Horizon Automotive presenta il piano 2026-2028 e rafforza con Facile.it un ecosistema pensato per generare valore a dealer e case auto.
tavolo numeri, obiettivi e alleanze. Alla Horizon Dealer Convention 2026, la Tech Mobility Company ha presentato il nuovo piano industriale 2026-2028, confermando la volontà di rafforzare il proprio ruolo nel mercato della mobilità e, soprattutto, di consolidare un ecosistema capace di generare valore per dealer e case costruttrici. In questo percorso, l’unione con Facile.itrappresenta uno snodo importante, perché amplia il perimetro dei servizi e rafforza una logica multicanale sempre più centrale.
La notizia conta perché segna il passaggio da una fase di validazione del modello a una di vero scale-up. Horizon Automotive rivendica infatti di aver centrato gli obiettivi fissati per il 2025, arrivando a quota 10.000 ordini nell’anno e consolidando un’impostazione che unisce piattaforma tecnologica e presidio territoriale. Per un operatore nato nel 2020, si tratta di un segnale rilevante: non solo per la crescita dimensionale, ma per la capacità di posizionarsi come infrastruttura commerciale e operativa a supporto dell’intera filiera automotive.
I numeri raccontano bene questa traiettoria. Negli ultimi tre anni, la società è passata da 9 milioni di euro di fatturato nel 2023 a oltre 21 milioni registrati lo scorso anno, ampliando in parallelo la propria rete. Oggi l’ecosistema Horizon può contare su oltre 65 dealer partner, 19 store attivi in 18 regioni e 27.000 ordini generati dal 2021. Dati che, letti nel contesto della mobilità contemporanea, indicano la progressiva costruzione di una piattaforma distributiva ibrida, in cui tecnologia, territorio e capacità commerciale si sostengono a vicenda.
Il nuovo piano industriale guarda ora al triennio 2026-2028 con un obiettivo chiaro: accelerare sui volumi e sul peso specifico del business. La società prevede di superare le 20.000 unità annue entro il 2028, accompagnando questa crescita con un’evoluzione dei principali indicatori economici. Ma il punto forse più interessante non è soltanto il target quantitativo. È il modo in cui Horizon Automotive intende arrivarci: rafforzando il supporto ai costruttori, aumentando le vendite aggiuntive per la rete e facendo del noleggio a lungo termine una leva sempre più importante per intercettare nuova domanda.
Secondo il piano presentato, proprio questa componente dovrebbe generare nei tre anni opportunità di business aggiuntive stimate in 1 miliardo di euro per la rete dei dealer. È un dato che va letto con attenzione, perché racconta la natura del progetto: Horizon non si propone solo come intermediario digitale, ma come abilitatore di un nuovo canale distributivo, nel quale il concessionario resta centrale nella gestione della relazione con il cliente e nella trasformazione del lead in vendita.
È qui che si inserisce il peso strategico dell’integrazione con Facile.it. La sinergia tra i due soggetti punta infatti a rendere più ampio e più strutturato l’ecosistema, introducendo in modo progressivo servizi assicurativi e finanziari e rafforzando un approccio multicanale. Il modello descritto è piuttosto chiaro: i lead qualificati vengono generati attraverso i canali Horizon e Facile.it, per poi essere gestiti direttamente all’interno del concessionario. In questo schema, il dealer non perde centralità, anzi la rafforza, perché resta il punto di contatto decisivo nella relazione con il cliente finale.
Dal punto di vista industriale, questa è probabilmente la parte più interessante del piano. In un mercato che chiede maggiore efficienza commerciale, più servizi integrati e una gestione più sofisticata della domanda, Horizon Automotive prova a posizionarsi come piattaforma di connessione tra società di noleggio, dealer, case costruttrici e clienti. Non un semplice operatore di intermediazione, dunque, ma un soggetto che cerca di ordinare la complessità della filiera attraverso tecnologia proprietaria, processi più snelli e una rete fisica capace di trasformare il traffico digitale in business reale.
La strategia dichiarata si fonda su quattro pilastri: sviluppo di progetti con i costruttori, semplificazione dei processi, centralità della rete e alleanze strategiche. Dietro questa formula c’è una linea precisa: Horizon Automotive vuole rafforzare il proprio posizionamento come partner capace di costruire attività tailor made per i brand e, al tempo stesso, di portare vendite incrementali alla rete. In altre parole, prova a collocarsi in quel punto delicato del mercato in cui l’efficacia della tecnologia deve tradursi in risultati concreti sul territorio.
Non a caso, la roadmap prevede già nel breve periodo l’avvio di progetti pilota su una selezione di Horizon Store, con una successiva estensione dell’offerta all’intera rete. È un passaggio che suggerisce prudenza operativa ma anche metodo: prima testare, poi scalare. Una logica coerente con un’azienda che sostiene di aver validato il proprio modello e che ora cerca una crescita più strutturata, senza perdere il controllo della qualità del servizio.
Le parole del founder Luca Cantoni sintetizzano bene questo momento: Horizon ritiene di aver costruito basi solide e di essere entrata in una nuova fase, in cui la priorità è sostenere ancora di più costruttori e dealer all’interno di un ecosistema che integri tecnologia, servizi e territorio. Al di là della formula manageriale, il punto resta concreto: l’azienda vuole dimostrare che la crescita nel settore della mobilità passa oggi dalla capacità di creare connessioni efficienti tra tutti gli attori della catena.
Per il mercato automotive, il caso Horizon Automotive è interessante anche per un altro motivo. In un momento in cui i brand cercano maggiore controllo sui canali, i concessionari difendono il proprio ruolo e i clienti si muovono tra fisico e digitale con crescente fluidità, modelli come questo provano a rispondere a un’esigenza reale: rendere più integrata la distribuzione senza svuotare il valore della rete. È una sfida complessa, ma anche una delle partite decisive dei prossimi anni.
Con il piano industriale 2026-2028, dunque, Horizon Automotive non si limita a fissare nuovi target di crescita. Prova piuttosto a ridefinire il proprio peso dentro la filiera, costruendo un sistema in cui tecnologia, lead generation, servizi e relazione dealer-cliente diventino parte della stessa architettura. Se la promessa reggerà alla prova dell’esecuzione, il gruppo potrà rafforzare il proprio profilo come uno degli attori più interessanti nella trasformazione del retail automotive italiano.
Scheda tecnica finale
Azienda: Horizon Automotive
Piano presentato: Piano industriale triennale 2026-2028
Occasione della presentazione: Horizon Dealer Convention 2026
Manager intervenuti: Luca Cantoni, Founder di Horizon Automotive; Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it
Obiettivo strategico: fase di scale-up e rafforzamento del posizionamento nel mercato della mobilità
Ordini raggiunti nel 2025: 10.000
Obiettivo ordini al 2028: oltre 20.000 unità
Valore stimato per la rete dealer nel triennio: 1 miliardo di euro
Leva di sviluppo: ordini di noleggio a lungo termine
Fatturato 2023: 9 milioni di euro
Fatturato ultimo anno indicato: oltre 21 milioni di euro
Dealer partner: oltre 65
Store attivi: 19
Copertura territoriale: 18 regioni
Ordini generati dal 2021: 27.000
Sinergia strategica: integrazione con Facile.it
Servizi previsti: progressiva introduzione di servizi assicurativi e finanziari
Approccio commerciale: multicanale con lead generate da Horizon e Facile.it e gestione in concessionaria
Roadmap operativa: progetti pilota su una selezione di Horizon Store, poi estensione alla rete
Pilastri della strategia: progetti con costruttori, semplificazione processi, centralità della rete, alleanze strategiche

