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Lotus Emeya “YES/NO”: a Bruxelles l’elettrica che risponde coi fatti
A Bruxelles Lotus lancia YES/NO per Emeya: provocazione e sostanza, tra 800V, 420 kW e prestazioni da vera GT elettrica.






C’è un modo semplice per capire il tono con cui Lotus presenta Lotus Emeya: non cerca consenso facile, cerca reazioni.
La nuova campagna YES/NO nasce proprio per ribaltare la prospettiva: invece di aggirare le domande che circolano online quando si parla di una GT elettrica, le mette al centro e risponde con una “verità” che a Hethel conoscono bene da sempre: l’ingegneria prima della retorica. È una comunicazione audace, quasi sfacciata, che parte da una provocazione e arriva dritta a ciò che rende Emeya “inconfondibilmente Lotus”.
Dal rumore dei social alla prova su strada: il metodo dietro la campagna
La strategia è chirurgica: ascolto delle conversazioni reali su forum, social, recensioni e video-reaction, con sentiment taggati e temi che dividono il pubblico. Poi la scelta, tipicamente Lotus: trasformare lo scetticismo in dimostrazione, rendendo la campagna qualcosa da vivere ovunque, non solo da guardare. Giuseppe Mele, responsabile marketing EU/UK, sintetizza il punto con un’idea chiara: YES/NO serve a dare “chiarezza di brand” senza scuse, mentre la trasformazione iniziata negli ultimi anni entra in una fase più matura, tra rete commerciale in evoluzione e gamma ripensata da zero.
Emeya 600 ed Emeya 900: due anime, stesso obiettivo
Dentro questa narrazione, la tecnica non è un allegato: è il cuore. La famiglia Emeya 600 punta a una potenza superiore ai 600 CV, mentre Emeya 900 supera i 900 CV per chi vuole la massima espressione di una GT di lusso ad alte prestazioni. E c’è una scelta che farà discutere (in senso buono) gli appassionati: sulla 900 arriva un cambio a due velocità, rarità nel mondo EV, pensato per tenere insieme accelerazione e coinvolgimento del guidatore. Il risultato, nero su bianco, è da supercar: 0-100 km/h in 2,78 s e 256 km/h di velocità massima.
800 volt e ricarica iperveloce: potenza che diventa usabilità
Se la potenza è una dichiarazione, la praticità è la risposta a chi chiede “sì, ma nella vita vera?”. Lotus gioca la carta dell’architettura a 800 volt e della ricarica fino a 420 kW, con batteria da 102 kWh: nelle condizioni ideali, il passaggio dal 10% all’80% in circa 14 minuti con una colonnina DC da 400 kW mette Emeya nel club ristrettissimo delle elettriche più rapide a recuperare autonomia. È un messaggio semplice: alte prestazioni non devono significare attese interminabili.
Aerodinamica attiva e assetto: quando “Lotus” significa controllo
Qui Lotus torna a parlare la sua lingua madre: quella della dinamica. Emeya porta in dote aerodinamica attiva con elementi che lavorano insieme (griglia anteriore, spoiler, diffusore e alettone), coordinati con sospensioni pneumatiche e controllo continuo dello smorzamento. L’obiettivo è doppio e, sulla carta, ambizioso: deportanza quando serve e efficienza quando conviene, senza sacrificare il comfort quotidiano. In pratica, la promessa è una GT grande e lussuosa che però non dimentica la precisione di guida che ci si aspetta da una Lotus.
Autonomia e abitacolo: tecnologia “seria”, non sterile
Sul fronte viaggi, l’asticella dichiarata è alta: autonomia WLTP fino a 610 km nella variante 600, un valore pensato per rendere credibile l’idea di una gran turismo elettrica da usare davvero. Dentro, la parola chiave è connessione col guidatore: materiali di qualità e un’impostazione high-tech che non rinuncia al “controllo” percepito. Spiccano l’Head-Up Display da 55", il sistema Lotus Hyper OS con aggiornamenti over-the-air e l’app Lotus Connect per gestione e funzioni in tempo reale. Il sottotesto è chiaro: elettrico non deve essere sinonimo di freddo.
Bruxelles, 9 gennaio: Emeya al centro della scena
Al Salone dell’Auto di Bruxelles del 9 gennaio, Emeya non viene mostrata come una semplice novità: viene messa sotto i riflettori come presa di posizione. Lotus invita a discutere, sì, ma pretende che la risposta arrivi dal prodotto. È la logica YES/NO: dire “sì” all’ambizione e “no” ai cliché, lasciando che siano numeri, soluzioni tecniche e sensazioni di guida a chiudere la conversazione.
