costruttore cerca di costruire un vantaggio competitivo non solo sul prodotto finale, ma anche sull’organizzazione industriale, sul rapporto con i fornitori e sulla capacità di ridurre la dipendenza da ecosistemi extraeuropei.
La flotta scelta per il G7, però, non si limita alle vetture elettriche. Renault mette in campo anche Espace, Rafale, Austral e una serie di Trafic prodotti a Sandouville, in Normandia. Il ruolo dei veicoli commerciali è tutt’altro che secondario: Trafic Combi garantisce il trasporto di team e delegazioni, mentre Trafic Easy Access, progettato per le persone a mobilità ridotta, consente una gestione più inclusiva degli spostamenti. In questo modo la Casa francese presenta un portafoglio capace di coprire esigenze diverse, dalla rappresentanza istituzionale alla logistica operativa.
Il valore politico-industriale dell’operazione è rafforzato dal peso della Francia nella strategia di Renault Group. Secondo i dati comunicati dall’azienda, oltre il 20% dei veicoli prodotti nel mondo dal gruppo nasce ogni anno in Francia. Nel 2025 la produzione nazionale è cresciuta di circa il 5%, con una dinamica che dovrebbe proseguire anche nel 2026. Non si tratta solo di un indicatore produttivo: in un settore attraversato dalla concorrenza cinese, dalla pressione sui prezzi e dalla necessità di investire in batterie, software e architetture elettriche, mantenere capacità industriale in Europa diventa una leva competitiva e politica.
Renault dispone oggi in Francia di 17 siti industriali e tecnologici, tra sede sociale, stabilimenti e centri tecnici. La rete comprende fabbriche, centri di ricerca e strutture di sviluppo che alimentano occupazione, competenze e innovazione. Il gruppo sottolinea anche il ruolo della ricerca nazionale: il 60% della spesa in R&D viene investito in Francia, in particolare tra Technocentre, Lardy e Aubevoye. Nel 2025 Renault ha depositato 746 brevetti, un dato che conferma il posizionamento della Francia come centro nevralgico per le tecnologie future del costruttore.
L’effetto sull’occupazione è uno degli aspetti più rilevanti. Il successo commerciale dei modelli elettrici prodotti a Douai ha contribuito al rafforzamento della capacità industriale, fino all’avvio di un terzo turno produttivo nell’ottobre 2025. È un segnale importante per la filiera, perché l’elettrificazione spesso viene raccontata soltanto come rischio per il lavoro industriale tradizionale. Nel caso Renault, almeno nella fase attuale, la domanda di nuovi modelli elettrici sta sostenendo investimenti e attività lungo una rete di fornitori di prossimità.
Resta naturalmente aperta la sfida della redditività. Produrre elettrico in Europa richiede costi sotto controllo, volumi adeguati e una catena di fornitura più solida su batterie, elettronica di potenza e software. Ma proprio per questo la presenza al G7 assume un significato più ampio: Renault non presenta solo automobili, ma un modello industriale che prova a tenere insieme transizione energetica, accessibilità del prodotto e radicamento nazionale.
La scelta di Évian-les-Bains consente così al marchio di legare la propria immagine a un evento diplomatico globale, ma il vero messaggio è rivolto al mercato e alla politica industriale europea. La Francia resta uno dei pilastri della strategia Renault e l’auto elettrica diventa il terreno su cui misurare la capacità del gruppo di restare competitivo senza svuotare la propria base manifatturiera. In un’Europa che discute di autonomia tecnologica e difesa della produzione locale, la flotta del G7 diventa una dichiarazione concreta: l’innovazione automotive, per Renault, passa ancora dalle fabbriche francesi.
Scheda
Evento: G7 di Évian-les-Bains, 15-17 giugno 2026
Ruolo Renault: partner ufficiale della Presidenza della Repubblica francese
Flotta: 117 veicoli
Modelli principali: Renault 5 E-Tech Electric, Scénic E-Tech Electric, Espace, Rafale, Austral, Trafic
Produzione francese: Douai per Renault 5 e Scénic E-Tech Electric; Sandouville per Trafic
Certificazione: Origine France Garantie per Renault 5 E-Tech Electric e Scénic E-Tech Electric
Siti Renault Group in Francia: 17 tra stabilimenti, centri tecnici e sede
R&D in Francia: 60% della spesa di ricerca e sviluppo del gruppo
Brevetti 2025: 746 depositi dichiarati
Produzione globale: oltre il 20% dei veicoli Renault Group prodotti in Francia

