Lamborghini trasforma il proprio linguaggio stilistico in un asset che oggi vive anche tra sport, living, moda e collezionismo.
Automobili Lamborghini sta trasformando il proprio design in un asset industriale e culturale capace di vivere ben oltre l’automobile. La casa di Sant’Agata Bolognese ha infatti messo al centro una strategia di brand extension sempre più strutturata, nella quale il linguaggio stilistico nato sulle supersportive viene trasferito in ambiti diversi come sport, architettura, hi-fi, moda e collezionismo, mantenendo però una riconoscibilità immediata. È questa l’idea ribadita da Lamborghini nel progetto “Design that goes beyond the car”, pubblicato il 16 aprile 2026.
Il punto interessante, dal punto di vista automotive, è che qui il design non viene trattato come semplice firma estetica o come esercizio di licensing. Lamborghini insiste invece su un concetto più profondo: proporzioni, materiali, cromie e cura del dettaglio devono restare coerenti con il DNA del marchio anche quando il prodotto finale non ha quattro ruote. Mitja Borkert, Design Director del marchio, spiega infatti che ogni collaborazione viene sviluppata direttamente con i partner per garantire un risultato autenticamente Lamborghini e non un semplice richiamo superficiale.
In questa impostazione c’è un passaggio chiave. Per un costruttore che ha costruito la propria reputazione su oggetti estremi, fortemente identitari e ad alto contenuto emozionale, portare il marchio fuori dal perimetro dell’auto significa accettare una sfida delicata: evitare che la diffusione del brand ne diluisca il significato. Lamborghini prova a risolvere il problema lavorando non sulla quantità delle collaborazioni, ma sulla loro coerenza. Il design, in altre parole, non viene esportato come decorazione, ma come metodo.
Il settore in cui questo approccio appare più naturale è quello della performance. Le racchette da padel Babolat BL001, BL002 e BL003 nascono con materiali e logiche costruttive che richiamano direttamente il know-how sviluppato sulle supersportive, dalla fibra di carbonio alla ricerca della rigidità strutturale con peso contenuto. La BL001, in particolare, è stata prodotta nello stabilimento di Sant’Agata Bolognese nell’area specializzata nella lavorazione del carbonio, un dettaglio che rende la connessione con il mondo Lamborghini ancora più concreta.
Lo stesso discorso vale per le collaborazioni con Ducati, altro nome-simbolo della Motor Valley. I progetti realizzati sui modelli Diavel 1260, Streetfighter V4 e Panigale V4 non sono letti da Lamborghini come esercizi di stile sovrapposti, ma come reinterpretazioni capaci di tenere insieme due identità forti senza annullarne l’autonomia. È un punto non secondario: quando due marchi iconici collaborano, il rischio è che uno dei due finisca per diventare puro supporto visivo dell’altro. Qui, almeno nelle intenzioni, il lavoro punta invece a una sintesi progettuale.
Più sorprendente, ma coerente con questa linea, è il caso del SEABOB SE63 sviluppato con CAYAGO. Nel segmento dei luxury sea toy, Lamborghini applica il proprio lessico formale a un oggetto che vive in un contesto completamente diverso dalla strada, ma continua a evocare la stessa idea di prestazione, immediatezza e precisione delle sue vetture. Dalle linee scolpite al pulsante di accensione, il riferimento all’universo visivo di Sant’Agata Bolognese è esplicito.
La strategia diventa ancora più interessante quando si sposta nel living e nel real estate. Le ville sviluppate con Dar Global a Benahavís, in Costa del Sol, portano nell’architettura residenziale alcuni dei codici stilistici del marchio, mentre con Sonus faber nasce Il Cremonese Ex3me – Automobili Lamborghini Edition, un diffusore hi-fi in edizione limitata che integra fibra di carbonio a vista, geometrie ispirate alle plance e un impianto formale che richiama direttamente il linguaggio delle supersportive. In entrambi i casi, Lamborghini prova a trasferire la propria idea di presenza scenica in ambienti statici, non dinamici, misurandosi così con una dimensione meno legata alla velocità e più alla permanenza.
Anche la collaborazione con Tod’s si muove nella stessa direzione. Qui il punto di contatto non è tanto la performance, quanto il valore della materia e dell’artigianalità: pelle, precisione esecutiva, pulizia dei tagli, attenzione quasi maniacale al dettaglio. La celebre Y Lamborghini, elemento ricorrente nel lessico formale del marchio, viene reinterpretata persino nella suola del Gommino, segnalando come il design possa funzionare da codice trasversale anche nel mondo della moda.
Infine c’è la sfera del collezionismo, che oggi è sempre più centrale nella costruzione di un immaginario di marca. La Revuelto radiocomandata sviluppata con The LEGO Group, insieme alle miniature Hot Wheels e alla collezione in scala 1:64, porta il linguaggio Lamborghini dentro oggetti più accessibili e quotidiani, senza rinunciare alla propria forza evocativa. È una forma di democratizzazione simbolica: non dell’auto in sé, ovviamente, ma della sua immagine.
In filigrana, la mossa di Lamborghini racconta qualcosa di più ampio sul presente dell’industria automotive. Oggi un marchio premium o luxury non si gioca soltanto sul prodotto principale, ma sulla capacità di costruire un ecosistema coerente di segni, oggetti ed esperienze. Lamborghini sembra aver scelto di farlo partendo dal suo capitale più forte, cioè un design immediatamente leggibile e profondamente identitario. La sfida, adesso, sarà conservare nel tempo questa coerenza evitando che l’estensione del brand diventi dispersione. Perché quando un linguaggio stilistico funziona davvero, la sua forza non sta nel comparire ovunque, ma nel restare riconoscibile ogni volta.
In Breve
Casa: Automobili Lamborghini
Progetto: estensione del linguaggio di design oltre l’automobile
Data comunicazione: 16 aprile 2026
Ambiti coinvolti: sport e performance, real estate, living, moda, gioco e collezionismo
Collaborazioni citate: Babolat, Ducati, CAYAGO, Dar Global, Sonus faber, Tod’s, The LEGO Group, Hot Wheels
Prodotti principali: racchette BL001-BL002-BL003, Ducati Diavel 1260/Streetfighter V4/Panigale V4, SEABOB SE63, ville a Benahavís, Il Cremonese Ex3me, sneakers e Gommino Tod’s, Revuelto radiocomandata, modelli die-cast e 1:64
Codici di stile trasferiti: proporzioni, fibra di carbonio, palette cromatiche, Y Lamborghini, qualità del dettaglio
Obiettivo dichiarato: mantenere il DNA Lamborghini riconoscibile anche fuori dal settore auto














