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Gli pneumatici invernali? Una scelta sicura

Gli pneumatici invernali? Una scelta sicura
assogomma
Gli pneumatici invernali? Una scelta sicura
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Gli pneumatici invernali? Una scelta sicura

Siete convinti che basti un SUV o una vettura 4×4 per ridurre al massimo i rischi e i pericoli derivanti dal freddo, dal ghiaccio e dalla neve? La realtà insegna che, di fronte a realtà estreme come quelle, per esempio, che capitano in inverno, nemmeno le catene – che tra l’altro impediscano una marcia fluida e lineare – garantiscono la riduzione degli spazi d’arresto, la tenuta di strada e precisione di guida. 

 

Caratteristiche, queste, che possono salvare la vita. La migliore soluzione? Ovviamente gli pneumatici invernali che, grazie alle proprie caratteristiche tecniche, negli ultimi tempi hanno ridotto i rischi d’incidenti sulle strade di oltre il 50%. Pneumatici invernali che – come dichiarato dal numero uno di Assogomma Fabio Bortolotti – “Quest’anno, per la prima volta abbiamo ricordato che esistono due tipi di pneumatici invernali con caratteristiche diverse, entrambi provvisti della marcatura M+S (acronimo di MUD & SNOW), la marcatura che  consente,  in  caso  di  Ordinanze, di  soddisfare  gli  obblighi  di  legge.  Questa marcatura è una dichiarazione che fa il Costruttore dello pneumatico in fase di omologazione e può essere affiancata dal pittogramma di una montagna a tre punte con un fiocco di neve al centro, in acronimo 3PMSF (3 PEAK MOUNTAIN SNOW FLAKE). 

Il marcaggio 3PMSF certifica che il pneumatico ha superato lo specifico  test di omologazione previsto dal Regolamento comunitario 117.” Così, per affermare l’importanza di un corretto equipaggiamento durante il periodo più freddo dell’anno, per i tradizionali test invernali organizzati da Assogomma e Federpneus, è stata scelta come location la splendida località di La Thuille, in valle d’Aosta, che, guarda caso, nei giorni 3 e 4 febbraio, era sommersa dalla neve. Insomma, la situazione ideale per rendersi conto dell’efficacia degli pneumatici invernali. 

 

I test, in parte strumentati e in parte guidati, hanno messo a confronto gomme 3PMSF, M+S ed estive. La dimostrazione del Test di omologazione 3PMSF è stata eseguita con due vetture Fiat 500 gommate rispettivamente con un treno di pneumatici SRTT (Standard Reference Test Tyre), misura 195/75 R14, cioè dei pneumatici campione di riferimento e pneumatici invernali 3PMSF di misura 185/55 R15.

E’ stata fatta una prova comparativa di frenata con ABS inserita che ha messo a confronto lo pneumatico di riferimento SRTT e lo pneumatico 3PMSF.

La vettura è stata quindi lanciata a una velocità di almeno 28 km/h, messa in folle e frenata con ABS inserita, fino a una velocità residua di 8 km/h. E’ stata calcolata quindi la decelerazione media misurando la distanza percorsa e il tempo trascorso tra il momento in cui la velocità è di 25 km/h e quello in cui è di 10 km/h.

Si è eseguita la prova con il riferimento SRTT, con il pneumatico in omologazione e nuovamente con lo SRTT, per eliminare, per quanto possibile  l’evoluzione della pista e delle condizioni di prova. La prova è superata se l’indice di aderenza neve dello pneumatico in esame è almeno 1,07 (cioè se mediamente frena almeno il 7% migliore dello SRTT).

 

Una seconda prova molto interessante, è quella di spunto su fondo piano e innevato, che è stata  eseguita  con  vetture  Range  Rover  Evoque,  gommate  con  tre  tipologie  di  pneumatico (3PMSF, M+S, ESTIVO) con misura 245/45 R20.

L’obiettivo era quello di evidenziare le differenti caratteristiche di motricità (grip) da parte dei tre diversi tipi di pneumatico su fondo piano in presenza di neve al suolo.

All’inizio ed alla fine del campo prova (lungo 23m) sono state posizionate delle fotocellule con la funzione di “start&stop” allo scopo di misurare il tempo di percorrenza. La vettura transitava a bassa velocità (~3 Km/h) sulla prima fotocellula; da questo punto si preme l’acceleratore a fondo corsa mantenendo questa condizione sino al raggiungimento della seconda fotocellula. I diversi tipi di pneumatico danno luogo a differenti tempi di percorrenza dimostrando così le motricità più o meno performanti di ciascuna tipologia di prodotto.

 

Fatto 100 il tempo impiegato dallo pneumatico 3PMSF per percorre la distanza tra le due fotocellule, il pneumatico M+S compie  la stessa distanza nel 10% in più, mentre l’ ESTIVO impiega il 30% in più di tempo di percorrenza.

I 3 diversi tipi di pneumatici sono stati anche sottoposti ad una prova di guidabilità (handling).

La prova è stata fatta con tre Jeep® Renegade equipaggiate con pneumatici 3PMSF, M+S edESTIVI con misura 215/65 R16.

L’obiettivo era quello di confrontare, su un percorso misto, il comportamento del veicolo, in termini di maneggevolezza, precisione di guida, risposta al volante, aderenza in frenata, aderenza in curva, spunto in salita e partenza dopo un arresto.

