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Manager/ Sergio Pininfarina, 100 anni dalla nascita: ecco le auto più belle della sua storia

La storia di Sergio Pininfarina attraverso le auto che hanno segnato il design italiano, da Ferrari ad Alfa Romeo

Manager/ Sergio Pininfarina, 100 anni dalla nascita: ecco le auto più belle della sua storia

Sergio Pininfarina avrebbe compiuto cento anni l’8 settembre 2026. Ingegnere, imprenditore e protagonista dell’industria italiana, trasformò l’azienda fondata dal padre Battista “Pinin” Farina da carrozzeria di alta gamma a gruppo internazionale capace di occuparsi di design, engineering e produzione. Ma la sua eredità resta legata soprattutto alle automobili: Ferrari, Alfa Romeo, Fiat, Peugeot e Maserati che hanno segnato intere epoche.

Nato a Torino nel 1926 e laureato in Ingegneria meccanica al Politecnico nel 1950, Sergio entrò nell’impresa di famiglia e ne assunse la direzione generale nel 1960. Nel 1961 diventò amministratore delegato e nel 1966, dopo la morte del padre, presidente. Sotto la sua guida Pininfarina investì nel Centro Studi e Ricerche, nella progettazione computerizzata e nella celebre galleria del vento in scala 1:1 inaugurata nel 1972, una delle prime strutture di questo tipo al mondo per l’automobile. La sua intuizione fu trasformare lo stile in una disciplina industriale: non più soltanto carrozzerie realizzate artigianalmente, ma automobili progettate insieme ai costruttori, sviluppate tecnicamente e, in alcuni casi, costruite direttamente negli stabilimenti Pininfarina.

Manager/ Sergio Pininfarina, 100 anni dalla nascita: ecco le auto più belle della sua storia
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Da Ferrari alla Daytona: quando lo stile diventa aerodinamica

Il rapporto con Ferrari rappresenta il capitolo più celebre. Era iniziato con Battista Pinin Farina negli anni Cinquanta, ma sotto Sergio diventò una delle collaborazioni più longeve della storia dell’auto. Una delle vetture simbolo è la Ferrari 365 GTB/4 Daytona del 1968. Il disegno originario fu realizzato da Leonardo Fioravanti, allora in Pininfarina, ma Ferrari ricorda che Sergio intervenne personalmente sulla forma definitiva, rendendo il frontale ancora più pulito e filante. Il risultato fu una GT completamente diversa dalle Ferrari degli anni precedenti: cofano lunghissimo, abitacolo arretrato, coda tronca e una particolare attenzione all’aerodinamica.

Negli anni Settanta arrivarono vetture come la 512 BB, che trasferì il linguaggio Pininfarina sulle Ferrari a motore posteriore centrale. Negli Ottanta quel percorso raggiunse probabilmente il punto più riconoscibile con la Testarossa del 1984. Le enormi prese d’aria laterali con le caratteristiche lamelle non erano semplicemente una scelta estetica: servivano a portare aria ai radiatori posteriori. È uno degli esempi più chiari della filosofia Pininfarina secondo cui forma e funzione dovevano nascere insieme.

Tre anni più tardi arrivò la Ferrari F40. Presentata nel 1987, fu l’ultima supercar sviluppata sotto la supervisione diretta di Enzo Ferrari. La carrozzeria Pininfarina venne sviluppata attorno all’impostazione tecnica e stilistica dell’ingegnere Nicola Materazzi: frontale bassissimo, grandi prese d’aria, superfici tese e un gigantesco alettone posteriore. Con 478 CV, appena 1.100 kg e oltre 320 km/h, la F40 trasformò l’aerodinamica stessa in elemento estetico.

Alfa Romeo Duetto e Peugeot 406 Coupé: bellezza per una platea più ampia

Limitare Sergio Pininfarina alle Ferrari sarebbe però riduttivo. Una delle auto italiane più longeve e riconoscibili nate durante la sua direzione è l’Alfa Romeo 1600 Spider, presentata nel 1966 e poi conosciuta universalmente come Duetto. La sua carrozzeria dalle forme morbide e la celebre coda “osso di seppia” sintetizzavano un’idea di sportiva elegante e semplice. Pininfarina ricorda che, attraverso le successive evoluzioni, lo Spider rimase in produzione fino al 1993 e raggiunse circa 140.000 esemplari.

Quella capacità di creare automobili desiderabili senza necessariamente entrare nel territorio delle supercar riemerse trent’anni più tardi con la Peugeot 406 Coupé. Lanciata nel 1997, fu un progetto particolarmente importante anche industrialmente: Pininfarina si occupò di design, sviluppo e produzione della vettura. Le proporzioni pulite, il frontale basso e la fiancata quasi priva di decorazioni le permisero di attraversare il tempo molto meglio di molte contemporanee. La 406 Coupé vinse anche il Car Design Award 1997 e il riconoscimento di “Most Beautiful Coupé of the World”.

Testarossa, F40, 550 Maranello e Quattroporte: un’eredità lunga decenni

Gli anni Novanta portarono altre Ferrari fondamentali. La 456 GT del 1992 recuperò l’eleganza delle grandi granturismo 2+2, mentre la 550 Maranello del 1996 riportò il V12 Ferrari davanti all’abitacolo dopo oltre vent’anni di sportive di punta a motore centrale. Con 485 CV e 320 km/h, la 550 combinava prestazioni da supercar e proporzioni classiche da gran turismo. All’inizio degli anni Duemila arrivò poi la Ferrari Enzo, presentata nel 2002. Anche in questo caso è corretto parlare di un progetto Pininfarina più che di una vettura disegnata personalmente da Sergio: il team era guidato da Ken Okuyama. La Enzo segnò il passaggio verso uno stile molto più tecnico, influenzato direttamente dalla Formula 1 e dall’aerodinamica.

Fuori da Maranello, una delle ultime grandi automobili nate durante la sua presidenza fu la Maserati Quattroporte V, presentata a Francoforte nel 2003. Pininfarina tornava a firmare una Maserati dopo circa mezzo secolo. La grande berlina con motore V8 Ferrari diventò rapidamente uno dei modelli più apprezzati della casa modenese: Maserati ne indica oltre 10.600 esemplari prodotti nella versione Duoselect tra il 2003 e il 2008. Sergio Pininfarina fu però molto più di un designer d’automobili. Negli anni Ottanta portò l’azienda in Borsa, aprì nuovi stabilimenti e ampliò l’attività verso il design industriale attraverso Pininfarina Extra. Fu presidente dell’Unione Industriale di Torino, parlamentare europeo e presidente di Confindustria dal 1988 al 1992. Nel 2005 Carlo Azeglio Ciampi lo nominò senatore a vita.

Morì a Torino nel luglio 2012. Un anno più tardi Pininfarina presentò a Ginevra la concept Sergio, barchetta su meccanica Ferrari creata in sua memoria. A cento anni dalla nascita, le sue auto spiegano meglio di qualsiasi definizione ciò che Sergio Pininfarina ha rappresentato. Non semplicemente la ricerca della “bella automobile”, ma la capacità di far convivere stile, aerodinamica, tecnica e produzione industriale. Dalla Daytona alla Testarossa, dalla F40 alla 406 Coupé, fino alla Quattroporte, la sua eredità è un modo di concepire l’automobile che continua a essere immediatamente riconoscibile.

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