Auto e Motori
M’illumino di Meno 2026: Lamborghini spegne il Museo e digital detox
Alla 22ª edizione di M’illumino di Meno, Lamborghini spegne le luci di mensa e Museo e lancia una Digital Detox Week tra mobilità e benessere.


Spegnere una luce, in un’azienda che di solito accende passioni, può sembrare un dettaglio.
E invece, per Automobili Lamborghini, la 22ª edizione di “M’illumino di Meno” diventa l’occasione per trasformare un gesto semplice in un messaggio leggibile da tutti: dentro i reparti e fuori, verso il pubblico.
Il 16 febbraio, data in cui la campagna promossa da Caterpillar (Rai Radio2) viene celebrata ogni anno e che dal 2022 è diventata Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, la Casa di Sant’Agata Bolognese ha scelto due luoghi simbolo per “abbassare l’interruttore”. Prima, durante la pausa pranzo, nella mensa aziendale, nel momento di maggiore presenza dei dipendenti. Poi, la sera, al Museo Lamborghini, uno degli spazi più rappresentativi del marchio.
L’idea, però, non si ferma alla bolletta. Lamborghini usa lo spegnimento come innesco per una riflessione più ampia sul concetto di energia: quella da risparmiare (e non sprecare), ma anche quella personale e professionale, che si consuma quando la connessione è continua e le pause diventano solo un’altra schermata da scorrere.
È in questa cornice che prende forma la “Digital Detox Challenge Week”, una settimana interna e volontaria, lanciata proprio il 16 febbraio, costruita su micro-sfide e suggerimenti pratici per ricalibrare le abitudini digitali. Non un manifesto contro la tecnologia, ma un invito a usarla meglio: recuperare attenzione, qualità delle relazioni e “spazio mentale” anche dentro la giornata lavorativa. Tra le iniziative più immediate c’è il “No Scroll Lunch”, una pausa pranzo in cui lo smartphone resta da parte per lasciare posto alle conversazioni e a un tempo davvero rigenerante.
Accanto al tema del benessere, resta centrale l’impegno sul fronte ambientale, soprattutto dove l’impatto è quotidiano e misurabile: il tragitto casa-lavoro. Lamborghini spinge su un modello di coinvolgimento attivo dei dipendenti con programmi di carpooling e un sistema di cashback per chi condivide l’auto, usa bici o navetta aziendale (dalla stazione di San Giovanni in Persiceto) oppure va a piedi. A supporto, nei parcheggi sono disponibili anche colonnine di ricaricaper veicoli elettrici a tariffa dedicata.
Il punto interessante è che qui la sostenibilità non resta “buona intenzione”: viene tracciata. Registrando gli spostamenti, un’app calcola la riduzione di CO₂ ottenuta, e quel risultato entra negli obiettivi aziendali, incidendo per il 10% sul Premio di Risultato legato alla contrattazione. Nel 2025, il target fissato a 60 tonnellate è stato superato, arrivando a oltre 80 tonnellate risparmiate: un dato che racconta quanto conti, alla fine, la somma dei comportamenti di tutti.
In un momento in cui la sostenibilità rischia spesso di diventare una parola “di contorno”, Lamborghini sceglie una strada più concreta: gesti visibili, abitudini misurabili, e un’idea di energia che mette insieme efficienza, responsabilità e qualità della vita.