La prova si è svolta su un tratto di strada con un fondo con variabilità di condizioni, tutte realisticamente e tipicamente invernali. Alcuni tratti bagnati, in altri vi era presenza di neve, in altri di ghiaccio. Il percorso è stato eseguito dallo stesso conduttore con le varie vetture, sia in salita sia in discesa, cercando di riprodurre le stesse manovre, in modo da poter confrontare le performance dei diversi equipaggiamenti.

 

Per dimostrare quanto sia importante un equipaggiamento omogeneo sugli assi, è stato messo a confronto il comportamento di tre Alfa Romeo Mito equipaggiate con pneumatici di misura 195/55 R16: una vettura medio/piccola, con caratteristiche sportive, a trazione anteriore ed alimentazione a benzina.

La vettura con equipaggiamento 3PMSF omogeneo (4 pneumatici identici) offre le migliori prestazioni in aderenza, motricità (o trazione), tenuta di strada, etc., cioè le migliori condizioni in termini di sicurezza stradale. La prova è stata fatta a bassa velocità (15/20 km/h) su un tratto di strada rettilineo che s’immette su una rotonda.

Le configurazioni impiegate sono: vettura con 4 pneumatici estivi nuovi, vettura con 4 pneumatici 3PMSF nuovi e vettura con due pneumatici 3PMSF nuovi sull’asse trattivo (anteriore) e due pneumatici estivi nuovi al posteriore.

 

I diversi tipi di pneumatico danno luogo a diversi comportamenti del veicolo. Nel caso dell’equipaggiamento estivo la vettura, pur mantenendo un comportamento omogeneo, presenta in tutte le condizioni problemi di aderenza e guidabilità che inducono il conducente a una guida molto prudenziale. Quella equipaggiata con 4 pneumatici 3PMSF esegue l’esercizio senza alcun problema ed in massima sicurezza. La vettura con equipaggiamento misto, offre un’apparente sensazione di sicurezza in rettilineo che viene meno in curva e in frenata, per la mancanza di aderenza dell’asse posteriore, con la totale perdita di controllo del mezzo che può andare in testacoda. La configurazione mista è la più pericolosa perché tradisce l’automobilista in curva.

 

Viene così dimostrato che l’equipaggiamento misto, anche se non esplicitamente vietato secondo la legge, è da considerarsi il peggiore e quindi sconsigliato, come espressamente previsto dalla Direttiva Ministeriale del 30 gennaio 2013.

Per sfatare il falso mito che con una vettura 4×4 non vi sia necessità di un equipaggiamento idoneo alla stagione, è stata realizzata anche una prova di salita e discesa con veicoli a trazione integrale.

 

La prova è stata fatta con tre vetture Volvo XC60 equipaggiate con pneumatici 235/65 R17 nelle tre differenti configurazioni: ESTIVO, M+S e 3PMSF, con l’obiettivo di dimostrare che una vettura a trazione integrale offre maggiori garanzie di motricità in salita, purché equipaggiata con pneumatici 3PMSF. Inoltre, in discesa il vantaggio del 4×4 viene meno e lo spazio di frenata e arresto della vettura è direttamente dipendente dal tipo di pneumatico montato.

La prova è eseguita su un tratto di strada innevato, in salita e discesa con pendenze variabili. Il veicolo equipaggiato con treno estivo non riesce a superare il primo dislivello e retrocede pericolosamente a ruote bloccate, diventando ingovernabile. Nel caso dell’equipaggiamento M+S l’esercizio è eseguito parzialmente, riuscendo a percorrere i tratti di strada, ma presentando difficoltà in caso di arresto, di ripartenza in salita e nelle condizioni più critiche. Il veicolo equipaggiato con pneumatici 3PMSF esegue l’esercizio in ogni sua parte con spunto, motricità e frenata in sicurezza sia in salita sia in discesa.

 

A finire la giornata di test è stata la prova strumentata di frenata in rettilineo con pneumatici 3PMSF e M+S, eseguita con veicoli commerciali leggeri Mercedes Vito equipaggiati con pneumatici di misura 195/65 R16C: un veicolo con massa fino a 3,5 tonn, ovverosia con un peso importante da gestire nelle frenate, a trazione anteriore e alimentazione diesel.

L’obiettivo, anche in questo caso, è stato quello di dimostrare che il veicolo con equipaggiamento 3PMSF offre le migliori prestazioni in frenata (spazi di arresto), e decelerazione (tenuta di strada), cioè le migliori condizioni in termini di sicurezza stradale. La prova è avvenuta a bassa velocità (50 km/h) tipica dei centri urbani, su un tratto di strada rettilineo con fondo innevato. I diversi tipi di pneumatico danno luogo a comportamenti del veicolo diversi. Nel caso dell’equipaggiamento M+S il veicolo, pur mantenendo un comportamento omogeneo, ha spazi di frenata maggiori rispetto al veicolo equipaggiato con pneumatici 3PMSF. Il veicolo equipaggiato con gomme M+S ha uno spazio di frenata dall’8% al 20% in più rispetto al veicolo equipaggiato con gomme 3PMSF, in condizioni di test che variano da -12° a –3°.

@mredaelli